Farmaci, ministro Fazio: basterà autocertificazione produttori su materie prime atipiche
Le materie prime 'atipiche' utilizzate per produrre i farmaci, come cloruro di sodio, canfora, glicerolo, "e' bene siano soggette ad autocertificazione da parte delle aziende produttrici e non a un controllo puntuale" dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). E' il parere del ministro della Salute Ferruccio Fazio, ascoltato in audizione oggi alla Commissione Igiene e sanita' del Senato su questo argomento.
Autocertificazione e non controlli ad hoc, dunque, per queste sostanze, "dato che non si tratta di principi attivi complessi, ma, in fondo, di sale" e altre materie innocue. "Mi sembra che la Commissione abbia recepito questa mia indicazione", ha detto Fazio all'Adnkronos Salute lasciando l'aula.
"L'Aifa ritiene adatta l'autocertificazione - ha aggiunto in audizione Fernanda Ferrazin, ispettore senior Gmp (Good Manufacturing Practice - Norme di buona produzione) dell'Aifa - sia perche' le forze ispettive dell'agenzia devono concentrarsi su altri settori, sia perche' in questo modo non si crea uno svantaggio per i produttori italiani e una spinta all'approvvigionamento all'estero di questi ingredienti. Inoltre, nella maggior parte dei casi si tratta di stabilimenti che producono solo una materia prima e in questo modo e' escluso il rischio di contaminazione incrociata con altre sostanze.
Ogni due anni, comunque, attraverso i controlli sui prodotti finiti, l'Aifa ha la possibilita' di rilevare eventuali problematiche", ha concluso l'esperta.
Autocertificazione e non controlli ad hoc, dunque, per queste sostanze, "dato che non si tratta di principi attivi complessi, ma, in fondo, di sale" e altre materie innocue. "Mi sembra che la Commissione abbia recepito questa mia indicazione", ha detto Fazio all'Adnkronos Salute lasciando l'aula.
"L'Aifa ritiene adatta l'autocertificazione - ha aggiunto in audizione Fernanda Ferrazin, ispettore senior Gmp (Good Manufacturing Practice - Norme di buona produzione) dell'Aifa - sia perche' le forze ispettive dell'agenzia devono concentrarsi su altri settori, sia perche' in questo modo non si crea uno svantaggio per i produttori italiani e una spinta all'approvvigionamento all'estero di questi ingredienti. Inoltre, nella maggior parte dei casi si tratta di stabilimenti che producono solo una materia prima e in questo modo e' escluso il rischio di contaminazione incrociata con altre sostanze.
Ogni due anni, comunque, attraverso i controlli sui prodotti finiti, l'Aifa ha la possibilita' di rilevare eventuali problematiche", ha concluso l'esperta.
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