Garante Privacy mette in guardia su Youtube e intercettazioni telefoniche
"Anche durante lo scorso anno le tecnologie hanno costituito il settore che piu' ha sfidato l'impegno dell'Autorita'. Uno dei settori piu' dinamici e' quello relativo alle tecnologie di controllo sui comportamenti delle persone". Lo ha detto il Garante per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti nella sua relazione annuale al Parlamento. "Pensiamo al controllo sui mezzi di trasporto. Le opportunita' sono evidenti: miglioramento del servizio; efficienza nei tempi di lavoro; maggiore sicurezza. Le insidie sono parimenti evidenti: lavoratori controllati a distanza possono essere spinti a comportamenti rischiosi pur di rispettare i tempi e non incorrere in censure, specie da parte dei datori di lavoro. Discorso analogo si puo' fare per i sistemi di localizzazione. Essere sempre individuabili puo' essere utilissimo se, per esempio, si ha bisogno di soccorso. Puo' essere soffocante se si ha il legittimo desiderio di vivere senza l'ansia di essere spiati da un occhio elettronico che gira nel cielo. La nostra Autorita' si e' gia' misurata piu' volte con queste nuove forme di controllo sulle persone, specialmente nell'ambito dei servizi pubblici. Siamo i primi a sapere che occorrono urgentemente nuove regole. La nostra riflessione e' in corso, ed e' condotta in costante e stretta collaborazione con le Autorita' degli altri paesi dell'Unione".
"Nel campo delle tecnologie della telecomunicazione e delle reti, abbiamo adottato importanti provvedimenti per definire, anticipando lo stesso contenuto della cosiddetta Direttiva Frattini, i tempi massimi di tenuta dei dati di traffico telefonico e telematico da parte dei gestori. Da segnalare anche il divieto per le societa' private di svolgere un monitoraggio sistematico sulla navigazione degli utenti in Internet.
Abbiamo adottato alcuni provvedimenti per facilitare la vita ai cittadini come quelli relativi alle bollette telefoniche in chiaro e quelli sui servizi non richiesti e le chiamate indesiderate. Insieme alle altre Autorita' europee, monitoriamo attentamente il continuo svilupparsi di nuovi servizi e opportunita' sulla rete. Apprezziamo le innovazioni come quelle promosse da Google, quali la localizzazione geo-satellitare, la detenzione in siti protetti dei dati sanitari degli utenti, l'archiviazione in siti dedicati di tutto il traffico mail degli utenti. Ne vediamo pero' anche le possibili derive".
"Assistiamo con vigile attenzione al diffondersi di Youtube e dei nuovi Social Networks, quali, tra i tanti, Myspace, Facebook, Asmallworld, che consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla rete. Il che puo' determinare in futuro, specie nel momento dell'accesso al lavoro, rischi anche gravi per giovani e giovanissimi, che spesso usano queste tecnologie con spensieratezza e inconsapevolezza. Sentiamo il dovere di dare al piu' presto su tutte queste novita' indicazioni chiare, anche per consentirne agli utenti un uso piu' attento e informato. Il futuro, anche quello che solo qualche anno fa ci sembrava lontanissimo, e' gia' presente. Lo testimonia il diffondersi sempre piu' veloce della cosiddetta 'pubblicita' comportamentale' che utilizza la nostra navigazione in Internet per inviarci pubblicita' mirata sulla base dei nostri gusti, interessi e comportamenti. Lo stesso avviene per il geomarketing che, sfruttando il controllo satellitare, e' in grado di seguire i nostri spostamenti e di offrirci in ogni localita' i prodotti e i servizi da noi preferiti. È il mondo affascinante e difficile in cui viviamo. È il mondo del cybercrime contro il quale si e' appena data vita una Convenzione internazionale che anche noi dobbiamo rispettare, ma e' anche il mondo di una liberta' virtuale senza confini, che permette di entrare in contatto con gente di tutti i continenti. È il mondo della ipervelocita', che mette sempre piu' in crisi le tradizionali dimensioni dello spazio e del tempo, con le quali l'uomo ha sempre convissuto. Per noi, Autorita' di protezione dati, e' la frontiera piu' avanzata.
Quella sulla quale dobbiamo trovare ogni giorno il giusto punto di equilibrio".
INTERCETTAZIONI, UN'ANOMALIA TUTTA ITALIANA - Il Garante della privacy ha affrontato anche il tema dele intercettazioni, un fenomeno che nei modi e nella misura è "un'anomalia tutta italiana", e sottolineando che le intercettazioni "oltre che uno strumento di indagine", sono "anche una delle forme piú invasive della nostra sfera personale". Un approccio a tutto tondo, quello dell'Authority, che sottolinea come i due punti caldi in tema di tutela della privacy siano da un lato la pubblicazione, dall'altro la diffusione delle intercettazioni; non solo i giornalisti, quindi, e la necessità di un richiamo forte alla deontologia professionale, ma anche un richiamo alla diffusione a monte, negli uffici giudiziari. Per questo Pizzetti rinnova "l`appello a che il disegno di legge sulle intercettazioni sia completato prevedendo l`obbligo di adottare specifiche misure tecniche rigorose di protezione, da definire anche in collaborazione col Garante". Un disegno di legge che riceve anche il plauso di Pizzetti laddove "è stato dato al Garante il potere di imporre la pubblicazione dei provvedimenti volti a censurare comportamenti scorretti da parte della stampa o dei mezzi di informazione", un potere ritenuto "efficace". E per questo il Garante si rivolge anche al ministro della Giustizia: "Al ministro della Giustizia chiediamo di dare agli uffici giudiziari le risorse necessarie a proteggere i dati dei cittadini". Pizzetti aggiunge all'appello anche una proposta: "Auspichiamo vivamente che gli eventuali risparmi derivanti dalla riduzione delle intercettazioni siano destinati in modo vincolato ad innalzare le misure di protezione". Il Garante ha sottolineato, infatti, che sul fronte della tutela della privacy "un rilievo particolare hanno le questioni legate alle intercettazioni telefoniche, all`uso dei tabulati di traffico telefonico e telematico, ai molti e diversi materiali che possono essere acquisiti nel corso delle attività investigative o utilizzati nei processi penali". Un fronte delicato perch, "troppo frequentemente in questi anni le informazioni raccolte durante le indagini sono state oggetto di pubblicazione e di diffusione al di fuori dei processi". "Fenomeno - ha sottolineato - che, nella misura e nei modi in cui in molti casi è avvenuto, ha costituito e costituisce indubbiamente una anomalia tutta italiana, che ha aperto nel Paese un vivo dibattito che non diminuisce e non accenna a placarsi". Pizzetti ha messo sotto la lente i due punti chiave del problema: "Un primo nodo vero è se e fino a che punto sia giusto che notizie acquisite nel corso d`indagini giudiziarie possano essere rese pubbliche al di fuori del processo, e spesso prima ancora che il processo inizi", perch, "non bisogna dimenticare che le intercettazioni, cosí come in genere l`uso deidati di traffico telematico sono, oltre che uno strumento di indagine, anche una delle forme piú invasive della nostra sfera personale". Le intercettazioni, infatti, sottolinea il Garante, "incidono pesantemente su quella libertà di comunicazione che l`articolo 15 della nostra Costituzione considera un diritto fondamentale, comprimibile solo con atto motivato dell`autorità giudiziaria e con le garanzie stabilite dalla legge". Quindi "l`eventuale pubblicazione del loro contenuto da parte dei media trova fondamento esclusivamente nel diritto, parimenti costituzionalmente garantito, di cronaca e di informazione". E qui il forte richiamo alle regole deontologiche della professione: "Questo significa che si devono sempre pienamente rispettare le regole del codice deontologico dei giornalisti; che le informazioni non devono essere state raccolte illegittimamente o con raggiri; che il giornalista deve valutare sempre se sussiste un effettivo interesse della pubblica opinione a conoscere; che occorre sempre aver cura di salvaguardare la dignità delle persone; che le persone pubbliche hanno sí una tutela attenuata ma hanno comunque diritto al rispetto della loro vita strettamente privata".
Su questo fronte caldo l'Autorità, ha ricordato Pizzetti, è intervenuta piú volte, anche adottando provvedimenti che hanno fatto discutere. E dei risultati sono arrivati: "Prendiamo atto con soddisfazione che nel recente disegno di legge sulle intercettazioni è stato dato al Garante il potere di imporre la pubblicazione dei provvedimenti volti a censurare comportamenti scorretti da parte della stampa o dei mezzi di informazione".
"E` un potere - ha aggiunto il Garante - che avevamo chiesto da tempo e che consideriamo efficace, anche perche' applicabile a tutti i provvedimenti in materia di informazione e comunicazione".
L'altro nodo delle intercettazioni "è se i tipi di reato per i quali si puó fare ricorso a queste tecniche investigative e il numero concreto delle intercettazioni svolte siano o no eccessivi". Qui Pizzetti ribadisce che il Garante "non ha competenza a pronunciarsi su questi due temi, anche se è un dato di fatto difficilmente controvertibile che il numero delle intercettazioni in Italia è molto elevato, cosí come fino ad oggi erano eccezionalmente lunghi i tempi di conservazione dei tabulati di traffico telefonico e telematico". Ma in ogni caso "quello che tocca a noi ribadire è che questi dati, come tutti quelli giudiziari, devono essere protetti con vincoli giuridici piú chiari e penetranti, e con misure tecniche adeguate: anche se in Italia vi fosse un`unica intercettazione, quella sola intercettazione dovrebbe essere comunque protetta e tutelata".
Su questo fronte Pizzetti rivendica comunque un impegno forte dell'autorità che ha imposto "prescrizioni onerose ai gestori telefonici e dando istruzioni precise agli uffici giudiziari". E ricorda la raccomandazione agli uffici giudiziari a concentrare le attività in uniche sedi di ascolto; la comunicazione cifrata dei rapporti con i gestori; l`adozione di modalità tecniche per tracciare chiunque abbia accesso ai dati; la rigorosa limitazione delle persone che possono conoscerli.
"Nel campo delle tecnologie della telecomunicazione e delle reti, abbiamo adottato importanti provvedimenti per definire, anticipando lo stesso contenuto della cosiddetta Direttiva Frattini, i tempi massimi di tenuta dei dati di traffico telefonico e telematico da parte dei gestori. Da segnalare anche il divieto per le societa' private di svolgere un monitoraggio sistematico sulla navigazione degli utenti in Internet.
Abbiamo adottato alcuni provvedimenti per facilitare la vita ai cittadini come quelli relativi alle bollette telefoniche in chiaro e quelli sui servizi non richiesti e le chiamate indesiderate. Insieme alle altre Autorita' europee, monitoriamo attentamente il continuo svilupparsi di nuovi servizi e opportunita' sulla rete. Apprezziamo le innovazioni come quelle promosse da Google, quali la localizzazione geo-satellitare, la detenzione in siti protetti dei dati sanitari degli utenti, l'archiviazione in siti dedicati di tutto il traffico mail degli utenti. Ne vediamo pero' anche le possibili derive".
"Assistiamo con vigile attenzione al diffondersi di Youtube e dei nuovi Social Networks, quali, tra i tanti, Myspace, Facebook, Asmallworld, che consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla rete. Il che puo' determinare in futuro, specie nel momento dell'accesso al lavoro, rischi anche gravi per giovani e giovanissimi, che spesso usano queste tecnologie con spensieratezza e inconsapevolezza. Sentiamo il dovere di dare al piu' presto su tutte queste novita' indicazioni chiare, anche per consentirne agli utenti un uso piu' attento e informato. Il futuro, anche quello che solo qualche anno fa ci sembrava lontanissimo, e' gia' presente. Lo testimonia il diffondersi sempre piu' veloce della cosiddetta 'pubblicita' comportamentale' che utilizza la nostra navigazione in Internet per inviarci pubblicita' mirata sulla base dei nostri gusti, interessi e comportamenti. Lo stesso avviene per il geomarketing che, sfruttando il controllo satellitare, e' in grado di seguire i nostri spostamenti e di offrirci in ogni localita' i prodotti e i servizi da noi preferiti. È il mondo affascinante e difficile in cui viviamo. È il mondo del cybercrime contro il quale si e' appena data vita una Convenzione internazionale che anche noi dobbiamo rispettare, ma e' anche il mondo di una liberta' virtuale senza confini, che permette di entrare in contatto con gente di tutti i continenti. È il mondo della ipervelocita', che mette sempre piu' in crisi le tradizionali dimensioni dello spazio e del tempo, con le quali l'uomo ha sempre convissuto. Per noi, Autorita' di protezione dati, e' la frontiera piu' avanzata.
Quella sulla quale dobbiamo trovare ogni giorno il giusto punto di equilibrio".
INTERCETTAZIONI, UN'ANOMALIA TUTTA ITALIANA - Il Garante della privacy ha affrontato anche il tema dele intercettazioni, un fenomeno che nei modi e nella misura è "un'anomalia tutta italiana", e sottolineando che le intercettazioni "oltre che uno strumento di indagine", sono "anche una delle forme piú invasive della nostra sfera personale". Un approccio a tutto tondo, quello dell'Authority, che sottolinea come i due punti caldi in tema di tutela della privacy siano da un lato la pubblicazione, dall'altro la diffusione delle intercettazioni; non solo i giornalisti, quindi, e la necessità di un richiamo forte alla deontologia professionale, ma anche un richiamo alla diffusione a monte, negli uffici giudiziari. Per questo Pizzetti rinnova "l`appello a che il disegno di legge sulle intercettazioni sia completato prevedendo l`obbligo di adottare specifiche misure tecniche rigorose di protezione, da definire anche in collaborazione col Garante". Un disegno di legge che riceve anche il plauso di Pizzetti laddove "è stato dato al Garante il potere di imporre la pubblicazione dei provvedimenti volti a censurare comportamenti scorretti da parte della stampa o dei mezzi di informazione", un potere ritenuto "efficace". E per questo il Garante si rivolge anche al ministro della Giustizia: "Al ministro della Giustizia chiediamo di dare agli uffici giudiziari le risorse necessarie a proteggere i dati dei cittadini". Pizzetti aggiunge all'appello anche una proposta: "Auspichiamo vivamente che gli eventuali risparmi derivanti dalla riduzione delle intercettazioni siano destinati in modo vincolato ad innalzare le misure di protezione". Il Garante ha sottolineato, infatti, che sul fronte della tutela della privacy "un rilievo particolare hanno le questioni legate alle intercettazioni telefoniche, all`uso dei tabulati di traffico telefonico e telematico, ai molti e diversi materiali che possono essere acquisiti nel corso delle attività investigative o utilizzati nei processi penali". Un fronte delicato perch, "troppo frequentemente in questi anni le informazioni raccolte durante le indagini sono state oggetto di pubblicazione e di diffusione al di fuori dei processi". "Fenomeno - ha sottolineato - che, nella misura e nei modi in cui in molti casi è avvenuto, ha costituito e costituisce indubbiamente una anomalia tutta italiana, che ha aperto nel Paese un vivo dibattito che non diminuisce e non accenna a placarsi". Pizzetti ha messo sotto la lente i due punti chiave del problema: "Un primo nodo vero è se e fino a che punto sia giusto che notizie acquisite nel corso d`indagini giudiziarie possano essere rese pubbliche al di fuori del processo, e spesso prima ancora che il processo inizi", perch, "non bisogna dimenticare che le intercettazioni, cosí come in genere l`uso deidati di traffico telematico sono, oltre che uno strumento di indagine, anche una delle forme piú invasive della nostra sfera personale". Le intercettazioni, infatti, sottolinea il Garante, "incidono pesantemente su quella libertà di comunicazione che l`articolo 15 della nostra Costituzione considera un diritto fondamentale, comprimibile solo con atto motivato dell`autorità giudiziaria e con le garanzie stabilite dalla legge". Quindi "l`eventuale pubblicazione del loro contenuto da parte dei media trova fondamento esclusivamente nel diritto, parimenti costituzionalmente garantito, di cronaca e di informazione". E qui il forte richiamo alle regole deontologiche della professione: "Questo significa che si devono sempre pienamente rispettare le regole del codice deontologico dei giornalisti; che le informazioni non devono essere state raccolte illegittimamente o con raggiri; che il giornalista deve valutare sempre se sussiste un effettivo interesse della pubblica opinione a conoscere; che occorre sempre aver cura di salvaguardare la dignità delle persone; che le persone pubbliche hanno sí una tutela attenuata ma hanno comunque diritto al rispetto della loro vita strettamente privata".
Su questo fronte caldo l'Autorità, ha ricordato Pizzetti, è intervenuta piú volte, anche adottando provvedimenti che hanno fatto discutere. E dei risultati sono arrivati: "Prendiamo atto con soddisfazione che nel recente disegno di legge sulle intercettazioni è stato dato al Garante il potere di imporre la pubblicazione dei provvedimenti volti a censurare comportamenti scorretti da parte della stampa o dei mezzi di informazione".
"E` un potere - ha aggiunto il Garante - che avevamo chiesto da tempo e che consideriamo efficace, anche perche' applicabile a tutti i provvedimenti in materia di informazione e comunicazione".
L'altro nodo delle intercettazioni "è se i tipi di reato per i quali si puó fare ricorso a queste tecniche investigative e il numero concreto delle intercettazioni svolte siano o no eccessivi". Qui Pizzetti ribadisce che il Garante "non ha competenza a pronunciarsi su questi due temi, anche se è un dato di fatto difficilmente controvertibile che il numero delle intercettazioni in Italia è molto elevato, cosí come fino ad oggi erano eccezionalmente lunghi i tempi di conservazione dei tabulati di traffico telefonico e telematico". Ma in ogni caso "quello che tocca a noi ribadire è che questi dati, come tutti quelli giudiziari, devono essere protetti con vincoli giuridici piú chiari e penetranti, e con misure tecniche adeguate: anche se in Italia vi fosse un`unica intercettazione, quella sola intercettazione dovrebbe essere comunque protetta e tutelata".
Su questo fronte Pizzetti rivendica comunque un impegno forte dell'autorità che ha imposto "prescrizioni onerose ai gestori telefonici e dando istruzioni precise agli uffici giudiziari". E ricorda la raccomandazione agli uffici giudiziari a concentrare le attività in uniche sedi di ascolto; la comunicazione cifrata dei rapporti con i gestori; l`adozione di modalità tecniche per tracciare chiunque abbia accesso ai dati; la rigorosa limitazione delle persone che possono conoscerli.
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