Italia. Fecondazione, in crescita il numero dei contrari alla legge
Il 56% degli italiani rispetto al 68% dello scorso dicembre, e' d'accordo con la legge sulla procreazione assistita nel punto in cui prevede la possibilita' di accedere a tale tecnica solo per le coppie sposate, conviventi ed eterosessuali. Crescono invece il dissenso e i dubbi su vari punti del provvedimento e gli incerti sono sempre piu' numerosi.
Il dato emerge da un sondaggio sulla fecondazione assistita curato dall'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione (Ispo), e illustrato dalle parlamentari dell'opposizione in occasione della presentazione della manifestazione nazionale contro la legge sulla procreazione assistita in programma per il 24 gennaio a Roma.
I risultati del sondaggio -svolto a gennaio su un campione di 4.303 soggetti- sono stati confrontati con quelli di un analogo sondaggio effettuato dall'Ispo per il Corriere della Sera, su un campione di 800 italiani, lo scorso dicembre.
Nell'arco di un mese, "l'atteggiamento dell'opinione pubblica e' cambiato e il netto accordo registrato nel dicembre scorso si fa oggi piu' sfumato". Scende infatti dal 68% al 56% la percentuale di intervistati favorevoli alla possibilita' di accesso alla fecondazione assistita solo per le coppie sposate, conviventi ed eterosessuali. I contrari rimangono sostanzialmente stabili (dal 28% al 26%), mentre cresce notevolmente l'area della "perplessita'": sale infatti di ben 14 punti la percentuale dei 'non so' (dal 4% al 18%). Il sondaggio ha quindi rilevato una aumento degli incerti, soprattutto sui punti piu' 'caldi' della legge, che sara' a febbraio all'esame della Camera. A proposito del divieto di controlli su eventuali malformazioni dell'embrione prima dell'impianto, ad esempio, la percentuale di chi non esprime un'opinione sale dal 4% al 22%. I favorevoli rappresentano il 19%, mentre la maggioranza (59%) si e' detta contraria a tale norma. Quanto al divieto di inseminazione eterologa, gli incerti crescono dal 12% al 27%, i favorevoli raggiungono il 32% (erano il 41% a dicembre) e la maggioranza si dice invece contraria (41% contro il 47% dello scorso dicembre).
I 'non so' aumentano anche rispetto al divieto di congelamento degli embrioni: dall'8% al 25%. Il 35% del campione e' invece d'accordo nel non limitare il numero di ovuli fecondati e nel congelamento degli embrioni (43% a dicembre), contro il 23% che sostiene la necessita' di limitare tale numero per legge (36% a dicembre).
Nei confronti di alcuni contenuti della legge si registra dunque un "aumento dell'ostilita'", sottolineano i curatori dell'indagine, mentre l'aumento percentuale dei 'non so' si spiega con lo "scarso rilievo che i media danno in questo momento al tema della fecondazione assistita e con il conseguente calo di attenzione da parte della popolazione".
"L'incertezza aumenta -ha commentato la deputata Ds Elena Montecchi- per un giudizio negativo sui contenuti della legge; in altre parole, piu' si conoscono i contenuti, piu' si e' contrari". Risultati, quelli del sondaggio, che secondo le parlamentari danno l'idea dell'atmosfera di forte dubbio che regna nell'opinione pubblica. Un lavoro "importante", per realizzare il quale, ha precisato Montecchi, "abbiamo deciso di autotassarci, con un contributo di 100 euro ciascuna".
Il dato emerge da un sondaggio sulla fecondazione assistita curato dall'Istituto per gli studi sulla pubblica opinione (Ispo), e illustrato dalle parlamentari dell'opposizione in occasione della presentazione della manifestazione nazionale contro la legge sulla procreazione assistita in programma per il 24 gennaio a Roma.
I risultati del sondaggio -svolto a gennaio su un campione di 4.303 soggetti- sono stati confrontati con quelli di un analogo sondaggio effettuato dall'Ispo per il Corriere della Sera, su un campione di 800 italiani, lo scorso dicembre.
Nell'arco di un mese, "l'atteggiamento dell'opinione pubblica e' cambiato e il netto accordo registrato nel dicembre scorso si fa oggi piu' sfumato". Scende infatti dal 68% al 56% la percentuale di intervistati favorevoli alla possibilita' di accesso alla fecondazione assistita solo per le coppie sposate, conviventi ed eterosessuali. I contrari rimangono sostanzialmente stabili (dal 28% al 26%), mentre cresce notevolmente l'area della "perplessita'": sale infatti di ben 14 punti la percentuale dei 'non so' (dal 4% al 18%). Il sondaggio ha quindi rilevato una aumento degli incerti, soprattutto sui punti piu' 'caldi' della legge, che sara' a febbraio all'esame della Camera. A proposito del divieto di controlli su eventuali malformazioni dell'embrione prima dell'impianto, ad esempio, la percentuale di chi non esprime un'opinione sale dal 4% al 22%. I favorevoli rappresentano il 19%, mentre la maggioranza (59%) si e' detta contraria a tale norma. Quanto al divieto di inseminazione eterologa, gli incerti crescono dal 12% al 27%, i favorevoli raggiungono il 32% (erano il 41% a dicembre) e la maggioranza si dice invece contraria (41% contro il 47% dello scorso dicembre).
I 'non so' aumentano anche rispetto al divieto di congelamento degli embrioni: dall'8% al 25%. Il 35% del campione e' invece d'accordo nel non limitare il numero di ovuli fecondati e nel congelamento degli embrioni (43% a dicembre), contro il 23% che sostiene la necessita' di limitare tale numero per legge (36% a dicembre).
Nei confronti di alcuni contenuti della legge si registra dunque un "aumento dell'ostilita'", sottolineano i curatori dell'indagine, mentre l'aumento percentuale dei 'non so' si spiega con lo "scarso rilievo che i media danno in questo momento al tema della fecondazione assistita e con il conseguente calo di attenzione da parte della popolazione".
"L'incertezza aumenta -ha commentato la deputata Ds Elena Montecchi- per un giudizio negativo sui contenuti della legge; in altre parole, piu' si conoscono i contenuti, piu' si e' contrari". Risultati, quelli del sondaggio, che secondo le parlamentari danno l'idea dell'atmosfera di forte dubbio che regna nell'opinione pubblica. Un lavoro "importante", per realizzare il quale, ha precisato Montecchi, "abbiamo deciso di autotassarci, con un contributo di 100 euro ciascuna".
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