Gheddafi in Italia. Amnesty: no a cooperazione senza diritti umani
Porre fine 'alla cooperazione poco trasparente e priva di garanzie in materia di diritti umani, che ha sinora contraddistinto le relazioni tra Italia e Libia'. E' la richiesta avanzata da Amnesty Italia alle istituzioni italiane in occasione della visita in Italia del leader libico Muammar Gheddafi, con una lettera inviata al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, ai presidenti di Camera e Senato e ai ministri degli Esteri, degli Interni e delle Pari opportunita'.
'Di recente - scrive Amnesty - questa cooperazione ha trovato il suo culmine negativo in gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani compiute dall'Italia nel Mar Mediterraneo' con i respingimenti 'in Libia a prescindere da qualsiasi valutazione del loro bisogno di protezione internazionale'.
L'organizzazione denuncia le condizioni dei centri in cui sono detenuti 'centinaia di cittadini non libici', che ha potuto verificare nel corso di una visita lo scorso maggio, oltre alla mancanza in Libia di 'un sistema d'asilo funzionante'. Le autorita' libiche, inoltre 'hanno indicato di non avere alcuna intenzione di aderire alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951', mentre 'l'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) puo' operare a Tripoli, ma la Libia rifiuta di firmare accordi che ne riconoscano formalmente la presenza'.
L'accordo di 'Amicizia, partenariato e cooperazione' siglato da Italia e Libia nell'agosto 2008, rileva Amnesty, 'non dedica spazio alla tutela concreta dei diritti umani'. L'Italia quindi 'non potra' che essere considerata responsabile per quanto avverra' alle persone ricondotte in Libia con la forza'.
Il nostro Paese, per Amnesty 'dovrebbe cogliere questa importante occasione per inviare un segnale forte alla Libia in materia di diritti umani, piuttosto che scaricare addosso a questo paese le proprie responsabilita' nei confronti dei richiedenti asilo, ipotizzando di appaltargli la gestione di questioni vitali per l'incolumita' e per i diritti umani'.
Amnesty annuncia infine che partecipera' domani a piazza Farnese a Roma alla manifestazione organizzata da Fortress Europe in concomitanza con la visita del colonnello Gheddafi.
Gruppo di donne si oppone a incontro con Gheddafi - Con parole dure e accuse che non risparmiano neanche il governo italiano e le autorità dell'Unione europea un gruppo di scrittrici e intellettuali ha deciso di disertare l'incontro con Muammar Gheddafi, previsto per venerdí all'auditorium di Roma, in quanto ritiene il leader libico "uno dei principali e diretti responsabili delle pratiche disumane nei confronti di una parte dell'umanità". Da domani al 12 giugno Gheddafi sarà in Italia e venerdí riceverà una rappresentanza di 700 donne, costituita da rappresentanti del mondo politico, della cultura e dell'imprenditoria italiane e capitanata dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Ma questo gruppo di 'ribelli' non ci sta e ha inviato una lettera al "Leader della Gran jamahiria Araba Libica Popolare Socialista", e per conoscenza ai rappresentati del governo italiano e dell'Unione europea, per spiegare le proprie ragioni.
"Siamo donne italiane, di vari paesi europei e africani estremamente preoccupate e scandalizzate per le politiche che il suo Paese, con la complicità dell'Italia e dell'Unione europea, sta attuando nei confronti delle donne e degli uomini di origine africana e non, attualmente presenti in Libia, con l'intenzione di rimanervi per un lavoro o semplicemente di transitarvi per raggiungere l'Europa - si legge nel documento - Siamo a conoscenza dei continui rastrellamenti, delle deportazioni delle e dei migranti attraverso container blindati verso le frontiere Sud del suo paese, delle violenze, della 'vendita' di uomini e donne ai trafficanti, della complicità della sua polizia nel permettere o nell'impedire il transito delle e dei migranti. Ma soprattutto siamo a conoscenza degli innumerevoli campi di concentramento, a volte di lavoro forzato, alcuni finanziati dall'Italia, in cui donne e uomini subiscono violenze di ogni tipo, per mesi, a volte addirittura per anni, prima di subire la deportazione o di essere rilasciati. Alcune di noi quei campi li hanno conosciuti e, giunte in Italia, li hanno testimoniati".
Seguono quindi alcuni di questi racconti che narrano dei soprusi e delle violenze allucinanti subiti da alcune di queste donne.
"Siamo consapevoli, anche, che Lei e il suo Paese non siete gli unici responsabili di tali politiche dal momento che gli accordi da Lei sottoscritti con il governo italiano prevedono ingenti finanziamenti da parte dell'Italia affinch, esse continuino ad attuarsi e si inaspriscano nei prossimi mesi e anni in modo da bloccare gli arrivi dei migranti sulle coste italiane", si legge ancora. Il gruppo si scaglia anche contro l'Unione europea perch, "attraverso le sue massime cariche, si è espressa in diverse occasioni a favore di una maggiore collaborazione con il suo Paese (la Libia) per fermare le migrazioni verso l'Europa".
Chiedono infine che "ogni donna, ogni uomo, ogni bambino, venga considerato un essere umano e rispettato in quanto tale. Finch, tale condizione non verrà considerata da Lei n, dalle autorità italiane ed europee noi continueremo a contestare e a combattere le politiche dell'Italia, della Libia e dell'Unione europea" che violano i principi del rispetto umano.
Tra le firmatarie, le scrittrici Gabriella Ghermandi,Judith Revel, Igiaba Scego,l'atrofisica Margherita Hack e molte altre.
'Di recente - scrive Amnesty - questa cooperazione ha trovato il suo culmine negativo in gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani compiute dall'Italia nel Mar Mediterraneo' con i respingimenti 'in Libia a prescindere da qualsiasi valutazione del loro bisogno di protezione internazionale'.
L'organizzazione denuncia le condizioni dei centri in cui sono detenuti 'centinaia di cittadini non libici', che ha potuto verificare nel corso di una visita lo scorso maggio, oltre alla mancanza in Libia di 'un sistema d'asilo funzionante'. Le autorita' libiche, inoltre 'hanno indicato di non avere alcuna intenzione di aderire alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951', mentre 'l'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) puo' operare a Tripoli, ma la Libia rifiuta di firmare accordi che ne riconoscano formalmente la presenza'.
L'accordo di 'Amicizia, partenariato e cooperazione' siglato da Italia e Libia nell'agosto 2008, rileva Amnesty, 'non dedica spazio alla tutela concreta dei diritti umani'. L'Italia quindi 'non potra' che essere considerata responsabile per quanto avverra' alle persone ricondotte in Libia con la forza'.
Il nostro Paese, per Amnesty 'dovrebbe cogliere questa importante occasione per inviare un segnale forte alla Libia in materia di diritti umani, piuttosto che scaricare addosso a questo paese le proprie responsabilita' nei confronti dei richiedenti asilo, ipotizzando di appaltargli la gestione di questioni vitali per l'incolumita' e per i diritti umani'.
Amnesty annuncia infine che partecipera' domani a piazza Farnese a Roma alla manifestazione organizzata da Fortress Europe in concomitanza con la visita del colonnello Gheddafi.
Gruppo di donne si oppone a incontro con Gheddafi - Con parole dure e accuse che non risparmiano neanche il governo italiano e le autorità dell'Unione europea un gruppo di scrittrici e intellettuali ha deciso di disertare l'incontro con Muammar Gheddafi, previsto per venerdí all'auditorium di Roma, in quanto ritiene il leader libico "uno dei principali e diretti responsabili delle pratiche disumane nei confronti di una parte dell'umanità". Da domani al 12 giugno Gheddafi sarà in Italia e venerdí riceverà una rappresentanza di 700 donne, costituita da rappresentanti del mondo politico, della cultura e dell'imprenditoria italiane e capitanata dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Ma questo gruppo di 'ribelli' non ci sta e ha inviato una lettera al "Leader della Gran jamahiria Araba Libica Popolare Socialista", e per conoscenza ai rappresentati del governo italiano e dell'Unione europea, per spiegare le proprie ragioni.
"Siamo donne italiane, di vari paesi europei e africani estremamente preoccupate e scandalizzate per le politiche che il suo Paese, con la complicità dell'Italia e dell'Unione europea, sta attuando nei confronti delle donne e degli uomini di origine africana e non, attualmente presenti in Libia, con l'intenzione di rimanervi per un lavoro o semplicemente di transitarvi per raggiungere l'Europa - si legge nel documento - Siamo a conoscenza dei continui rastrellamenti, delle deportazioni delle e dei migranti attraverso container blindati verso le frontiere Sud del suo paese, delle violenze, della 'vendita' di uomini e donne ai trafficanti, della complicità della sua polizia nel permettere o nell'impedire il transito delle e dei migranti. Ma soprattutto siamo a conoscenza degli innumerevoli campi di concentramento, a volte di lavoro forzato, alcuni finanziati dall'Italia, in cui donne e uomini subiscono violenze di ogni tipo, per mesi, a volte addirittura per anni, prima di subire la deportazione o di essere rilasciati. Alcune di noi quei campi li hanno conosciuti e, giunte in Italia, li hanno testimoniati".
Seguono quindi alcuni di questi racconti che narrano dei soprusi e delle violenze allucinanti subiti da alcune di queste donne.
"Siamo consapevoli, anche, che Lei e il suo Paese non siete gli unici responsabili di tali politiche dal momento che gli accordi da Lei sottoscritti con il governo italiano prevedono ingenti finanziamenti da parte dell'Italia affinch, esse continuino ad attuarsi e si inaspriscano nei prossimi mesi e anni in modo da bloccare gli arrivi dei migranti sulle coste italiane", si legge ancora. Il gruppo si scaglia anche contro l'Unione europea perch, "attraverso le sue massime cariche, si è espressa in diverse occasioni a favore di una maggiore collaborazione con il suo Paese (la Libia) per fermare le migrazioni verso l'Europa".
Chiedono infine che "ogni donna, ogni uomo, ogni bambino, venga considerato un essere umano e rispettato in quanto tale. Finch, tale condizione non verrà considerata da Lei n, dalle autorità italiane ed europee noi continueremo a contestare e a combattere le politiche dell'Italia, della Libia e dell'Unione europea" che violano i principi del rispetto umano.
Tra le firmatarie, le scrittrici Gabriella Ghermandi,Judith Revel, Igiaba Scego,l'atrofisica Margherita Hack e molte altre.
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