Martedì 9 giugno 2026
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Istat: nella peggiore delle ipotesi, solo 1 stupro su 10 e' commesso da immigrati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Lo stereotipo dell'immigrato estraneo che compie violenza la donna italiana e' falso e puo' portare ad orientare in modo sbagliato le priorita' e il tipo di politiche. Lo dice Linda Laura Sabbadini, direttore centrale per le indagini su condizione e qualita' della vita dell'Istat che, nel suo intervento al 'Global Forum on gender statistics', organizzato dall'Istituto di statistica in collaborazione con il Dipartimento delle Pari Opportunita', il ministero degli Esteri e della Banca Mondiale, ha ribadito come la violenza contro le donne sia 'invisibile nella maggior parte dei Paesi'.

'Le statistiche giudiziarie -ha spiegato Sabbadini- ne registrano solo una porzione piccolissima, perche' le donne non la denunciano. Cio' porta a forti distorsioni nell'immaginario collettivo su cosa e' oggi la violenza contro le donne. In Italia per esempio -ha ribadito Sabbadini- lo stereotipo dell'immigrato, estraneo, non conosciuto che violenta la donna italiana impera, ma non e' questa la violenza maggioritaria contro le donne italiane'.

'Se si considerano gli stupri avvenuti in Italia -ha ricordato, cifre alla mano, Sabbadini- il 69% sono opera dei partner, mariti o fidanzati, solo il 6% di estranei. Se anche considerassimo che di questi autori estranei il 50% sono immigrati, cio' vorrebbe dire che si arriverebbe al 3% degli stupri, se anche ci aggiungessimo il 50% dei conoscenti al massimo si arriverebbe al 10% del totale degli stupri opera di stranieri. E invece l'immagine e' di stupri per le strade ad opera di immigrati. Non fare i conti con le statistiche esistenti nel Paese puo' portare ad orientare in modo errato le priorita' e il tipo di politiche'.
In Italia a partire dall'inizio degli anni '90, ha ricordato ancora Sabbadini, 'il numero di omicidi e' fortemente diminuito, si sono ridotti a un terzo, ma il numero di omicidi in famiglia e' raddoppiato. Il che vuol dire che sono diminuiti gli omicidi degli uomini sugli uomini e aumentati quelli degli uomini sulle donne. Cioe' non si e' riusciti ad incidere su una delle forme piu' terribili di violenza, quella in famiglia'.

'L'indagine sulla violenza -ha proseguito il direttore centrale dell'Istat- ci permette di capire anche la gravita' dei fatti: il 20% delle vittime di violenza da partner dichiara di aver temuto per la propria vita, un segmento ad altissimo rischio visto che gli omicidi in famiglia spesso avvengono dopo una escalation della violenza.
L'indagine e' importante anche perche' permette di capire quanto i fatti sono riconosciuti come gravi dalle donne vittime di violenza'.

'Solo il 27,3% delle donne stuprate dal partner dichiarano che il fatto rappresenta un reato. Uno dei problemi piu' gravi relativi alla violenza domestica e' proprio questo, la non riconoscibilita' di questa da parte delle donne. Un problema che sta alla base dell'ampia quota di sommerso relativa alla violenza contro le donne e che e' preziosissimo per le politiche di comunicazione e di contrasto alla violenza'.
'L'indagine italiana sulla violenza contro le donne -ha aggiunto Sabbadini- ha permesso anche di capire il rapporto delle donne con la polizia. La meta' si e' dichiarata insoddisfatta, ma soprattutto il 21,7% avrebbe voluto che si facesse di piu' allontanando il partner di casa e il 26% avrebbe voluto piu' protezione. Dall'indagine emerge anche che solo il 28% dei partner autori di violenza denunciati sono stati imputati e solo l'8 % condannati. Violenza maschile impunita, dunque'.

'Non esistono ad oggi standard internazionali per condurre questo tipo di indagini -ha denunciato Sabbadini- ma e' interessante che nonostante le diversita' di metodologia emergono alcuni risultati ricorrenti. La violenza e' ovunque in primis violenza domestica, anche nel caso degli stupri un'ampia quota e' opera dei partner (circa il 60-70% in paesi come Australia, UK, Costa Rica, USA); aumenta il rischio di violenza sulle donne da parte del partner se il marito abusa di alcool oppure se il marito ha assistito da piccolo alla violenza sulla propria madre o l'ha subita lui stesso o se la donna e' stata essa stessa vittima di soprusi in infanzia, come emerge anche dall'indagine dell' Australia o del Canada, oltre che dell'Italia'.
Il Direttore dell'Istat ha quindi evidenziato come la violenza sia trasversale a tutte le classi sociali e come vi sia difficolta' da parte delle donne a riconoscere la violenza.

'Anche in Australia solo il 26% delle donne che hanno subito violenza dal partner la considerano 'crime'. Molti di questi aspetti - ha concluso Sabbadini- sono sempre stati affermati dalle donne che lavorano nei centri anti-violenza fin dall'inizio del loro lavoro, ma non esistevano dati ufficiali rilevati su tutta la popolazione femminile. Ora questi dati ci sono e integrati con le denunce, con i dati dei servizi sanitari e non, con quelli dei centri anti-violenza potranno rappresentare una base preziosa per le politiche'.
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