Governo Zapatero pensa a maggiori garanzie per donne che interrompono gravidanza
Riforma della legge sulla libertà religiosa, e della legge elettorale, riflessione e possibile revisione di alcuni aspetti di quella sull'aborto: sono queste le prime iniziative legislative del nuovo governo di Jose' Luis Zapatero, illustrate ieri dalla vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega alla commissione Affari costituzionali del 'Congreso', a cui oggi la stampa spagnola dà ampio risalto.
La prima revisione riguarderà la 'Legge sulla libertà religiosa', e promette di far scoppiare una nuova polemica con la potente Conferenza episcopale spagnola (Cee), con cui già nella scorsa legislatura il governo socialista era venuto piú volte ai ferri corti per le riforme adottate sul matrimonio omosessuale e il divorzio rapido. Gli obiettivi, ha spiegato ieri de la Vega, sono soprattutto due: da un lato "avanzare nella condizione di laicità che la costituzione concede al nostro Stato", con "il riconoscimento dei diritti degli agnostici, protetto nell'articolo 16 (della Costituzione ndr) sulla libertà di coscienza"; dall'altro, eliminare le dicriminazioni verso le confessioni religiose non cattoliche, applicando a livello legislativo gli accordi già esistenti con queste ultime. Il Partido popular (Pp), attraverso il suo portavoce nella commissione costituzionale, Federico Trillo, ha subito manifestato la sua contrarietà al progetto.
Altra possibile riforma è quella relativa alla legge elettorale, in vigore dal 1985, che favorisce i partiti piú grandi come Pp e Psoe e penalizza fortemente quelli piú piccoli come Izquierda Unida (Iu), a meno che il loro voto non sia concentrato in una o piú circoscrizioni regionali, come avviene per i partiti nazionalisti e autonomisti. A tal fine, per migliorare la "qualità democratica" della legge, il governo ha annunciato la richiesta di uno studio al Consiglio di Stato e la creazione di una sottocommissione parlamentare.
De la Vega ha anche annunciato dei miglioramenti legislativi nella tutela di diritti fondamentali individuali, che potrebbero riguardare la legge sull'aborto: la vice di Zapatero infatti ha parlato di "introdurre miglioramenti nelle garanzie dei diritti delle donne", citando espressamente il caso del diritto alla riservatezza delle donne che affrontano un'interruzione di gravidanza. In questo senso, l'ufficio di presidenza del 'Congreso de los diputados' ha dato il via libera preliminare a una proposta di Izquierda unida (Iu) ed Equerra republicana de Catalunya (Erc) per creare una sottocommissione che analizzi la necessità di riforma della legge sull'aborto, dopo gli interventi giudiziari nei mesi scorsi in alcune cliniche abortiste di Madrid e Barcellona che hanno sollevato forti polemiche. Il segretario esecutivo del Psoe, Jesus Caldera, ha ricordato che i socialisti pensano a una riflessione "con il massimo consenso possibile", come indicato in campagna elettorale.
Infine, la vicepremier ha ribadito la proposta di riforma della Costituzione proposta nella passata legislatura, su cui peró non è stato possibile trovare un accordo con il Pp: l'obiettivo è la riforma del Senato per farne una vera camera territoriale, garantire il diritto delle donne nella linea successoria della monarchia, e 'costituzionalizzare' il concetto di Unione europea e della Comunità autonome di cui si compone la Spagna.
La prima revisione riguarderà la 'Legge sulla libertà religiosa', e promette di far scoppiare una nuova polemica con la potente Conferenza episcopale spagnola (Cee), con cui già nella scorsa legislatura il governo socialista era venuto piú volte ai ferri corti per le riforme adottate sul matrimonio omosessuale e il divorzio rapido. Gli obiettivi, ha spiegato ieri de la Vega, sono soprattutto due: da un lato "avanzare nella condizione di laicità che la costituzione concede al nostro Stato", con "il riconoscimento dei diritti degli agnostici, protetto nell'articolo 16 (della Costituzione ndr) sulla libertà di coscienza"; dall'altro, eliminare le dicriminazioni verso le confessioni religiose non cattoliche, applicando a livello legislativo gli accordi già esistenti con queste ultime. Il Partido popular (Pp), attraverso il suo portavoce nella commissione costituzionale, Federico Trillo, ha subito manifestato la sua contrarietà al progetto.
Altra possibile riforma è quella relativa alla legge elettorale, in vigore dal 1985, che favorisce i partiti piú grandi come Pp e Psoe e penalizza fortemente quelli piú piccoli come Izquierda Unida (Iu), a meno che il loro voto non sia concentrato in una o piú circoscrizioni regionali, come avviene per i partiti nazionalisti e autonomisti. A tal fine, per migliorare la "qualità democratica" della legge, il governo ha annunciato la richiesta di uno studio al Consiglio di Stato e la creazione di una sottocommissione parlamentare.
De la Vega ha anche annunciato dei miglioramenti legislativi nella tutela di diritti fondamentali individuali, che potrebbero riguardare la legge sull'aborto: la vice di Zapatero infatti ha parlato di "introdurre miglioramenti nelle garanzie dei diritti delle donne", citando espressamente il caso del diritto alla riservatezza delle donne che affrontano un'interruzione di gravidanza. In questo senso, l'ufficio di presidenza del 'Congreso de los diputados' ha dato il via libera preliminare a una proposta di Izquierda unida (Iu) ed Equerra republicana de Catalunya (Erc) per creare una sottocommissione che analizzi la necessità di riforma della legge sull'aborto, dopo gli interventi giudiziari nei mesi scorsi in alcune cliniche abortiste di Madrid e Barcellona che hanno sollevato forti polemiche. Il segretario esecutivo del Psoe, Jesus Caldera, ha ricordato che i socialisti pensano a una riflessione "con il massimo consenso possibile", come indicato in campagna elettorale.
Infine, la vicepremier ha ribadito la proposta di riforma della Costituzione proposta nella passata legislatura, su cui peró non è stato possibile trovare un accordo con il Pp: l'obiettivo è la riforma del Senato per farne una vera camera territoriale, garantire il diritto delle donne nella linea successoria della monarchia, e 'costituzionalizzare' il concetto di Unione europea e della Comunità autonome di cui si compone la Spagna.
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