Italia. La Banca del Sangue Placentare dell’ospedale di Piacenza
Nelle settimane scorse e' stato effettuato presso l'ospedale di Bologna un trapianto ad un piccolo paziente utilizzando sangue placentare raccolto presso la Banca del Sangue Placentare dell'ospedale di Piacenza, nata nel 2000. Si tratta del secondo trapianto del 2005 utilizzando sangue prelevato nell'ospedale piacentino (in precedenza era avvenuto in Portogallo) raccolto da cordoni ombelicali donati.
"La raccolta e la conservazione delle cellule di cordone ombelicale -spiega il dottor Agostino Rossi, che dirige il Servizio di Immunoematologia e Trasfusione dell'Ospedale di Piacenza dove si trova la Banca del Cordone Ombelicale- inizia con una fase di promozione della donazione, in cui e' fortemente impegnata Adisco. Segue poi il prelievo del cordone durante il parto, con il coinvolgimento delle ostetriche delle Unita' Operative di Ostetricia e Ginecologia di Piacenza e Fiorenzuola, quindi la valutazione e il congelamento delle cellule cordonali, compito svolto dal Servizio di Immunoematologia dell'Ospedale di Piacenza".
"Il sangue cordonale e' utilizzato nel trattamento di leucemie e di malattie congenite delle cellule del sangue, ad esempio la talassemia, per il trapianto di midollo in eta' pediatrica e, meno frequentemente, per il trapianto nell'adulto. Considerata la difficolta' abitualmente incontrata per trovare un donatore compatibile, il paziente che necessita di trapianto di midollo puo' vivere in localita' anche molto lontane dal punto in cui e' conservato il sangue cordonale".
"Il principale limite -conclude il medico- e' costituito dal numero di cellule staminali insufficiente per il trapianto in pazienti adulti di peso corporeo superiore ai 50 chilogrammi. Per ovviare a tale limite sono in corso diversi filoni di ricerca: da un lato l'espansione in vitro del numero di cellule staminali, dall'altro l'uso contemporaneo di piu' unita' di sangue placentare per lo stesso paziente, sfruttando il minor grado di compatibilita' Hla necessario rispetto alle cellule staminali dell'adulto".
"La raccolta e la conservazione delle cellule di cordone ombelicale -spiega il dottor Agostino Rossi, che dirige il Servizio di Immunoematologia e Trasfusione dell'Ospedale di Piacenza dove si trova la Banca del Cordone Ombelicale- inizia con una fase di promozione della donazione, in cui e' fortemente impegnata Adisco. Segue poi il prelievo del cordone durante il parto, con il coinvolgimento delle ostetriche delle Unita' Operative di Ostetricia e Ginecologia di Piacenza e Fiorenzuola, quindi la valutazione e il congelamento delle cellule cordonali, compito svolto dal Servizio di Immunoematologia dell'Ospedale di Piacenza".
"Il sangue cordonale e' utilizzato nel trattamento di leucemie e di malattie congenite delle cellule del sangue, ad esempio la talassemia, per il trapianto di midollo in eta' pediatrica e, meno frequentemente, per il trapianto nell'adulto. Considerata la difficolta' abitualmente incontrata per trovare un donatore compatibile, il paziente che necessita di trapianto di midollo puo' vivere in localita' anche molto lontane dal punto in cui e' conservato il sangue cordonale".
"Il principale limite -conclude il medico- e' costituito dal numero di cellule staminali insufficiente per il trapianto in pazienti adulti di peso corporeo superiore ai 50 chilogrammi. Per ovviare a tale limite sono in corso diversi filoni di ricerca: da un lato l'espansione in vitro del numero di cellule staminali, dall'altro l'uso contemporaneo di piu' unita' di sangue placentare per lo stesso paziente, sfruttando il minor grado di compatibilita' Hla necessario rispetto alle cellule staminali dell'adulto".
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