Martedì 9 giugno 2026
Menu

Gb. La Bbc racconta il viaggio della speranza di un italiano a Kiev

U.E. - GRAN BRETAGNA
Notizia ·
I viaggi della speranza di un ragazzo italiano malato di distrofia muscolare progressiva di Duchenne, che ha deciso di sottoporsi a una controversa terapia a base di cellule staminali in Ucraina al centro di un documentario della Bbc, dal nome emblematico, 'The Last Hope Clinic' (La clinica dell'ultima speranza).
L'emittente britannica raccontera' nei prossimi giorni la storia di Stefano, un ragazzo di 20 anni, residente a Termoli, in provincia di Campobasso, che soffre di un grave malattia genetica per la mancanza cronica di una proteina, conosciuta come distrofina, che impedisce la crescita e l'irrobustimento dei muscoli del corpo. Nel giro di pochi anni Stefano sara' condannato alla paralisi, un destino a cui l'interessato non sembra rassegnato.
"Quando sei attaccato alla vita, non vuoi mai lasciarla", ha dichiarato alla Bbc, spiegando la sua scelta di raggiungere una clinica a Kiev per sottoporsi a una cura sperimentale, dagli esiti scientifici ancora incerti. Il medico su cui Stefano ha riposto le sue ultime speranze di guarigione -e dal quale e' gia' stato quattro volte in due anni- si chiama Alexander Smikodub che opera in una clinica, EmCell, in uno degli ospedali piu' grandi della capitale ucraina. Sfruttando la capacita' riproduttiva delle staminali, il professor Smikodub ritiene possibile salvare Stefano, cosi' come altri malati di patologie degenerative.
In seguito al disastro nucleare di Chernobyl, nel 1986, e alla gravi disfunzioni genetiche che avevano colpito milioni di persone in quell'area, il governo ucraino era stato costretto ad accelerare i tempi per le ricerche sulla cura delle malattie degenerative, consentendo ai medici, come il professor Smikodub, di poter sperimentare liberamente l'uso delle cellule staminali. "Mentre in tutto il mondo si continuava a condurre ricerche -ha dichiarato Smikodub-, da noi gia' si operava. Spesso mi sento un esecutore del volere di Dio".
Un'ostentata sicurezza, quella del medico ucraino, apertamente criticata dalla comunita' scientifica internazionale, ma che ha convinto Stefano, e molti altri malati senza piu' speranze, a prendere un aereo per Kiev. D'altro canto, come ammette la mamma di Stefano, Grazia, "dobbiamo fare tutto cio' che e' possibile per non farlo soffrire".
Per altre informazioni: clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →