Giappone. Sociologo: xenofobia figlia dell'ansia piu' che dell'odio
Dietro la recente comparsa a Tokyo di un opuscolo con virulenti toni xenofobi vi sarebbe piu' un diffuso stato di ansieta' che una propensione all'odio razziale, d'altronde poco in linea con le crescenti aperture verso l'estero delle nuove generazioni giapponesi.
Lo ha dichiarato in un'intervista all'ANSA il sociologo Junji Tsuchiya, riferendosi a un volumetto di 125 pagine intitolato 'Dossier segreto sui crimini degli stranieri' e venduto in alcuni supermercati oltre che dalla filiale giapponese della libreria internazionale on line Amazon.
Con frasi tendenziose costellate di foto e caricature spesso triviali, il testo anonimo dell'editore Eichi, specializzato in rotocalchi a sensazione, prende lo spunto da alcuni noti episodi di violenza che hanno avuto per protagonisti immigrati cinesi o coreani per prendersela anche con arabi e americani e per agitare lo spauracchio di un Paese 'devastato dagli stranieri'.
Dinanzi a una serie di proteste un rappresentante di Eichi ha parlato di una sostanziale obiettivita' del testo, ma i direttori di alcuni supermercati hanno ritirato la pubblicazione, mentre un portavoce di Amazon si e' richiamato alla liberta' di stampa per non fare altrettanto.
Il fenomeno ha suscitato parecchio interesse anche perche' - come dimostrato proprio in questi giorni dalle difficolta' di pubblicare in Giappone un romanzo poliziesco danese che ha fra i protagonisti un terrorista islamico - gli editori nipponici sono sempre assai cauti sui testi piu' controversi, specie dopo il mortale accoltellamento, nel 1991, del locale traduttore dei 'Versetti satanici' di Salman Rushdie.
Su una vetrina telematica della stessa Amazon c'e' chi ha criticato l'opuscolo come pericolosamente razzista, mentre attivisti dei diritti umani hanno parlato di un clima di odio fomentato dall'estrema destra, sulla scia delle tendenze ultraconservatrici all'interno dell'attuale governo del premier Shinzo Abe.
A parere di Tsuchiya, docente all'universita' Waseda di Tokyo, la realta' e' certamente piu' complessa: 'vi sono soprattutto componenti ansiogene' ricollegabili a problemi di immigrazione e criminalita', spiega il professore, riferendosi in particolare a una nuova guerra fra cosche malavitose.
Gruppi criminali di cinesi e coreani, secondo lo studioso, hanno cominciato a sfidare il tradizionale predominio della mafia nipponica: in gioco c'e il controllo della vita notturna in quartieri del centro della capitale come Roppongi, frequentato soprattutto da turisti americani, e Shibuya, dove prevalgono piuttosto i visitatori europei.
Nei due quartieri sono avvenute una settimana fa quattro sparatorie: in una e' morto un pregiudicato, mentre le altre avrebbero avuto scopo intimidatorio. Oggi si e' aggiunto il presunto suicidio di un noto gangster.
L'insolita esplosione di violenza sarebbe stata provocata dal 'tradimento' di una cosca di Tokyo, la Kokusuikai, in un confronto fra due potenti organizzazioni criminose: la Sumiyoshikai (originaria della capitale) e la Yamaguchigumi (della citta' centromerdionale di Kobe).
Qualche giorno dopo la polizia stessa ha annunciato che fra le due organizzazioni era 'pace fatta' e che non c'era piu' da temere dai 30.000 gangster che 'gestiscono' le attivita' ai margini della legalita' come giuoco d'azzardo, prostituzione e immigrazione clandestina.
Ma, precisa Tsuchiya, fra l'antica criminalita' nipponica, mirante a stabilire 'accordi di onore' raramente violati, stanno infiltrandosi malavitosi di origine coreana o cinese che tendono a 'rispettare meno la tradizionale esigenza giapponese di tranquillita' nella convivenza".
A parere del docente, questi confronti sul piano della criminalita' sono indicativi di "un disagio e un'ansieta' che coinvolge anche altri tessuti sociali" dinanzi a problemi di immigrazione che sono tipici di un paese moderno ma di cui il Giappone e' rimasto a lungo immune a causa della sua insularita'.
"Fortunatamente - nota il professore - la stragrande maggioranza delle reazioni e' di stampo patriottico o al massimo nazionalista, ma e' assai raro che si sconfini nello xenofobo".
E ad avallare questa tesi sembrano essere state quasi tutte le reazioni suscitate dall'opuscolo su Amazon. "Questo volume - ha scritto un lettore firmatosi Oscar - e' una vergogna perche' da' un'immagine distorta e razzista del Giappone".
Lo ha dichiarato in un'intervista all'ANSA il sociologo Junji Tsuchiya, riferendosi a un volumetto di 125 pagine intitolato 'Dossier segreto sui crimini degli stranieri' e venduto in alcuni supermercati oltre che dalla filiale giapponese della libreria internazionale on line Amazon.
Con frasi tendenziose costellate di foto e caricature spesso triviali, il testo anonimo dell'editore Eichi, specializzato in rotocalchi a sensazione, prende lo spunto da alcuni noti episodi di violenza che hanno avuto per protagonisti immigrati cinesi o coreani per prendersela anche con arabi e americani e per agitare lo spauracchio di un Paese 'devastato dagli stranieri'.
Dinanzi a una serie di proteste un rappresentante di Eichi ha parlato di una sostanziale obiettivita' del testo, ma i direttori di alcuni supermercati hanno ritirato la pubblicazione, mentre un portavoce di Amazon si e' richiamato alla liberta' di stampa per non fare altrettanto.
Il fenomeno ha suscitato parecchio interesse anche perche' - come dimostrato proprio in questi giorni dalle difficolta' di pubblicare in Giappone un romanzo poliziesco danese che ha fra i protagonisti un terrorista islamico - gli editori nipponici sono sempre assai cauti sui testi piu' controversi, specie dopo il mortale accoltellamento, nel 1991, del locale traduttore dei 'Versetti satanici' di Salman Rushdie.
Su una vetrina telematica della stessa Amazon c'e' chi ha criticato l'opuscolo come pericolosamente razzista, mentre attivisti dei diritti umani hanno parlato di un clima di odio fomentato dall'estrema destra, sulla scia delle tendenze ultraconservatrici all'interno dell'attuale governo del premier Shinzo Abe.
A parere di Tsuchiya, docente all'universita' Waseda di Tokyo, la realta' e' certamente piu' complessa: 'vi sono soprattutto componenti ansiogene' ricollegabili a problemi di immigrazione e criminalita', spiega il professore, riferendosi in particolare a una nuova guerra fra cosche malavitose.
Gruppi criminali di cinesi e coreani, secondo lo studioso, hanno cominciato a sfidare il tradizionale predominio della mafia nipponica: in gioco c'e il controllo della vita notturna in quartieri del centro della capitale come Roppongi, frequentato soprattutto da turisti americani, e Shibuya, dove prevalgono piuttosto i visitatori europei.
Nei due quartieri sono avvenute una settimana fa quattro sparatorie: in una e' morto un pregiudicato, mentre le altre avrebbero avuto scopo intimidatorio. Oggi si e' aggiunto il presunto suicidio di un noto gangster.
L'insolita esplosione di violenza sarebbe stata provocata dal 'tradimento' di una cosca di Tokyo, la Kokusuikai, in un confronto fra due potenti organizzazioni criminose: la Sumiyoshikai (originaria della capitale) e la Yamaguchigumi (della citta' centromerdionale di Kobe).
Qualche giorno dopo la polizia stessa ha annunciato che fra le due organizzazioni era 'pace fatta' e che non c'era piu' da temere dai 30.000 gangster che 'gestiscono' le attivita' ai margini della legalita' come giuoco d'azzardo, prostituzione e immigrazione clandestina.
Ma, precisa Tsuchiya, fra l'antica criminalita' nipponica, mirante a stabilire 'accordi di onore' raramente violati, stanno infiltrandosi malavitosi di origine coreana o cinese che tendono a 'rispettare meno la tradizionale esigenza giapponese di tranquillita' nella convivenza".
A parere del docente, questi confronti sul piano della criminalita' sono indicativi di "un disagio e un'ansieta' che coinvolge anche altri tessuti sociali" dinanzi a problemi di immigrazione che sono tipici di un paese moderno ma di cui il Giappone e' rimasto a lungo immune a causa della sua insularita'.
"Fortunatamente - nota il professore - la stragrande maggioranza delle reazioni e' di stampo patriottico o al massimo nazionalista, ma e' assai raro che si sconfini nello xenofobo".
E ad avallare questa tesi sembrano essere state quasi tutte le reazioni suscitate dall'opuscolo su Amazon. "Questo volume - ha scritto un lettore firmatosi Oscar - e' una vergogna perche' da' un'immagine distorta e razzista del Giappone".
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