Italia. Centri di ricerca scrivono a Mussi: siamo senza fondi
A Milano sono otto, ma fanno parte di un network di 55 centri distribuiti su tutto il territorio italiano: sono i poli di eccellenza scientifica al 100% Made in Italy.
Centri di ricerca in cui studiosi provenienti da tutto il mondo fanno passi da gigante nella ricerca bio e nanotecnologica, biochimica, medica ma anche sulle reti di comunicazione, i problemi climatici e la linguistica. Centri che pero' fanno fatica ad arrivare alla fine del mese per scarsezza di fondi.
Cosi' "Geo", il mensile Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Fiona Diwan, e' andato a esplorare quattro di questi centri in cui gli studiosi si applicano con dedizione e professionalita' non solo alla ricerca di base, ma anche allo studio delle sue possibili interazioni con il mercato ed ha rivolto un appello al ministro Fabio Mussi: rinnovate l'invio di fondi.
Per esempio al Cefriel, centro di eccellenza unico in Italia nel suo genere nel settore dell'Information & Communication Technology (Ict), la ricerca, riferisce il periodico, si coniuga con le richieste del mercato.
La sua missione e' trasformare le nuovissime tecnologie appena scoperte in prototipi di nuovi prodotti, cosi' da trasferire l'innovazione alle imprese garantendo loro l'accesso alle nuove tecnologie. Il centro, pero', non riceve alcun finanziamento a fondo perduto, ma si regge integrando e valorizzando esperienze e competenze del mondo dell'universita', della Regione Lombardia e di 15 tra le piu' importanti aziende Ict operanti in Italia.
Il caso del Cefriel non e' isolato: tutti i centri che "Geo" ha visitato, riferisce ancora il periodico, sono costretti a cavarsela da soli dal momento che non ricevono alcun aiuto finanziario da parte del Ministero dell'Universita' e della Ricerca. Il Ministero ha stanziato nel 2000 un finanziamento triennale a favore delle start up dei centri italiani di ricerca, supportandoli a livello logistico e nel lancio dei progetti. Alla fine di questo periodo pero', prosegue il giornale, non sono stati previsti ulteriori aiuti ne' il controllo dei risultati effettivamente raggiunti con l'impiego di quei fondi. E non finisce qui.
All'Igier, l'Innocenzo Gasparini Institute for Economic Research, i "laboratori" sono i seminari che vedono riuniti membri affiliati e ospiti illustri a confrontarsi su temi che vanno dalla macroeconomia all'econometria, dalla teoria dei giochi all'economia di sviluppo. Qui, fare ricerca di eccellenza significa concentrare le energie su temi singoli di proprio interesse, senza dover necessariamente seguire dei filoni generali. Un esempio per tutti e' Roberto Perotti, direttore dell'Igier e professore alla Bocconi, che sta terminando il report sulle politiche di bilancio di alcuni Paesi in via di sviluppo, commissionatogli dalla Banca Mondiale. E ancora.
Al Cermac, il Centro di Eccellenza di Risonanza Magnetica ad Alto Campo, gli scienziati studiano il sistema nervoso centrale: cervello, cervelletto, e midollo spinale. Qui, grazie a un sofisticatissimo tomografo a tre tesla, il team di neuroscienziati, psichiatri e cognitivisti fa passi da gigante nel campo della sclerosi multipla.
Ma il fiore all'occhiello di questo centro e' la ricerca condotta l'anno scorso sulle cellule staminali, che ha permesso al dottor Politi e altri ricercatori del San Raffaele di monitorare grazie alla modificazione del loro campo magnetico il percorso che le cellule staminali compiono quando riconoscono una lesione.
Non cambia l'ambito di ricerca al Cisi, il Centro Interdisciplinare Studi Bio-molecolari e Applicazioni Industriali, che appartiene all'Universita' Statale di Milano. Qui la ricerca si focalizza sulla creazione di molecole capaci di inibire la proliferazione dei tumori. Anche in questo caso, racconta il perodico, i direttori dei centri hanno dovuto improvvisarsi imprenditori per sopperire alla mancanza di investimenti da parte dello stato.
"Eppure -conclude il periodico- la ricerca italiana ha dimostrato grandi potenzialita': il modello Cefriel, ad esempio, e' stato presentato a Singapore a investitori privati e aziende pubbliche per poter essere adottato anche da brand internazionali. La ricerca pubblica ha bisogno dunque di essere finanziata: solo cosi' agli scienziati possono essere fornite le possibilita' e gli strumenti adeguati per continuare a prendersi cura del futuro dell'umanita'".
Info: www.geo.it
Centri di ricerca in cui studiosi provenienti da tutto il mondo fanno passi da gigante nella ricerca bio e nanotecnologica, biochimica, medica ma anche sulle reti di comunicazione, i problemi climatici e la linguistica. Centri che pero' fanno fatica ad arrivare alla fine del mese per scarsezza di fondi.
Cosi' "Geo", il mensile Gruner+Jahr/Mondadori diretto da Fiona Diwan, e' andato a esplorare quattro di questi centri in cui gli studiosi si applicano con dedizione e professionalita' non solo alla ricerca di base, ma anche allo studio delle sue possibili interazioni con il mercato ed ha rivolto un appello al ministro Fabio Mussi: rinnovate l'invio di fondi.
Per esempio al Cefriel, centro di eccellenza unico in Italia nel suo genere nel settore dell'Information & Communication Technology (Ict), la ricerca, riferisce il periodico, si coniuga con le richieste del mercato.
La sua missione e' trasformare le nuovissime tecnologie appena scoperte in prototipi di nuovi prodotti, cosi' da trasferire l'innovazione alle imprese garantendo loro l'accesso alle nuove tecnologie. Il centro, pero', non riceve alcun finanziamento a fondo perduto, ma si regge integrando e valorizzando esperienze e competenze del mondo dell'universita', della Regione Lombardia e di 15 tra le piu' importanti aziende Ict operanti in Italia.
Il caso del Cefriel non e' isolato: tutti i centri che "Geo" ha visitato, riferisce ancora il periodico, sono costretti a cavarsela da soli dal momento che non ricevono alcun aiuto finanziario da parte del Ministero dell'Universita' e della Ricerca. Il Ministero ha stanziato nel 2000 un finanziamento triennale a favore delle start up dei centri italiani di ricerca, supportandoli a livello logistico e nel lancio dei progetti. Alla fine di questo periodo pero', prosegue il giornale, non sono stati previsti ulteriori aiuti ne' il controllo dei risultati effettivamente raggiunti con l'impiego di quei fondi. E non finisce qui.
All'Igier, l'Innocenzo Gasparini Institute for Economic Research, i "laboratori" sono i seminari che vedono riuniti membri affiliati e ospiti illustri a confrontarsi su temi che vanno dalla macroeconomia all'econometria, dalla teoria dei giochi all'economia di sviluppo. Qui, fare ricerca di eccellenza significa concentrare le energie su temi singoli di proprio interesse, senza dover necessariamente seguire dei filoni generali. Un esempio per tutti e' Roberto Perotti, direttore dell'Igier e professore alla Bocconi, che sta terminando il report sulle politiche di bilancio di alcuni Paesi in via di sviluppo, commissionatogli dalla Banca Mondiale. E ancora.
Al Cermac, il Centro di Eccellenza di Risonanza Magnetica ad Alto Campo, gli scienziati studiano il sistema nervoso centrale: cervello, cervelletto, e midollo spinale. Qui, grazie a un sofisticatissimo tomografo a tre tesla, il team di neuroscienziati, psichiatri e cognitivisti fa passi da gigante nel campo della sclerosi multipla.
Ma il fiore all'occhiello di questo centro e' la ricerca condotta l'anno scorso sulle cellule staminali, che ha permesso al dottor Politi e altri ricercatori del San Raffaele di monitorare grazie alla modificazione del loro campo magnetico il percorso che le cellule staminali compiono quando riconoscono una lesione.
Non cambia l'ambito di ricerca al Cisi, il Centro Interdisciplinare Studi Bio-molecolari e Applicazioni Industriali, che appartiene all'Universita' Statale di Milano. Qui la ricerca si focalizza sulla creazione di molecole capaci di inibire la proliferazione dei tumori. Anche in questo caso, racconta il perodico, i direttori dei centri hanno dovuto improvvisarsi imprenditori per sopperire alla mancanza di investimenti da parte dello stato.
"Eppure -conclude il periodico- la ricerca italiana ha dimostrato grandi potenzialita': il modello Cefriel, ad esempio, e' stato presentato a Singapore a investitori privati e aziende pubbliche per poter essere adottato anche da brand internazionali. La ricerca pubblica ha bisogno dunque di essere finanziata: solo cosi' agli scienziati possono essere fornite le possibilita' e gli strumenti adeguati per continuare a prendersi cura del futuro dell'umanita'".
Info: www.geo.it
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