Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Coldiretti: no a carni clonate a tavola, lo dicono i sondaggi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sta per partire la consultazione pubblica che portera' entro il prossimo febbraio a formulare il parere scientifico sulla sicurezza alimentare degli animali clonati da parte dell' Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che potrebbe aprire la strada in Europa alla vendita di formaggi, latte e carne provenienti dai 'parenti' della pecora Dolly. E' questo l'allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base del programma di lavoro definito dall'Efsa per rispondere alla Commissione europea che nell'aprile scorso 'ha chiesto all'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di valutare sotto il profilo scientifico la sicurezza alimentare e al Gruppo europeo sull'etica di aggiornare il loro parere sulla tecnica della clonazione che si prepara a uscire dai confini della semplice ricerca'. Un richiesta formulata dopo che -sottolinea la Coldiretti- negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (Fda) ha gia' dato l'autorizzazione alla libera circolazione degli alimenti frutto delle clonazioni che non dovranno essere distinti dagli altri con etichette particolari. Il parere dell'Agenzia Europea riguardera' la sicurezza nel consumo di carne e latte provenienti da mucche, maiali, capre e pecore clonate senza affrontare aspetti etici di competenza del Gruppo Europeo sull'etica. La clonazione riguarda infatti gia' molti animali da allevamento e, tra l'altro, e' stata annunciata recentemente la clonazione 'stabile' di un maiale per quattro generazioni dal genetista giapponese Hiroshi Nagashima dell'Universita' Meiji di Tokyo, mentre sperimentazioni sono state effettuate anche in Italia con il toro Galileo, la cavalla Prometea e anche un muflone selvatico. Secondo una indagine descrittiva on line condotta sul sito clicca qui si evidenzia che una netta maggioranza del 55 per cento ritiene necessario che l'Italia e l'Europa proibiscano sempre la possibilita' di vendita di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati. Si evidenzia peraltro che per ben il 36 percento degli interpellati e' necessario che l'Italia e l'Europa consentano la vendita di questi alimenti con una etichettatura obbligatoria che permetta ai consumatori di distinguerli. Solamente l'8 percento ritiene che la scienza abbia dimostrato che questi alimenti sono perfettamente equivalenti agli altri ed e' quindi necessario consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione, mentre l'1 per cento non e' in grado di dare una risposta.
La forte opposizione dei cittadini dimostrata da sondaggi analoghi negli Stati Uniti ha convinto la Dean Food , principale industria casearia degli Stati Uniti, a non utilizzare il latte prodotto da mucche clonate sebbene il verdetto della Food and Drug Administration (Fda) stabilisca che non ci sono differenze tra mucche, maiali e pecore clonate rispetto agli animali tradizionali. Una decisione che e' stata presa anche da aziende piu' piccole nel timore di andare incontro a un calo delle vendite. Si tratta di una evidente dimostrazione che occorre intervenire al piu' presto con una adeguata regolamentazione per escludere che latte, formaggi e carne arrivino inconsapevolmente nel piatto dei cittadini. Si tratta - conclude la Coldiretti - di un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori pone evidenti perplessita' di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi.
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