Israele. Concepita e selezionata in vitro: salva la vita al fratellino
Il suo embrione era stato selezionato, tra quelli prodotti in vitro con i gameti dei suoi genitori, per essere sicuri che, le cellule del suo cordone ombelicale fossero utilizzabili per ricostruire il midollo osseo del suo fratellino di 4 anni, affetto da una grave malattia genetica. Cosi' e' stato ed ora, dopo il trapianto, il fratellino sembra guarito. Amos Toren, il medico israeliano che ha seguito il caso, ha detto che mentre l'impianto in utero ed il successivo trapianto di staminali sono stati effettuati in Israele, l'intervento di fecondazione in vitro e lo screening degli embrioni sono avvenuti negli Usa, dove vi e' la tecnologia adeguata, anche se in quel Paese la procedura non ha mancato di suscitare molte polemiche. Diversa invece l'opinione della classe medica israeliana, soddisfatta della buona salute di entrambi i bimbi.
Secondo il rabbino Igal Shafran, la coppia non ha violato la legge giudaica, che permette di scartare gli embrioni prima dei 40 giorni di sviluppo, ma anzi ha compiuto due volte cio' che viene definito un "mitvot", una buona azione, mettendo al mondo un nuovo figlio e contemporaneamente salvando la vita all'altro.
Secondo il rabbino Igal Shafran, la coppia non ha violato la legge giudaica, che permette di scartare gli embrioni prima dei 40 giorni di sviluppo, ma anzi ha compiuto due volte cio' che viene definito un "mitvot", una buona azione, mettendo al mondo un nuovo figlio e contemporaneamente salvando la vita all'altro.
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