Italia. Guido Ceronetti: "una carta bioetica a rovescio"
Appassionato intervento del filosofo Guido Ceronetti dalla prima pagina del quotidiano La Stampa del 21 novembre sull'accanimento terapeutico, "parola dal contenuto semanticamente terribile, evoca un branco di lupi affamati attorno a un agnello sanguinante". Un grido di dolore per invertire quella che e' l'attuale impostazione della cura dei malati terminali. Ben vengano le cure palliative, benvenuta la morfina e l'alcaloide, purtroppo ancora oggi troppo poco utilizzate, un "bravi" a "quei medici milanesi che hanno dichiarato di staccare la spina quando ogni luce e' spenta ma resta viva la sofferenza". E poi la proposta.
"Se diamo per scontato, e non solo legittimo ma obbligatorio, che l'Accanimento non va praticato, diventando superflue le raccomandazioni ai curanti e ai familiari -e le carte bioetiche perche' non ci venga fatto questo o quell'esperimento quando e' ora di tirare le cuoia- il diritto assoluto del malato sarebbe di formulare un volere contrario, da rispettare fino in fondo: "Desidero che, pur di tenermi un po' piu' a lungo in vita, mi sia fatto qualsiasi genere di cura" - "Evitatemi sovradosaggi di morfina" - "Non staccate la spina".
Una carta di bioetica alla rovescia. Ma che non siano consultate le famiglie! Nove su dieci le famiglie aggiungono spina a spina, pretendono o passivamente accettano l'Accanimento. Senza dichiarazione scritta o registrata e accertata dell'unica persona interessata alla cosa, cure di compassione soltanto, rientro tra le pareti domestiche, punibile duramente ogni sperimentazione di nuovi farmaci, punibile il medico che ci persuadesse l'inverosimile. I motivi per voler vivere senza il minimo sconto la malattia mortale o i malanni di una intera talvolta lunga vita, possono essere piu' d'uno".
"Se diamo per scontato, e non solo legittimo ma obbligatorio, che l'Accanimento non va praticato, diventando superflue le raccomandazioni ai curanti e ai familiari -e le carte bioetiche perche' non ci venga fatto questo o quell'esperimento quando e' ora di tirare le cuoia- il diritto assoluto del malato sarebbe di formulare un volere contrario, da rispettare fino in fondo: "Desidero che, pur di tenermi un po' piu' a lungo in vita, mi sia fatto qualsiasi genere di cura" - "Evitatemi sovradosaggi di morfina" - "Non staccate la spina".
Una carta di bioetica alla rovescia. Ma che non siano consultate le famiglie! Nove su dieci le famiglie aggiungono spina a spina, pretendono o passivamente accettano l'Accanimento. Senza dichiarazione scritta o registrata e accertata dell'unica persona interessata alla cosa, cure di compassione soltanto, rientro tra le pareti domestiche, punibile duramente ogni sperimentazione di nuovi farmaci, punibile il medico che ci persuadesse l'inverosimile. I motivi per voler vivere senza il minimo sconto la malattia mortale o i malanni di una intera talvolta lunga vita, possono essere piu' d'uno".
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