Martedì 9 giugno 2026
Menu

Frattini propone direttiva contro sfruttamento clandestini

U.E.
Notizia ·
Quantificare l'immigrazione clandestina non e' facile per definizione. Ma secondo alcune stime, ci sarebbero dai tre agli otto milioni di lavoratori, con un aumento di 350.000-500.000 ogni anno. Settori principali: agricoltura, edilizia, ristorazione, pulizie. Molto spesso tutto questo si accompagna ad orari di lavoro dalle 12 alle 16 ore, ad una scarsa protezione dei lavoratori, a salari a dir poco inadeguati.
Secondo Franco Frattini, il vicepresidente della Commissione Europea responsabile della giustizia, sicurezza e liberta', gli ispettori devono visitare ogni anno almeno il 10% delle imprese e sanzioni devono essere previste per chi da' lavoro a immigrati clandestini. In una proposta di direttiva che sara' adottata oggi dalla Commissione Europea, si prevede tra l'altro che tre infrazioni su due anni dovranno condurre direttamente alla sanzione penale, mentre per i casi meno gravi ci saranno sanzioni amministrative armonizzate, come l'esclusione dagli appalti pubblici.
La gravita' dei fatti sara' giudicata in base a quattro criteri: il numero di stranieri occupati in maniera irregolare, i casi di sfruttamento aggravato, l'uso volontario di vittime del traffico di esseri umani e la recidiva. Attualmente delle sanzioni ci sono, ma variano da un paese all'altro, il che, secondo la Commissione Europea, causa oltretutto distorsioni nel mercato interno.
Parallelamente a questa proposta di direttiva, che dovra' essere approvata all'unanimita' dagli stati membri, Bruxelles vuole gestire l'immigrazione legale attraverso accordo di partenariato con i paesi d'origine, nel tentativo di coinvolgerli nella lotta all'immigrazione clandestina.
Bruxelles chiede infatti di rafforzare i controlli alle frontiere, riammettere gli immigrati espulsi dall'UE, istituire delle carte d'identita' sicure. Tutto questo in cambio di un'immigrazione legale gia' formata sul posto, sulla base delle richieste dei diversi paesi europei.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →