India. Congresso Nazionale della Scienza: riflessioni e novita'
Dal prossimo anno gli scienziati indiani avranno due nuove prospettive. Sono stati annunciati infatti due nuovi premi scientifici nazionali, il Mahila Vigyanike il Purush Vigyanik, con un premio di 50.000 rupie ciascuno. L'annuncio e' stato dato dal ministro per lo Sviluppo delle Risorse Umane, Scienza e Tecnologia, il dott. Murli Manohar Joshi, in occasione della 91esima edizione dell'Indian Science Congress presso la Panjab University.
Secondo Joshi, nel mondo odierno la formazione scientifica sta diventando sempre piu' una priorita', specie fra i giovani. Per questo, proprio l'educazione e la cultura sono diventate un cavallo di battaglia della politica del Governo, che considera questo genere di attivita' una soluzione efficiente allo sgretolarsi della societa' moderna. "Il mondo e' testimone di questo frammentarsi continuo e senza precedenti dell'umanita', a discapito dell'uguaglianza, della pace, e perfino della sopravvivenza dei cittadini".
Anche il presidente stesso dell'Indian Science Congress, il prof. Asis Datta ha ricordato l'importanza della collaborazione fra insegnanti, ricercatori, burocrati e specialisti, nel promuovere una societa' diversa e dare vita ad un'India finalmente piu' matura e competitiva. Durante il congresso si e' avuto modo di parlare anche dell'impatto di alcune scoperte scientifiche nella vita comune delle persone. Capita infatti che molti si allontanino dalla scienza a causa di una cattiva informazione, soprattutto per quanto riguarda gli argomenti considerati piu' "spinosi". Clonazione terapeutica quindi, ma anche Ogm e tecniche che toccano il nucleare: per gli scienziati occorre meno superstizione e piu' informazione.
Durante una seduta dell'assemblea, intitolata "Etica e Responsabilita' nella Scienza", si e' trattato questo tema con maggiore approfondimento, e la prof. Indira Nath ha spiegato il ruolo fondamentale di un'etica che sia vicina alle persone e ai loro bisogni. Secondo la Nath infatti, la mancanza di fiducia negli scienziati rallenta il progresso, cosi' come la riduzione della formazione culturale ad un'idea di investimento. Molti considerano l'istruzione come un prodotto, e specie negli ambienti universitari, questa concezione da' luogo a corruzione, mancanza di trasparenza e nei casi piu' gravi, al plagio.
Il congresso e' stato un'occasione di ritrovo per la comunita' scientifica indiana, ma non solo. C'e' da dire che la politica del primo ministro Atal Behari Vajpayee in campo scientifico, e' molto attenta ai bisogni del popolo indiano, ma anche alla loro cultura e alle loro caratteristiche.
Secondo Joshi, nel mondo odierno la formazione scientifica sta diventando sempre piu' una priorita', specie fra i giovani. Per questo, proprio l'educazione e la cultura sono diventate un cavallo di battaglia della politica del Governo, che considera questo genere di attivita' una soluzione efficiente allo sgretolarsi della societa' moderna. "Il mondo e' testimone di questo frammentarsi continuo e senza precedenti dell'umanita', a discapito dell'uguaglianza, della pace, e perfino della sopravvivenza dei cittadini".
Anche il presidente stesso dell'Indian Science Congress, il prof. Asis Datta ha ricordato l'importanza della collaborazione fra insegnanti, ricercatori, burocrati e specialisti, nel promuovere una societa' diversa e dare vita ad un'India finalmente piu' matura e competitiva. Durante il congresso si e' avuto modo di parlare anche dell'impatto di alcune scoperte scientifiche nella vita comune delle persone. Capita infatti che molti si allontanino dalla scienza a causa di una cattiva informazione, soprattutto per quanto riguarda gli argomenti considerati piu' "spinosi". Clonazione terapeutica quindi, ma anche Ogm e tecniche che toccano il nucleare: per gli scienziati occorre meno superstizione e piu' informazione.
Durante una seduta dell'assemblea, intitolata "Etica e Responsabilita' nella Scienza", si e' trattato questo tema con maggiore approfondimento, e la prof. Indira Nath ha spiegato il ruolo fondamentale di un'etica che sia vicina alle persone e ai loro bisogni. Secondo la Nath infatti, la mancanza di fiducia negli scienziati rallenta il progresso, cosi' come la riduzione della formazione culturale ad un'idea di investimento. Molti considerano l'istruzione come un prodotto, e specie negli ambienti universitari, questa concezione da' luogo a corruzione, mancanza di trasparenza e nei casi piu' gravi, al plagio.
Il congresso e' stato un'occasione di ritrovo per la comunita' scientifica indiana, ma non solo. C'e' da dire che la politica del primo ministro Atal Behari Vajpayee in campo scientifico, e' molto attenta ai bisogni del popolo indiano, ma anche alla loro cultura e alle loro caratteristiche.
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