Domenica 8 novembre 2026
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Internet e recessione preoccupano l'industria pornografica

AMERICHE - USA
Notizia ·
Alcol, fumo e sesso continueranno a vendere in eterno, si diceva in una superata dialettica di marketing. Oggi, con il rallentamento dell'economia americana, anche l'industria del porno sconta la crisi. Non mancano certo gli appassionati del genere ma sempre piú spesso vanno a caccia le soluzioni alternative a disposizione su Internet, dove il porno, magari di qualità amatoriale, si possono scaricare senza il bisogno di pagare. 
"Da quando sono nel giro, questa è la prima volta che le case produttrici di film porno si trovano ad affrontare gli effetti negativi dell'economia", ha detto alla rivista Wired Steve Orenstein, presidente e fondatore di Wicked Pictures, la società con sede a Canoga Park, in California, che produce film vietati ai minori dal 1993. "Anni fa, quando la gente ci chiedeva come riuscissimo a gestire le produzioni dei film in piena recessione economica, noi rispondevamo che la nostra industria non ne risentiva, che stava bene. Ma oggi, devi proprio essere sordo o cieco per non accorgerti della situazione di crisi che attraversa l'America". 
Orenstein non ha ancora interrotto le pre-produzioni dei film, ci sono 48 pellicole in cantiere e ridurre il numero di film in uscita significherebbe mettere a rischio la storica casa di produzione. Tuttavia, Orenstein, da 29 anni nell'ambiente del cinema porno, sta pensando a un'alterativa per ridurre le spese e far fronte al caro-benzina limitando i costi per il trasporto, la distribuzione e l'imballaggio dei film in dvd. Questo comporterà di riflesso un aumento dei prezzi dei prodotti in vendita. 
"Per ora non abbiamo dimezzato gli stipendi degli addetti ai lavori, ma vogliamo farci furbi e tagliare cose di cui avremmo probabilmente fatto a meno dieci anni fa", ha spiegato Orenstein. La pensa allo stesso modo Paul Fishbein, fondatore della rivista pornografica americana Aldult Video News: "Ho parlato con parecchi rivenditori e confermano il sospetto che sempre meno persone vanno in videoteca o nei sexy shop a noleggiare film, almeno il 15% in meno. I produttori dicono che le vendite dei dvd sono scese moltissimo quest'anno. Indubbiamente c'è una saturazione dei prodotti in commercio, ci sono troppi film pornografici e questo ha messo sottosopra le leggi della domanda e dell'offerta. Mettere in listino 15.000 nuove pellicole è da pazzi e la pirateria dilagante, sia per i film che per la musica, non aiuta". Secondo VideoBusiness.com, le vendite di film porno in dvd, che nei primi mesi del 2007 avevano portato entrate pari a 5,6 miliardi di dollari, ora sono scese dello 0,3%. Per il noleggio, si parla invece di un calo del 5%. 
"Colpa del caro-benzina, ovvio", ha commentato Gerry Kaufhold, che si occupa di ricerche di mercato per la società InStat. "Per noleggiare un film devi scomodarti e guidare la macchina due volte, una per andare a ritirare la copia, l'altra per riportarla il giorno successivo, se non vuoi pagare la tariffa doppia. E che dire del Lexan, il materiale usato per costruire i dischi di plastica su cui viene riversato il film. Anche i prezzi del Lexan sono lievitati. I filmmaker, invece, non devono solo competere con Internet, il loro nemico è soprattutto la pay-per-view, al pari dei servizi online ad abbonamento". 
Tony Medrano, vice-presidente di SugarDVD, la catena che permette di noleggiare film per adulti online, ha fatto sapere che "i clienti non vogliono pagare 30 o 40 dollari per acquistare un film porno, che poi non rivedranno piú dopo la prima volta. Il noleggio online ha soppiantato le vecchie logiche dell'industria, e lo ha fatto con pochi centesimi di dollaro".    
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