Mercoledì 12 agosto 2026
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Inflazione luglio. Dati definitivi Istat: +2,9%

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Nel mese di luglio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,3% su base mensile e del +2,9% su base annua (da +3,0% di giugno); la stima preliminare era 2,8%.

Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da +13,3% a +11,4%), degli Alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,6%) e dei Servizi vari (da +2,5% a +1,8%); in accelerazione sono, invece, i prezzi degli Energetici regolamentati (da +9,2% a +14,8%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +1,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,7% a +3,0%).

Nel mese di luglio l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta da +1,9% a +1,8%.

I prezzi dei beni decelerano (da +3,3% a +3,2%), mentre la dinamica di quelli dei servizi è in lieve accelerazione (da +2,6% a +2,7%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni passa da -0,7 a -0,5 punti percentuali.

Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona scende (da +1,3% a +1,0%), come quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,9% a +3,4%).

La variazione congiunturale dell’indice generale riflette l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+6,5%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,6%), degli Energetici non regolamentati(+0,5%), degli Alimentari lavorati e dei Servizi relativi all’abitazione (+0,3% entrambi); tali effetti sono solo parzialmente compensati dalla diminuzione degli Alimentari non lavorati (-1,3%).

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,7% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a -1,0% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e a +2,9% su base annua (da +3,0% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,3% e una tendenziale di +2,8%.

 

Il commento

A luglio 2026 l’inflazione scende al +2,9% (dal +3,0% di giugno), per effetto soprattutto della dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati e degli Energetici non regolamentati. Di contro, un sostegno all’inflazione è esercitato dai prezzi degli Energetici regolamentati e di alcune tipologie di servizi. I prezzi dei beni che compongono il “carrello della spesa” rallentano su base annua portandosi al +1,0%, mentre l’inflazione di fondo rimane stabile (a +1,6%). L’inflazione acquisita a luglio, per il 2026, sale a +2,7%.

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