Fiandre. I belgi francofoni? Immigrati che devono adattarsi
E' polemica in Belgio per le ultime dichiarazioni del presidente del partito di centrodestra fiammingo al governo 'N-Va', Bart De Wever, secondo cui nelle Fiandre non esiste una minoranza francofona ma solo degli "immigrati che devono adattarsi"."E' una cosa che chiediamo ai marocchini, ai turchi. Non diciamo loro: 'siete numerosi e quindi l'arabo diventera' una lingua ufficiale'. E' una follia", ha sottolineato De Wever all'emittente belga 'La Premie're', rispondendo alle domande degli ascoltatori. "In nessun posto al mondo si accetta questa logica", ha aggiunto l'alleato del premier belga, Yves Leterme, rifiutando tuttavia di essere definito come un "uomo intollerante".
"Nelle Fiandre sono tutti benvenuti: si puo' continuare a parlare francese. Quello che chiediamo, e' solo che la lingua di gestione sia l'olandese", ha proseguito De Wever, che con la sua formazione moderatamente nazionalista chiede di "farla finita con il colonialismo" di Bruxelles. A suo parere, la proposta fiammiga di un bilinguismo generalizzato in tutto il Paese, rifiutato dai francofoni tra gli anni '20 e '30, avrebbe potuto "salvare il Belgio come nazione".
Nel piccolo regno nordeuropeo, la crisi politica e' sempre piu' profonda e rischia di condurre a una paralisi definitiva. Dopo il 10 giugno 2007, data delle ultime elezioni federali, c'e' voluto quasi un anno per formare il governo guidato dal primo ministro cristianodemocratico Yves Leterme del CD&V, che poi ha presentato gia' tre volte le sue dimissioni.
"Nelle Fiandre sono tutti benvenuti: si puo' continuare a parlare francese. Quello che chiediamo, e' solo che la lingua di gestione sia l'olandese", ha proseguito De Wever, che con la sua formazione moderatamente nazionalista chiede di "farla finita con il colonialismo" di Bruxelles. A suo parere, la proposta fiammiga di un bilinguismo generalizzato in tutto il Paese, rifiutato dai francofoni tra gli anni '20 e '30, avrebbe potuto "salvare il Belgio come nazione".
Nel piccolo regno nordeuropeo, la crisi politica e' sempre piu' profonda e rischia di condurre a una paralisi definitiva. Dopo il 10 giugno 2007, data delle ultime elezioni federali, c'e' voluto quasi un anno per formare il governo guidato dal primo ministro cristianodemocratico Yves Leterme del CD&V, che poi ha presentato gia' tre volte le sue dimissioni.
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