Italia. Carta deontologica per giornalisti medico-scientifici
Il Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia sta lavorando all'elaborazione di una Carta Deontologica sull'informazione bio-medica. Lo ha reso noto lo scorso febbraio il presidente, Franco Abruzzo, affermando di aver accolto una proposta del Gruppo 2003, associazione che riunisce gli scienziati italiani che lavorano in Italia e che figurano negli elenchi dei ricercatori piu' citati al mondo nella letteratura scientifica.
Abruzzo ne ha parlato al convegno 'Scienza e Media, un tormentato rapporto: il caso della salute', tenutosi al centro congressi MIC di fieramilanocity. Il convegno, organizzato dalla Fondazione Carlo Erba e dal Gruppo 2003, con il patrocinio dell' Ordine dei Giornalisti della Lombardia, e' uno degli appuntamenti di 'Aspettando MilanoCheckUp', ciclo d'incontri con protagonisti del mondo della salute in vista di MilanoCheckUp, rassegna della ricerca, medicina e sanita' che si terra' nel quartiere fieramilano di Rho dal 6 al 9 giugno.
'Offrire un'informazione corretta e trasparente nel settore bio-medico -ha affermato Pier Mannuccio Mannucci (Universita' di Milano), Presidente del Gruppo 2003- e' questione di grande attualita' e di primaria importanza. Ogni comunicazione medica che i media diffondono suscita grande interesse da parte dei lettori e va a toccare la loro emotivita' e ad influenzare le aspettative di vita e di guarigione. E' importante mettere a punto la carta etica soprattutto in questo momento storico, in cui la sanita' e' piu' che mai 'sotto esame' e una comunicazione errata, sensazionalistica e superficiale, potrebbe offuscare tutto quello che di buono i centri di ricerca e di cura hanno fatto finora e stanno continuando a fare'.
Il convegno, concluso con una lettura di Lawrence Altman, giornalista medico scientifico del New York Times, ha visto la partecipazione dei giornalisti scientifici di diverse testate italiane, da Luciano Onder (Rai) a Riccardo Renzi (Corriere Salute), Gianna Milano (Panorama), Roberto Satolli (Agenzia Zadig) e di scienziati, dallo stesso Mannucci a Silvio Garattini (Mario Negri), Giuseppe Remuzzi (Negri Bergamo) Francesco Cavalli (Istituto Oncologico Svizzera Italiana), Elena Cattaneo (Universita' di Milano), Alberto Mantovani (Humanitas), Ernesto Carafoli (Universita' di Padova).
Molti scienziati hanno criticato l' operato delle agenzie internazionali del farmaco come FDA ed EMEA (in particolare sul via libera a nuovi costosissimi farmaci biologici in oncologia, senza i presupposti in termini di significativo miglioramento delle condizioni dei malati). Cosi' come si sono sentite critiche alle riviste scientifiche internazionali (ad esempio per il credito malriposto da Science ai lavori del ricercatore sudcoreano Hwang Woo-Suk, prima che si scoprisse che aveva falsificato i suoi dati sulle cellule staminali embrionali). Ma qualche giornalista si e' chiamato fuori dalla responsabilita' di aver dato informazioni sensazionalistiche, soprattutto quando il sensazionalismo puo' essere giustificato dall' autorevolezza della fonte che commette l'errore.
Abruzzo ne ha parlato al convegno 'Scienza e Media, un tormentato rapporto: il caso della salute', tenutosi al centro congressi MIC di fieramilanocity. Il convegno, organizzato dalla Fondazione Carlo Erba e dal Gruppo 2003, con il patrocinio dell' Ordine dei Giornalisti della Lombardia, e' uno degli appuntamenti di 'Aspettando MilanoCheckUp', ciclo d'incontri con protagonisti del mondo della salute in vista di MilanoCheckUp, rassegna della ricerca, medicina e sanita' che si terra' nel quartiere fieramilano di Rho dal 6 al 9 giugno.
'Offrire un'informazione corretta e trasparente nel settore bio-medico -ha affermato Pier Mannuccio Mannucci (Universita' di Milano), Presidente del Gruppo 2003- e' questione di grande attualita' e di primaria importanza. Ogni comunicazione medica che i media diffondono suscita grande interesse da parte dei lettori e va a toccare la loro emotivita' e ad influenzare le aspettative di vita e di guarigione. E' importante mettere a punto la carta etica soprattutto in questo momento storico, in cui la sanita' e' piu' che mai 'sotto esame' e una comunicazione errata, sensazionalistica e superficiale, potrebbe offuscare tutto quello che di buono i centri di ricerca e di cura hanno fatto finora e stanno continuando a fare'.
Il convegno, concluso con una lettura di Lawrence Altman, giornalista medico scientifico del New York Times, ha visto la partecipazione dei giornalisti scientifici di diverse testate italiane, da Luciano Onder (Rai) a Riccardo Renzi (Corriere Salute), Gianna Milano (Panorama), Roberto Satolli (Agenzia Zadig) e di scienziati, dallo stesso Mannucci a Silvio Garattini (Mario Negri), Giuseppe Remuzzi (Negri Bergamo) Francesco Cavalli (Istituto Oncologico Svizzera Italiana), Elena Cattaneo (Universita' di Milano), Alberto Mantovani (Humanitas), Ernesto Carafoli (Universita' di Padova).
Molti scienziati hanno criticato l' operato delle agenzie internazionali del farmaco come FDA ed EMEA (in particolare sul via libera a nuovi costosissimi farmaci biologici in oncologia, senza i presupposti in termini di significativo miglioramento delle condizioni dei malati). Cosi' come si sono sentite critiche alle riviste scientifiche internazionali (ad esempio per il credito malriposto da Science ai lavori del ricercatore sudcoreano Hwang Woo-Suk, prima che si scoprisse che aveva falsificato i suoi dati sulle cellule staminali embrionali). Ma qualche giornalista si e' chiamato fuori dalla responsabilita' di aver dato informazioni sensazionalistiche, soprattutto quando il sensazionalismo puo' essere giustificato dall' autorevolezza della fonte che commette l'errore.
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