L'eutanasia secondo il ministro Fazio
'Secondo la legge italiana togliere i trattamenti di supporto vitale, che comprendono l'aria, la nutrizione e l'idratazione artificiale vuol dire compiere eutanasia'. Lo ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo al congresso nazionale della Societa' italiana di terapia intensiva presso il policlinico Gemelli.'I trattamenti di medicina intensiva - ha spiegato Fazio - comprendono sia le terapie propriamente dette, in cui rientrano i farmaci e l'ossigeno, sia il supporto vitale. Togliendo il supporto vitale si commette eutanasia, e cio' vale per i malati di cancro, a cui si da' l'aria e non l'ossigeno, sia per i tanti casi di stato vegetativo persistente. Queste decisioni devono essere prese dal professionista medico'.
Il ministro ha tenuto inoltre a sottolineare l'importanza dell'etica 'quale parte integrante della medicina. La terapia intensiva specialistica e' una realta' di confine tra la vita e la morte. Si devono prendere decisioni difficili, in tempi rapidi e spesso senza tutte le informazioni sul paziente. Nessun codice deontologico - ha continuato - puo' fissare norme di comportamento valide per tutte le situazioni, perche' ogni contesto e' unico. Il medico, che e' sempre pro vita, nel decidere deve fare considerazioni non solo mediche, ma anche etiche, giuridiche, morali e filosofiche'.
Il ministro ha infine concluso sottolineando che quando 'non c'e' piu' spazio per il recupero dello stato di salute del paziente, si aprono due possibilita': o la morte biologica o le terapie palliative per evitare l'accanimento terapeutico nel caso in cui il quadro clinico sia compromesso e non piu' responsivo'.
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