Gara wimax: 29 partecipanti, Bt Italia rinuncia
Sono state ventinove le offerte per l'asta delle licenze Wi Max, la tecnologia wireless per la larga banda. Le buste con le offerte saranno aperte mercoledi' 30 gennaio presso il ministero delle Comunicazioni, che cura la gestione della procedura. Tra le offerte presentate quelle di Telecom Italia,di Wind e di Fastweb. A inizio dicembre erano state 48 le aziende che avevano manifestato il loro interesse, e che sono poi state selezionate dal ministero delle Comunicazioni.
La presentazione di 29 offerte per la gara WiMax - ha dichiarato il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni - costituisce una premessa positiva ed importante per la gara che sta per iniziare". "Grazie al WiMax - ha riaffermato il Ministro - avremo più banda larga.
Tra le 29 societa' che hanno presentato offerte per le licenze, tra le grandi, oltre alle gia' citate Telecom Italia, Fastweb e Wind, figura anche Elettronica Industriale (gruppo Mediaset), Toto Costruzioni generali (gruppo Toto a cui fa capo anche la la compagnia aerea Airone) e Retelit. Confermate, invece, le assenze dei gruppi Vodafone e H3g. Bt Italia, che in primo momento aveva manifestato il suo interesse per la nuova tecnologia per la banda larga wireless ha rinunciato, come pure Eutelia.
La gara per la nuova tecnologia per la larga banda 'senza fili', prevede 35 licenze a disposizione con una base d'asta complessiva di 45 milioni. Il sistema di assegnazione messo a punto dal ministero delle Comunicazioni prevede che per 14 autorizzazioni (e' il termine tecnicamente esatto visto che le licenze non esistono piu') all'esercizio del Wi-Max, potranno concorrere tutti. Si tratta di 2 licenze per ognuna delle 7 macroaree individuate, che raggruppano piu' regioni. Ogni operatore potra' aggiudicarsi una sola licenza per macroarea, ma non e' escluso un network nazionale se un gruppo riuscira' a 'vincere' una autorizzazione per ognuna delle 7 macroaree.
Altre 21 licenze, invece, saranno aggiudicate su base regionale e saranno destinate a 'nuovi entranti', cioe' a societa' che non siano gia' attive nella larga banda mobile attraverso il sistema Umts. In sostanza sono fuori da questa gara 'regionale' Telecom e Wind che pero' possono partecipare alla procedura che riguarda le 14 licenze aggiudicate all'intero di macroaree. L'obiettivo dichiarato da Gentiloni e' quello di far entrare nel segmento regionale "societa' piu' piccole, attive a livello regionale e legate maggiormente al territorio".
Le basi d'asta per le singole autorizzazioni sono diversificate: il massimo sono i 3.487.000 euro da cui si parte per aggiudicarsi una licenza nella macroarea Friuli-Veneto-Emilia Romagna-Marche, mentre per concorrere alla licenza 'regionale' per la Valle d'Aosta bastano 40.000 euro.
L'offerta economica sara' comunque alla base dell'assegnazione delle licenze: si trattera' di un'asta vera e propria tramite "miglioramenti competitivi" delle offerte finche' rimarra' solo un partecipante per ogni licenza. Il parametro economico, sara' 'mitigato' dalla finalita' 'sociale' di copertura delle aree dove e' presente maggiormente il digital divide, con precisi obblighi a carico di chi si aggiudica le licenze.
La presentazione di 29 offerte per la gara WiMax - ha dichiarato il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni - costituisce una premessa positiva ed importante per la gara che sta per iniziare". "Grazie al WiMax - ha riaffermato il Ministro - avremo più banda larga.
Tra le 29 societa' che hanno presentato offerte per le licenze, tra le grandi, oltre alle gia' citate Telecom Italia, Fastweb e Wind, figura anche Elettronica Industriale (gruppo Mediaset), Toto Costruzioni generali (gruppo Toto a cui fa capo anche la la compagnia aerea Airone) e Retelit. Confermate, invece, le assenze dei gruppi Vodafone e H3g. Bt Italia, che in primo momento aveva manifestato il suo interesse per la nuova tecnologia per la banda larga wireless ha rinunciato, come pure Eutelia.
La gara per la nuova tecnologia per la larga banda 'senza fili', prevede 35 licenze a disposizione con una base d'asta complessiva di 45 milioni. Il sistema di assegnazione messo a punto dal ministero delle Comunicazioni prevede che per 14 autorizzazioni (e' il termine tecnicamente esatto visto che le licenze non esistono piu') all'esercizio del Wi-Max, potranno concorrere tutti. Si tratta di 2 licenze per ognuna delle 7 macroaree individuate, che raggruppano piu' regioni. Ogni operatore potra' aggiudicarsi una sola licenza per macroarea, ma non e' escluso un network nazionale se un gruppo riuscira' a 'vincere' una autorizzazione per ognuna delle 7 macroaree.
Altre 21 licenze, invece, saranno aggiudicate su base regionale e saranno destinate a 'nuovi entranti', cioe' a societa' che non siano gia' attive nella larga banda mobile attraverso il sistema Umts. In sostanza sono fuori da questa gara 'regionale' Telecom e Wind che pero' possono partecipare alla procedura che riguarda le 14 licenze aggiudicate all'intero di macroaree. L'obiettivo dichiarato da Gentiloni e' quello di far entrare nel segmento regionale "societa' piu' piccole, attive a livello regionale e legate maggiormente al territorio".
Le basi d'asta per le singole autorizzazioni sono diversificate: il massimo sono i 3.487.000 euro da cui si parte per aggiudicarsi una licenza nella macroarea Friuli-Veneto-Emilia Romagna-Marche, mentre per concorrere alla licenza 'regionale' per la Valle d'Aosta bastano 40.000 euro.
L'offerta economica sara' comunque alla base dell'assegnazione delle licenze: si trattera' di un'asta vera e propria tramite "miglioramenti competitivi" delle offerte finche' rimarra' solo un partecipante per ogni licenza. Il parametro economico, sara' 'mitigato' dalla finalita' 'sociale' di copertura delle aree dove e' presente maggiormente il digital divide, con precisi obblighi a carico di chi si aggiudica le licenze.
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