Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Due cordoni per curare la leucemia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Le cellule staminali di due cordoni ombelicali hanno ridato la vita ad un ragazzo bulgaro di 19 anni ammalato di leucemia. L'intervento, eseguito per la prima volta nella regione Lazio, all'ospedale San Camillo, e' il secondo caso italiano. L'esito e' stato positivo e dopo circa un mese dal giorno in cui e' stato eseguito il trapianto, i medici hanno avuto la conferma dell'attecchimento delle cellule.
La particolarita' della procedura consiste nel fatto che sono state utilizzate cellule staminali prelevate da due diversi cordoni ombelicali, invece di uno solo come avviene abitualmente. Una scelta obbligata dal momento che un solo cordone non era sufficiente: "Il cordone ombelicale -ha spiegato il professor Ignazio Maiolino, direttore del reparto di ematologia del San Camillo di Roma- e' un'eccellente fonte di cellule staminali ma in piccolo numero per cui non sufficienti a garantire l'attecchimento in pazienti che pesano piu' di quaranta chili. Poter ricorrere a due fonti diverse ha aperto la possibiita' del trapianto anche per il nostro paziente, che e' alto due metri".
Per il giovane, ammalato di una grave forma di leucemia, non ci sarebbe stata speranza senza questo innovativo tipo di trapianto di cellule. Il suo pero' non e' un caso isolato, si calcola infatti che solo il 25% delle persone che si ammalano di leucemia trova un donatore compatibile all'interno del nucleo familiare e un altro 40% lo trova nei registri internazionali dei donatori, mentre per il restante 35% non esistono valide opportunita' di cura. "L'utilizzo di due cordoni ombelicali non crea particolari problemi di compatibilita', per lo meno non maggiori rispetto all'utilizzo di un solo cordone e quindi puo' rappresentare una nuova opportunita' per un gran numero di pazienti che fino ad oggi venivano esclusi dal trapianto per motivi di peso e di dimensioni corporee". Il paziente trapiantato e' tuttora ricoverato al San Camillo in camera sterile dove restera' per le prossime due settimane, tenuto sotto stretta osservazione dalla dottoressa Anna Locasciulli, la pediatra che ha eseguito l'intervento.
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