Italia. Cgil: permessi di soggiorno alle Poste "un fallimento"
Sembra non aver dato buoni frutti l'esperimento di affidare alle Poste il servizio di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno elettronici. In una nota, infatti, Augusto Casagrandi, direttore Inca-Cgil di Modena, e Norma Lugli, responsabile del Centro lavoratori stranieri Cgil sotto la Ghirlandina, rispediscono al mittente (il ministero dell'Interno) l'iniziativa. "La sperimentazione in cinque province italiane non e' ne' conclusa ne' soddisfacente- scrivono- critichiamo fortemente l'assegnazione di questo servizio a Poste italiane, alla luce del decreto flussi 2006, che ha peggiorato i tempi di trattazione delle domande": quelle presentate a marzo, sottolineano gli esponenti della Cgil, "cominciano a trovare risposta solo in queste ultime settimane".
Da parte del sindacato viene invece confermata "la validita' di attribuire agli enti locali le funzioni per la consegna di tutti i rinnovi dei permessi di soggiorno", per motivi di lavoro subordinato o autonomo, di famiglia, per studio, turismo e motivi religiosi. In particolare, l'Inca-Cgil di Modena critica la nuova procedura perche' "vanifica lo sforzo per snellire le pratiche e le file davanti agli uffici", dal momento che il nuovo permesso elettronico puo' essere rilasciato solo dalla Questura. Inoltre, proseguono Casagrandi e Lugli, "siamo ancora in attesa di risposte dal ministero per quanto riguarda la definizione di tempi certi per il rilascio dei propri documenti, il contenimento dei costi a carico del cittadino straniero (per ottenere il permesso di soggiorno elettronico servono oltre 70 euro, ndr) e la possibilita' per i patronati di poter avere chiarimenti sulle pratiche che non vanno a buon fine".
Da parte del sindacato viene invece confermata "la validita' di attribuire agli enti locali le funzioni per la consegna di tutti i rinnovi dei permessi di soggiorno", per motivi di lavoro subordinato o autonomo, di famiglia, per studio, turismo e motivi religiosi. In particolare, l'Inca-Cgil di Modena critica la nuova procedura perche' "vanifica lo sforzo per snellire le pratiche e le file davanti agli uffici", dal momento che il nuovo permesso elettronico puo' essere rilasciato solo dalla Questura. Inoltre, proseguono Casagrandi e Lugli, "siamo ancora in attesa di risposte dal ministero per quanto riguarda la definizione di tempi certi per il rilascio dei propri documenti, il contenimento dei costi a carico del cittadino straniero (per ottenere il permesso di soggiorno elettronico servono oltre 70 euro, ndr) e la possibilita' per i patronati di poter avere chiarimenti sulle pratiche che non vanno a buon fine".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti