Italia. Dopo L'Espresso, Famiglia Cristiana ospita Martini e Marino
'La via del dialogo non vuole mai mettere in discussione, ne' tanto meno svendere, principi non negoziabili'. Lo mettono in chiaro, in una intervista a una voce rilasciata al direttore di 'Famiglia Cristiana', il cardinale Carlo Maria Martini e lo scienziato Ignazio Marino dopo l'eco e le conseguenti polemiche seguite al loro colloquio sui temi della vita, pubblicato sulle pagine dell'Espresso. A distanza di qualche settimana, Famiglia Cristiana li ha interpellati 'per capire meglio il senso delle loro affermazioni, al di la' di qualche forzatura dei media che lasciavano intendere che si fossero aperti dei varchi su punti fermi della morale cristiana a riguardo della vita, dal suo inizio (cellule staminali, fecondazione assistita, aborto...) alla sua fine (eutanasia), passando per l'uso del preservativo per combattere l'Aids e l'adozione per i single'.
'Piu' profondamente -spiegano i due protagonisti del lungo colloquio sulla bioetica- siamo stati mossi dal fatto che viviamo in un momento particolare della condizione storica dell'uomo in cui il progresso scientifico ha rivoluzionato la posizione dell'essere umano nei confronti della vita, della malattia e della morte. Questo dialogo vuole dunque rivolgersi alle persone di buona volonta', qualunque sia il loro credo, che hanno desiderio di riflettere sulle loro certezze e sui loro dubbi e di trovare ragioni per credere nella vita e rispettarla maggiormente.
Agli scienziati e ai ricercatori viene poi chiesta con fermezza un'assunzione di particolare responsabilita' in tutto cio' che riguarda la vita, il suo inizio e la sua fine'.
Il cardinale e lo scienziato si aspettavano una vasta eco al loro dialogo ma non tutti hanno cercato di capire le loro ragioni riportando in alcune circostanze in maniera errata il loro pensiero.
'La via del dialogo -precisano al settimanale cattolico- non vuole mai mettere in questione, ne' tanto meno svendere, principi non negoziabili, ma semplicemente contribuire alla circolazione di idee e di posizioni volte a individuare punti delicati, su cui c'e' il rischio di cadere in facili contrapposizioni e/o strumentalizzazioni che creano fratture nella societa'. Se il ragionamento viene condotto onestamente e con spirito di sincera apertura abbiamo fiducia che sia possibile individuare percorsi comuni o perlomeno non troppo divergenti'.
'Alcune di quelle cose che sono state presentate da qualche organo di stampa come presunte aperture -spiegano ancora Martini e Marino- sono per lo piu' frutto di cattiva interpretazione, fatta da chi non ha letto il dialogo per intero ma si e' accontentato di qualche stralcio. Talora vi potrebbe essere stata anche una strumentalizzazione da parte di chi sostiene il principio di una liberalizzazione assoluta, al quale siamo certamente contrari. In merito all'uso del preservativo per i malati di Aids, avevamo precisato che esso 'puo' costituire in certe situazioni un male minore'. Non si tratta quindi di promuovere indiscriminatamente tale mezzo, semmai e' sempre piu' necessario educare a comportamenti responsabili e a una corretta e rispettosa espressione della propria sessualita'.
Quanto all'adozione per i single, il punto di partenza e' l'assicurazione di una crescita serena al bambino adottato.
Si capisce che il meglio e' una famiglia composta da un uomo e una donna. Ci si e' pero' interrogati se, in mancanza di essa, si poteva immaginare l'adozione per i single. Non abbiamo escluso tale possibilita', ma da leggersi sempre nell'ottica del bene del bambino, quindi con tutti i limiti del caso'. Inoltre 'L'affermazione che 'la prosecuzione della vita umana fisica non e' di per se' il principio primo e assoluto' si trova nel Vangelo: 'Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima'. Quindi l'anima vale piu' del corpo, l'eternita' vale piu' del tempo. E' in questa chiamata all'eternita' che sta il valore profondo della dignita' umana. Ma, anche chi non la riconosce per fede, puo' cogliere che c'e' nel mistero della vita umana qualcosa che supera la realta' delle cose di ogni giorno e richiede un immenso rispetto, evitando qualunque cosa che sia contro la vita'. Infine il cardinale Martini e Marino concludono: 'Nel momento legislativo tutti sono cittadini e ciascuno deve esprimere e sostenere con sincerita', liberta' e coraggio il proprio parere e le proprie ragioni. Noi abbiamo fiducia che le ragioni che si riferiscono alla dignita' umana intesa in senso pieno e alla tutela dei diritti umani, in particolare delle realta' piu' deboli, possono essere capite da tutti.
Certo la complessita' dei problemi e la lentezza delle istanze legislative potranno portare sempre a un certo pluralismo legislativo. Pero' occorrera' guardare ogni volta di piu' ai valori comuni in maniera che essi siano fondamento delle leggi civili. Una comunita' sta insieme soltanto grazie al riconoscimento di alcuni valori intoccabili'.
'Piu' profondamente -spiegano i due protagonisti del lungo colloquio sulla bioetica- siamo stati mossi dal fatto che viviamo in un momento particolare della condizione storica dell'uomo in cui il progresso scientifico ha rivoluzionato la posizione dell'essere umano nei confronti della vita, della malattia e della morte. Questo dialogo vuole dunque rivolgersi alle persone di buona volonta', qualunque sia il loro credo, che hanno desiderio di riflettere sulle loro certezze e sui loro dubbi e di trovare ragioni per credere nella vita e rispettarla maggiormente.
Agli scienziati e ai ricercatori viene poi chiesta con fermezza un'assunzione di particolare responsabilita' in tutto cio' che riguarda la vita, il suo inizio e la sua fine'.
Il cardinale e lo scienziato si aspettavano una vasta eco al loro dialogo ma non tutti hanno cercato di capire le loro ragioni riportando in alcune circostanze in maniera errata il loro pensiero.
'La via del dialogo -precisano al settimanale cattolico- non vuole mai mettere in questione, ne' tanto meno svendere, principi non negoziabili, ma semplicemente contribuire alla circolazione di idee e di posizioni volte a individuare punti delicati, su cui c'e' il rischio di cadere in facili contrapposizioni e/o strumentalizzazioni che creano fratture nella societa'. Se il ragionamento viene condotto onestamente e con spirito di sincera apertura abbiamo fiducia che sia possibile individuare percorsi comuni o perlomeno non troppo divergenti'.
'Alcune di quelle cose che sono state presentate da qualche organo di stampa come presunte aperture -spiegano ancora Martini e Marino- sono per lo piu' frutto di cattiva interpretazione, fatta da chi non ha letto il dialogo per intero ma si e' accontentato di qualche stralcio. Talora vi potrebbe essere stata anche una strumentalizzazione da parte di chi sostiene il principio di una liberalizzazione assoluta, al quale siamo certamente contrari. In merito all'uso del preservativo per i malati di Aids, avevamo precisato che esso 'puo' costituire in certe situazioni un male minore'. Non si tratta quindi di promuovere indiscriminatamente tale mezzo, semmai e' sempre piu' necessario educare a comportamenti responsabili e a una corretta e rispettosa espressione della propria sessualita'.
Quanto all'adozione per i single, il punto di partenza e' l'assicurazione di una crescita serena al bambino adottato.
Si capisce che il meglio e' una famiglia composta da un uomo e una donna. Ci si e' pero' interrogati se, in mancanza di essa, si poteva immaginare l'adozione per i single. Non abbiamo escluso tale possibilita', ma da leggersi sempre nell'ottica del bene del bambino, quindi con tutti i limiti del caso'. Inoltre 'L'affermazione che 'la prosecuzione della vita umana fisica non e' di per se' il principio primo e assoluto' si trova nel Vangelo: 'Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima'. Quindi l'anima vale piu' del corpo, l'eternita' vale piu' del tempo. E' in questa chiamata all'eternita' che sta il valore profondo della dignita' umana. Ma, anche chi non la riconosce per fede, puo' cogliere che c'e' nel mistero della vita umana qualcosa che supera la realta' delle cose di ogni giorno e richiede un immenso rispetto, evitando qualunque cosa che sia contro la vita'. Infine il cardinale Martini e Marino concludono: 'Nel momento legislativo tutti sono cittadini e ciascuno deve esprimere e sostenere con sincerita', liberta' e coraggio il proprio parere e le proprie ragioni. Noi abbiamo fiducia che le ragioni che si riferiscono alla dignita' umana intesa in senso pieno e alla tutela dei diritti umani, in particolare delle realta' piu' deboli, possono essere capite da tutti.
Certo la complessita' dei problemi e la lentezza delle istanze legislative potranno portare sempre a un certo pluralismo legislativo. Pero' occorrera' guardare ogni volta di piu' ai valori comuni in maniera che essi siano fondamento delle leggi civili. Una comunita' sta insieme soltanto grazie al riconoscimento di alcuni valori intoccabili'.
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