Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Approfondimenti sulle staminali all'Universita' di Modena

U.E. - ITALIA
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Continuano gli incontri promossi dalla facolta' di Bioscienze e Biotecnologie dell'Universita' di Modena e Reggio Emilia e dall'Accademia Nazionale delle Scienze, Lettere e Arti di Modena dedicati ad approfondimenti specifici riguardanti le applicazioni terapeutiche prodotte dalla ricerca sulle cellule staminali. I seminari, giunti al quarto appuntamento, sono tenuti da ricercatori che guidano, a livello nazionale, i gruppi piu' attivi nel settore. "In essi viene affrontato soprattutto l'argomento relativo alle prospettive di impiego clinico delle cellule staminali. In particolare -spiega il prof. Sergio Ferrari- vengono descritti gli approcci gia' attuali o piu' promettenti per la cura di malattie genetiche, tumori, malattie degenerative del sistema nervoso e per la ricostruzione degli epiteli di rivestimento e del tessuto osseo".
"La prima applicazione clinica delle tecniche di trasferimento genico -chiarisce prof. Fulvio Mavilio dell'Universita' di Modena e Reggio- risale al 1991, con il tentativo di curare una grave forma di immunodeficienza ereditaria mediante la modificazione genetica delle cellule del sistema immune. L'anno successivo un gruppo italiano tentava il primo trapianto di cellule staminali geneticamente modificate, per curare la stessa malattia. A quasi quindici anni di distanza da quegli interventi pioneristici, molta strada e' stata fatta, con alcuni successi e alcune delusioni. La terapia genica non ha ancora espresso la sua potenzialita', a causa soprattutto di uno sviluppo tecnologico insufficiente dei sistemi di trasferimento genico. I vettori impiegati oggi in clinica non differiscono sostanzialmente da quelli sviluppati quindici anni fa e la modificazione genetica del genoma umano si e' dimostrata piu' difficile, e piu' pericolosa, del previsto. Lo scopo delle ricerche in corso e', quindi, lo sviluppo di vettori dotati di profili di efficacia e di sicurezza superiori a quelli finora utilizzati. Il trapianto di cellule staminali geneticamente modificate ha un potenziale terapeutico enorme per la cura di numerose malattie, sia genetiche (immunodeficienze, talassemia), che acquisite (tumori, Aids). Il nostro gruppo di ricerca, che opera da due anni al Dipartimento di Scienze Biomediche dell' Ateneo di Modena e Reggio Emilia, sta sviluppando queste tecnologie e le sta applicando alla terapia delle malattie genetiche dell'epidermide".
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