Eutanasia, presentatore Bbc accusato di procurato allarme per confessione in tv
Uno storico presentatore della BBC sarà incriminato per procurato allarme e per aver fatto perdere tempo e denaro alla polizia dopo aver sostenuto in un documentario televisivo di aver ucciso un ex-amante affetto da AIDS.Ray Gosling era stato arrestato per omicidio il febbraio scorso dopo aver confessato l'atto di eutanasia in tv, suscitando una tempesta mediatica in un momento di già intenso dibattito in Gran Bretagna sul suicidio assistito. All'epoca è stato interrogato per oltre trenta ore. Attualmente è libero su cauzione.
Il presentatore della BBC, 71 anni, aveva detto di aver soffocato in ospedale il compagno malato "nella prima epoca dell'AIDS" - probabilmente nel 1980.
Ma il quotidiano Times riporta oggi che, dopo diversi mesi di indagini, gli investigatori non hanno trovato alcuna prova a sostegno del racconto di Golsing. Anzi, secondo le autorità, Gosling avrebbe esagerato o addirittura detto falsità sull'argomento.
Il direttore della Pubblica accusa Keir Starmer ha approvato la decisione di incriminare Gosling per aver fatto perdere tempo alla polizia, reato che prevede una pena massima di sei mesi di carcere.
"Centinaia di ore di lavoro di polizia sono state perse per indagare sulle affermazioni del signor Gosling e non si e' stati in grado di trovare alcuna prova per confermarle", ha detto una fonte della procura al Times. "Gli agenti avevano il dovere di indagare su ciò che sembrava essere stata ammissione di omicidio o di un altro reato grave, ma hanno ricevuto poca cooperazione da Gosling. Hanno cose più importanti da fare che inseguire questo tipo di rivendicazioni".
Nel programma televisivo, il presentatore aveva detto di quando aveva tolto la vita al suo amante a seguito di un patto fra i due. "In un ospedale un caldo pomeriggio, il medico disse: 'Non c'è niente da fare', e lui era in terribile, terribile agonia", ha detto ai telespettatori. "Ho detto al dottore, 'Lasciami solo per un po' e se ne andò. Ho preso il cuscino e l'ho soffocato fino a quando non era morto."
Aiutare le persone con malattie terminali a suicidarsi è un argomento di accese discussioni in Gran Bretagna, una condotta che rimane illegale ma non sempre perseguita dalla giustizia.
La questione è negli ultimi tempi balzata nuovamente alla ribalta dopo una serie di casi di alto profilo. Tra questi anche i casi di due madri che hanno ucciso i loro figli gravemente ammalati, una sola delle quali è stata arrestata.
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