Italia. Antinori: confermo, sono tre i bambini clonati
Sono tre i bambini finora nati con la tecnica della clonazione umana a fini riproduttivi. "Confermo che conoscevo situazioni relative alla clonazione umana" e "so che tre sono andate bene. Ci sono tre nati dalla tecnica del trasferimento nucleare". Lo ha detto a Roma il ginecologo Severino Antinori, nella conferenza stampa di presentazione del congresso dell'Associazione mondiale di medicina riproduttiva (WARM), di Roma.
Confermando quindi quanto aveva gia' annunciato nel febbraio scorso nel convegno di Medicina della riproduzione di Abano Terme, Antinori ha pero' detto di non voler parlare oltre dell'argomento: "e' un fatto confermato, ma non posso dire di piu"'. Ha preferito non fare dichiarazioni nemmeno sulle condizioni di salute dei tre bambini, ma riferendosi all'esperimento sud-coreano pubblicato nel febbraio scorso su Science e nel quale sono stati ottenuti embrioni umani sviluppati fino allo stadio di 60-80 cellule (blastocisti), ha detto: "le blastocisti ottenute in quell'esperimento erano in buone condizioni, lo stesso ritengo dei bambini probabilmente nati".
Antinori preferisce abbandonare il termine "clonazione", accompagnato ormai da una connotazione decisamente negativa. Ma non ha dubbi che "funziona" la tecnica che consiste nel trasferire il nucleo di una cellula adulta all'interno di una cellula uovo per riprogrammarla e ottenere cosi' un embrione.
Sono "impensabili", secondo Antinori, i progressi finora ottenuti con la tecnica del trasferimento nucleare e grazie all'esperimento sudcoreano "la clonazione terapeutica e' un fatto acquisito". Uno scenario completamente diverso, ha aggiunto, rispetto a quello dell'agosto 2001, quando l'Accademia delle scienze degli Stati Uniti convoco' gli esperti di tutto il mondo per parlare di clonazione umana. "Gli scienziati allora dicevano che non funzionava", ha osservato Antinori, ma l'esperimento di Seul pubblicato su Science costituisce oggi "un fatto tremendamente significativo, che smentisce ogni previsione negativa".
Ma piu' che a bambini-fotocopia, secondo Antinori la tecnica del trasferimento nucleare apre la strada ad esperimenti di altro tipo. E' possibile, ad esempio, prelevare da embrioni ottenuti con questa tecnica cellule staminali da trasferire nei testicoli di uomini infertili perche' completamente privi di spermatozoi. Le cellule staminali potrebbero ripopolare i testicoli e mettere cosi' gli uomini in condizione di avere figli. Sono incoraggianti i risultati finora ottenuti sui topi dal gruppo greco di Nikolaos Sofikitis, dell'universita' di Ioannina, che saranno presentati nel congresso.
Confermando quindi quanto aveva gia' annunciato nel febbraio scorso nel convegno di Medicina della riproduzione di Abano Terme, Antinori ha pero' detto di non voler parlare oltre dell'argomento: "e' un fatto confermato, ma non posso dire di piu"'. Ha preferito non fare dichiarazioni nemmeno sulle condizioni di salute dei tre bambini, ma riferendosi all'esperimento sud-coreano pubblicato nel febbraio scorso su Science e nel quale sono stati ottenuti embrioni umani sviluppati fino allo stadio di 60-80 cellule (blastocisti), ha detto: "le blastocisti ottenute in quell'esperimento erano in buone condizioni, lo stesso ritengo dei bambini probabilmente nati".
Antinori preferisce abbandonare il termine "clonazione", accompagnato ormai da una connotazione decisamente negativa. Ma non ha dubbi che "funziona" la tecnica che consiste nel trasferire il nucleo di una cellula adulta all'interno di una cellula uovo per riprogrammarla e ottenere cosi' un embrione.
Sono "impensabili", secondo Antinori, i progressi finora ottenuti con la tecnica del trasferimento nucleare e grazie all'esperimento sudcoreano "la clonazione terapeutica e' un fatto acquisito". Uno scenario completamente diverso, ha aggiunto, rispetto a quello dell'agosto 2001, quando l'Accademia delle scienze degli Stati Uniti convoco' gli esperti di tutto il mondo per parlare di clonazione umana. "Gli scienziati allora dicevano che non funzionava", ha osservato Antinori, ma l'esperimento di Seul pubblicato su Science costituisce oggi "un fatto tremendamente significativo, che smentisce ogni previsione negativa".
Ma piu' che a bambini-fotocopia, secondo Antinori la tecnica del trasferimento nucleare apre la strada ad esperimenti di altro tipo. E' possibile, ad esempio, prelevare da embrioni ottenuti con questa tecnica cellule staminali da trasferire nei testicoli di uomini infertili perche' completamente privi di spermatozoi. Le cellule staminali potrebbero ripopolare i testicoli e mettere cosi' gli uomini in condizione di avere figli. Sono incoraggianti i risultati finora ottenuti sui topi dal gruppo greco di Nikolaos Sofikitis, dell'universita' di Ioannina, che saranno presentati nel congresso.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti