Martedì 9 giugno 2026
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Gheddafi non parla al Senato dopo opposizione Radicali e Idv. Pd diviso

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Aula del Senato preclusa al leader libico Muhammar Gheddafi, che terra' stamani il suo discorso nella sala Zuccari a palazzo Giustiniani dopo le proteste delle opposizioni che erano andate crescendo durante la giornata.
La decisione e' stata presa all'unanimita' dalla Conferenza dei capigruppo, convocata in serata, per evitare che l'intervento del Colonnello in Aula diventasse un delicato caso politico-diplomatico vista la sollevazione dei senatori dell'opposizione contrari a far parlare in 'un'Aula parlamentare, tempio della democrazia, un dittatore che calpesta i diritti umani'.
Renato Schifani ha svolto un ruolo di mediazione per arrivare ad un soluzione condivisa da tutti i gruppi al termine di una giornata convulsa. Si era avuta anche, in mattinata, una spaccatura nel gruppo del Pd che inizialmente aveva dato il proprio assenso all'intervento di Gheddafi in Aula. A fine serata, oltre alla soddisfazione dell'Idv che con Belisario ha condotto una battaglia contro Gheddafi a palazzo Madama fino a minacciare l'occupazione dell'Aula, e' soddisfatta anche Anna Finocchiaro che ha parlato di 'migliore soluzione possibile'.
La protesta era montata dalla mattina ed era stata soprattutto l'Idv a stigmatizzare, all'inizio della seduta, la decisone presa ieri dalla conferenza dei capigruppo, con il solo voto contrario del partito di Antonio Di Pietro, di consentire a Gheddafi di parlare nella veste di presidente di turno dell'Unione Africana. Soprattutto era stata la vicepresidente del Senato, la radicale Emma Bonino, a lanciare l'allarme. Ma anche alcuni senatori del Pd, tra cui Paolo Giaretta e Anna Maria Carloni, erano intervenuti in Aula per criticare quella scelta, contestando di fatto il via libera espresso ieri a nome del Pd dal vicepresidente del gruppo Nicola Latorre, che sostituiva nella riunione Anna Finocchiaro.
Il gruppo del Pd si era subito riunito per dibattere su quella scelta e, secondo quanto si e appreso, una quindicina di senatori avrebbero messo sulla graticola Latorre chiedendo lumi sul suo assenso alla proposta avanzata dal capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri. Al termine della riunione, definita da alcuni partecipanti come una sorta di 'processo' al braccio destro di Massimo D'Alema, era emersa la decisione di non essere presenti in Aula con l'invito ad Anna Finocchiaro di riportare al presidente Schifani il no dei senatori democratici con l'invito a cercare un'altra soluzione.
Latorre, pero', aveva smentito di esser stato messo sul banco degli accusati: 'Ci sono stati interventi che hanno manifestato disagio ma non c'e' stata alcuna contestazione nei miei confronti. Se ci saranno le ascoltero', forse le dicono prima a voi che ad altri', aveva obiettato ai cronisti che gli riferivano dei dissensi nel gruppo.
In difesa di Latorre, era intervenuto Massimo D'Alema che vedra' il leader libico in un incontro promosso alla camera dalla Fondazione Italianieuropei. 'Il Senato concede solo l'Aula. Pertanto mi sembra una polemica insensata', aveva osservato l'ex ministro degli Esteri. Stessa posizione dall'ex presidente del Senato Franco Marini. 'La decisione su dove debba parlare Gheddafi spetta al presidente Schifani - aveva detto - Ma io sono interessato ad ascoltarlo. Quindi, in Aula o in un'altra sala, io ci saro''. Mentre Walter Veltroni dichiarava di 'condividere la posizione del Pd al Senato' contro l'intervento in aula del colonnello libico.
Maurizio Gasparri aveva risposto alle proteste ricordando che la decisione della Conferenza dei capigruppo era stata 'condivisa da tutti tranne che dall'Idv' e che 'anche in altre occasioni era stata offerta l'Aula per manifestazioni di vario genere'. 'Al Dalai Lama, Nobel della pace, non fu consentito rivolgere un messaggio all'Aula e a chi non sa neanche cosa sia un Parlamento si'', aveva replicato il capogruppo dell'Idv Felice Belisario minacciando azioni di protesta clamorose dei dipietristi domani in Senato. Anche i sentori dell' Udc avevano fatto sapere che non sarebbero stati presenti se rimaneva la decisione di far parlare il leader libico in Aula. Al fronte del no dell'opposizione si era anche registrata qualche perplessita' nella maggioranza, soprattutto tra i leghisti.
Alla fine, passa la mediazione e resta l'attesa per vedere domani la reazione del colonnello libico.
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