Italia. Luca Coscioni, il referendum e le elezioni europee
Mentre a Milano una ventina di amministratori locali di Forza Italia nel giro di pochi minuti si sono ritrovati al tendone di piazza San Babila per firmare il referendum contro la legge sulla fecondazione assistita, in Piemonte e' stata inviata una lettera a tutti i segretari regionali e provinciali dei Ds, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Verdi e Sdi. "Insieme possiamo farcela", era l'appello per cercare di coinvolgere le varie forze della sinistra a fare quello sforzo necessario per riuscire a far si' che entro il 13 luglio ci siano le 500 mila firme necessarie alla tenuta del referendum. Ad oggi le firme sono 115 mila.
Subito dopo le elezioni Luca Coscioni, presidente dell'Associazione che porta il suo nome e che si batte per la liberta' di ricerca scientifica aveva spiegato che "non possiamo permetterci di non raccogliere le firme sul referendum".
"L'emozione nel pensare che tutto sommato la barca radicale ha resistito al mare forza nove e non siamo affondati e' molto forte. Ovviamente mancheranno diverse voci radicali ad assicurare la nostra limpida e puntuale presenza all'interno del Parlamento europeo. Ma e' il continuum delle lotte radicali per la laicita', per la democrazia in Europa e in Italia, per la difesa dei diritti civili e politici anche dei piu' deboli, a dare forza alla mancanza numerica dei parlamentari europei radicali.
Non posso che sostenere in questo momento il mio forte pensiero laico su quel dibattito mancato durante la campagna elettorale ma che gia' da subito dobbiamo riportare nella nostra agenda politica quotidiana imponendo con qualsiasi azione quel confronto politico che per alcuni soggetti leader di forze politiche e' stato posticipato nei contenuti e nella partecipazione al dopo elezioni. Dobbiamo verificarne la fondatezza ed il sostegno da subito nella battaglia per abrogare la legge sulla fecondazione assistita.
Se i valori etici provengono dalla coscienza individuale di ciascuno e quindi riguardano la liberta' di scelta, solo una posizione scevra da ogni ipotesi dogmatica e trascendentale puo' garantire veramente la democrazia delle istituzioni, la liberta' di scienza e di coscienza e quindi la stessa responsabilita' morale che questa comporta ma solo nella possibilita' della scelta possibile.
E' urgente e necessaria dunque che la voce radicale possa continuare a sentirsi. La mia vuole esserci e confondersi con tutte le voci dell'area radicale. Non possiamo davvero permetterci di non riuscire a raccogliere le firme per il referendum.
Credo proprio di no almeno alla luce del nostro risultato elettorale di resistenza fisica che e' anche per noi psicologica. Non voglio certamente fermarmi su le considerazioni pre e post elezioni dei leader politici italiani che io chiamerei piuttosto italioti che hanno evidenziato un disagio della intera civilta' europea scissa tra una identita' ancora non ben definita ed la goliardia dei vincitori".
Subito dopo le elezioni Luca Coscioni, presidente dell'Associazione che porta il suo nome e che si batte per la liberta' di ricerca scientifica aveva spiegato che "non possiamo permetterci di non raccogliere le firme sul referendum".
"L'emozione nel pensare che tutto sommato la barca radicale ha resistito al mare forza nove e non siamo affondati e' molto forte. Ovviamente mancheranno diverse voci radicali ad assicurare la nostra limpida e puntuale presenza all'interno del Parlamento europeo. Ma e' il continuum delle lotte radicali per la laicita', per la democrazia in Europa e in Italia, per la difesa dei diritti civili e politici anche dei piu' deboli, a dare forza alla mancanza numerica dei parlamentari europei radicali.
Non posso che sostenere in questo momento il mio forte pensiero laico su quel dibattito mancato durante la campagna elettorale ma che gia' da subito dobbiamo riportare nella nostra agenda politica quotidiana imponendo con qualsiasi azione quel confronto politico che per alcuni soggetti leader di forze politiche e' stato posticipato nei contenuti e nella partecipazione al dopo elezioni. Dobbiamo verificarne la fondatezza ed il sostegno da subito nella battaglia per abrogare la legge sulla fecondazione assistita.
Se i valori etici provengono dalla coscienza individuale di ciascuno e quindi riguardano la liberta' di scelta, solo una posizione scevra da ogni ipotesi dogmatica e trascendentale puo' garantire veramente la democrazia delle istituzioni, la liberta' di scienza e di coscienza e quindi la stessa responsabilita' morale che questa comporta ma solo nella possibilita' della scelta possibile.
E' urgente e necessaria dunque che la voce radicale possa continuare a sentirsi. La mia vuole esserci e confondersi con tutte le voci dell'area radicale. Non possiamo davvero permetterci di non riuscire a raccogliere le firme per il referendum.
Credo proprio di no almeno alla luce del nostro risultato elettorale di resistenza fisica che e' anche per noi psicologica. Non voglio certamente fermarmi su le considerazioni pre e post elezioni dei leader politici italiani che io chiamerei piuttosto italioti che hanno evidenziato un disagio della intera civilta' europea scissa tra una identita' ancora non ben definita ed la goliardia dei vincitori".
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