Mercoledì 10 giugno 2026
Menu

Istituto Migranti: rischio aborto clandestino per immigrate

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Rischiano di cadere nella mani delle mammane le donne immigrate, soprattutto quelle irregolari, a causa della mancanza di conoscenza delle norme italiane che garantiscono loro la stessa tutela della maternita' e lo stesso diritto di abortire in ospedale. A spiegarlo e' Aldo Morrone, il direttore dell'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della poverta' (Inmp) alla luce del dibattito di questi giorni sulla legge 194. E fra le piu' a rischio oggi sembrano le rumene che nonostante la fortissima presenza in Italia: 'sembrano scomparse dalle strutture pubbliche'. La ragione sarebbe, secondo Morrone, la poca chiarezza delle norme transitorie per l'assistenza sanitaria di queste persone dopo l'ingresso della Romania nell'Unione Europea. 'Ci chiediamo dove vadano a farsi curare' ha aggiunto Morrone, aggiungendo che anche anche 'popolazioni' di immigrate irregolari come le cinesi, hanno dimostrano di essere vittime di improvvisati medici che operano abusivamente, come di recente scoperto in una indagine a Prato.
Il dramma dell'aborto clandestino assume quindi toni che ricordano l'Italia del dopoguerra per queste donne, per le quali, secondo Morrone, sarebbe necessario e urgente avviare campagna sulla contraccezione.
Del resto preoccupa anche la situazione fra le italiane: secondo i piu' recenti dati della Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), solo il 50% delle donne usa infatti metodi contraccettivi sicuri, mentre la prima volta e' senza precauzioni per una ragazza su tre.
Morrone, conclude ricordando come 'in Italia, a fronte di una diminuzione generale del numero di aborti, vi sia invece un costante aumento fra le donne immigrate, che lo chiedono in un caso su 4. Tanto che ormai rappresentato il 27,2% del totale degli interventi richiesti'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →