Martedì 9 giugno 2026
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Israele. E se i feti fossero una fonte di ovuli fecondabili?

ASIA - ISRAELE
Notizia ·
Un gruppo di scienziati israeliani ha scosso la comunita' scientifica con un annuncio, dato in occasione dell'annuale meeting dell'European Society of Human Reproduction and Embriology, riguardo agli ovuli estratti dai feti abortiti.
Secondo il team, capeggiato dal dott. Tal Bairon-Shental, del Rabin Medical Center, e' stato possibile estrarre dei follicoli da feti di 22-33 settimane, congelarli e poi farli crescere fino a diventare veri e propri ovuli. In quel periodo di gestazione sembra infatti che le ovaie siano in grado di produrre follicoli sufficientemente sviluppati, che, anche dopo la morte del feto, riescono a sopravvivere e completare la loro crescita. Utilizzando additivi chimici, nonche' forti dosi di ormoni, come gli estrogeni, i ricercatori dopo mesi di lavoro hanno dato una svolta ad un campo medico ancora poco esplorato.
Alcuni gia' parlando del possibile utilizzo di questi ovuli per le tecniche di fecondazione in vitro, dal momento che gli ovuli disponibili sono scarsi: sono poche le donne che decidono di donare i loro ovuli alle pazienti sterili. Ma l'opinione pubblica e la Chiesa Cattolica sono gia' sul piede di guerra: grottesco, immorale e ripugnante per un figlio sapere che la propria madre e' un feto abortito.
La comunita' scientifica invece ritiene che sia ancora presto parlare in questi termini, mentre e' opportuno focalizzarsi sulle preziose informazioni riguardo allo sviluppo dei feti, degli ovociti e sul funzionamento biologico in generale. La ricerca non ha sempre finalita' di applicazione, ricerca significa innanzitutto conoscenza. Su questo concorda il dott. Johan Smitz, della Free University of Bruxelles, secondo il quale "la crescita artificiale di ovociti e' una tecnica lontana dall'essere applicata. Al contrario, e' un valido aiuto per i trattamenti contro l'infertilita', perche' permette di conoscere meglio i funzionamenti di alcuni fattori di crescita chimici, specie in quei casi di sterilita' dovuta al cancro e alla chemioterapia. Parlare gia' di utilizzo degli ovuli e' prematuro e rischioso. Innanzitutto il feto stesso non potrebbe mai dare il consenso per l'uso del suo materiale biologico. Oltretutto si parla di feti abortiti durante il secondo o il terzo trimestre, ed e' raro che un aborto avvenga in quel periodo."
Perplessita' anche dalla dott.ssa Geraldine Hartshorne, membro dell'Association of Clinical Embryologists: "A parte le serie implicazioni etiche chiare a tutti, ancora non conosciamo molto le differenze fra ovuli immaturi derivati da feti e ovuli adulti, che hanno avuto uno sviluppo ormonale completamente diverso."
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