Fortress Europe: nel 2007 hanno perso la vita 1.861 migranti in cerca d'Europa
Morire alle frontiere dell'Europa.
Vittime di annegamenti su fatiscenti battelli della speranza, o di stenti nel deserto come tra le nevi dei valichi montuosi. E' il destino che da vent'anni, puntuale, colpisce migliaia di immigrati che tentano la fortuna alla ricerca di un sogno chiamato Europa. Una tragedia che secondo Fortress Europe, una rassegna stampa che dal 1988 ad oggi fa memoria delle vittime della frontiera, nel 2007 ha visto perdere la vita a 1.861 immigrati clandestini.
Numeri che confrontati con quelli dell'anno precedente sono in leggero calo (nel 2006 le vittime furono 2.088), specie in alcuni siti strategici per il fenomeno dell'immigrazione clandestina. E' il caso, ad esempio, delle isole Canarie (nel 2007 735 morti, trecento in meno dello scorso anno) e dello stretto di Gibilterra, dove quest'anno hanno perso la vita 135 persone, rispetto alle 215 vittime del 2006.
Resta invece ai limiti dell'emergenza umanitaria la condizione del canale di Sicilia, dove nel 2007 gli immigrati morti sono quasi raddoppiati (551 contro i 302 del 2006), e del mar Egeo, in cui si registrano 257 morti, rispetto ai 73 del 2006. Il mese di dicembre è stato fra i più tremendi dell'anno passato, con 243 immigrati che hanno perso la vita.
Dal 1988 ad oggi, secondo il rapporto pubblicato da Fortress Europe, le vittime documentate sono 11.759, mentre 4.225 sono le persone disperse. Nel Mar Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico verso le Canarie sono annegate 8.118 persone. Nel Canale di Sicilia tra la Libia, l'Egitto, la Tunisia, Malta e l'Italia le vittime sono 2.486, tra cui 1.525 dispersi.
Lungo le rotte che vanno dal Marocco, dall'Algeria, dal Sahara occidentale, dalla Mauritania e dal Senegal alla Spagna, puntando verso le isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra, sono morte almeno 3.990 persone di cui 1.956 risultano disperse.
Nell'Egeo invece, tra la Turchia e la Grecia, hanno perso la vita 885 migranti, tra i quali si contano 461 dispersi.
Alle crociere della morte vanno poi aggiunti gli immigrati clandestini che hanno perso la vita (281) viaggiando nascosti nei tir in seguito ad incidenti stradali, per soffocamento o schiacciati dal peso delle merci. O quelli che sono finiti sotto gli spari della polizia di frontiera, è il caso di 147 migranti, di cui 35 soltanto a Ceuta e Melilla, le due enclaves spagnole in Marocco, 50 in Gambia e altri 28 al confine turco con l'Iran.
Vittime di annegamenti su fatiscenti battelli della speranza, o di stenti nel deserto come tra le nevi dei valichi montuosi. E' il destino che da vent'anni, puntuale, colpisce migliaia di immigrati che tentano la fortuna alla ricerca di un sogno chiamato Europa. Una tragedia che secondo Fortress Europe, una rassegna stampa che dal 1988 ad oggi fa memoria delle vittime della frontiera, nel 2007 ha visto perdere la vita a 1.861 immigrati clandestini.
Numeri che confrontati con quelli dell'anno precedente sono in leggero calo (nel 2006 le vittime furono 2.088), specie in alcuni siti strategici per il fenomeno dell'immigrazione clandestina. E' il caso, ad esempio, delle isole Canarie (nel 2007 735 morti, trecento in meno dello scorso anno) e dello stretto di Gibilterra, dove quest'anno hanno perso la vita 135 persone, rispetto alle 215 vittime del 2006.
Resta invece ai limiti dell'emergenza umanitaria la condizione del canale di Sicilia, dove nel 2007 gli immigrati morti sono quasi raddoppiati (551 contro i 302 del 2006), e del mar Egeo, in cui si registrano 257 morti, rispetto ai 73 del 2006. Il mese di dicembre è stato fra i più tremendi dell'anno passato, con 243 immigrati che hanno perso la vita.
Dal 1988 ad oggi, secondo il rapporto pubblicato da Fortress Europe, le vittime documentate sono 11.759, mentre 4.225 sono le persone disperse. Nel Mar Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico verso le Canarie sono annegate 8.118 persone. Nel Canale di Sicilia tra la Libia, l'Egitto, la Tunisia, Malta e l'Italia le vittime sono 2.486, tra cui 1.525 dispersi.
Lungo le rotte che vanno dal Marocco, dall'Algeria, dal Sahara occidentale, dalla Mauritania e dal Senegal alla Spagna, puntando verso le isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra, sono morte almeno 3.990 persone di cui 1.956 risultano disperse.
Nell'Egeo invece, tra la Turchia e la Grecia, hanno perso la vita 885 migranti, tra i quali si contano 461 dispersi.
Alle crociere della morte vanno poi aggiunti gli immigrati clandestini che hanno perso la vita (281) viaggiando nascosti nei tir in seguito ad incidenti stradali, per soffocamento o schiacciati dal peso delle merci. O quelli che sono finiti sotto gli spari della polizia di frontiera, è il caso di 147 migranti, di cui 35 soltanto a Ceuta e Melilla, le due enclaves spagnole in Marocco, 50 in Gambia e altri 28 al confine turco con l'Iran.
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