Italia. Madre Provetta: la legge sulla fecondazione e' tutta da rifare
Largamente "inapplicabile", "punitiva", "oscurantista" e "orribile". Sono di questo tenore i giudizi ascoltati l'11 marzo sul testo di legge sulla procreazione medicalmente assistita (Pma), gia' approvato alla Camera e ora all'esame del Senato, del quale si e' discusso in un incontro promosso a Roma dall'Onlus "Madre Provetta". Spunto dell'incontro il caso di Manuela (nome di fantasia per una giovane donna affetta dalla malattia di Huntington) salito nei giorni scorsi alle cronache e al quale la legge non potrebbe dare risposta e sul quale un gruppo di deputati (prima firmataria Franca Chiaromonte, Democratici di Sinistra) ha presentato nei giorni scorsi una interrogazione al ministro della salute Sirchia.
Proprio l'11, peraltro, la commissione Sanita' del Senato doveva iniziare le votazioni sui circa 400 emendamenti presentanti al testo uscito da Montecitorio tra le ormai consuete polemiche. Un testo che, secondo Monica Soldano, giurista e presidente di Madre Provetta, contiene "troppi dettagli tecnici dettati non da necessita' delle coppie, ma da principi etici". Secondo Soldano, percio', il testo all'esame del Senato, dovrebbe essere modificato innanzitutto per eliminare i divieti previsti per la crioconservazione e la donazione dei gameti nonche' il limite dei 3 embrioni producibili per l'impianto. Un numero, questo, che non permetterebbe neppure di effettuare le analisi genetiche preimpianto per evitare malattie (come nel caso, appunto, Manuela) e per le quali, come ha ricordato Francesca Torricelli, direttore dell'unita' operativa di citogenetica e genetica del Careggi di Firenze, sono necessari almeno 9 embrioni.
La necessita' di profonde modifiche al testo in esame e' stata affermata anche da Vittoria Franco (Ds), senatrice firmataria di un disegno di legge sulla materia, secondo la quale il testo non solo imporrebbe una morale cattolica anche a chi cattolico non e', ma conterrebbe talmente tanti divieti da risultare inapplicabile. Fortemente critica anche Cinzia Caporale, componente del comitato nazionale di bioetica, la quale (intervenendo a titolo personale, ha precisato) ha tra l'altro proposto la costituzione di un'Authority per la bioetica che dovrebbe integrare il CNB. Quello di Manuela, ha quindi sostenuto Caporale, e' il "caso tipico in cui 'naturale e' male' e 'artificiale e' bene"'. Caporale ha percio' invitato a uscire dalla logica "dell'etica condivisa" per, invece, "condividere le regole". Oltretutto, la prossima costituzione europea verosimilmente vanifichera' la legge oggi delineata e gli stessi legislatori rischiano di fare "una brutta figura" perche' potranno essere smentiti da una Corte Europea alla quale potranno fare ricorso coloro che si sentiranno discriminati da questa legge. Da parte sua il senatore Antonio del Pennino (Misto-Pri), componente della commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, ha sostenuto che l'articolato approvato dalla Camera presenta profili di illegittimita' costituzionale in quanto il diritto del concepito "va contemperato con quello della tutela della salute della madre e con quello della liberta' di ricerca". Si spiegano cosi', ha aggiunto, la presentazione di 66 emendamenti da parte sua e di altri senatori della maggioranza "che non condividono questo testo" nonostante le "forti pressioni per farla approvare" cosi' come e'. Ma "fra questa legge e nessuna legge -ha concluso Del Pennino senza esitazioni- e' meglio nessuna legge".
Una ricerca svolta a Reggio Emilia su 396 coppie ha fatto il punto sulla relazione tra fede religiosa e procreazione medicalmente assistita (Pma). Il 92% delle donne e l'88% degli uomini si professa di fede cattolica, ma per la stragrande maggioranza di loro (87% le donne e il 94% degli uomini) l'educazione religiosa non ha influito sulla scelta di sottoporsi alla Pma, ne' sono d'accordo (58% delle donne e 49% degli uomini) con l'opposizione della Chiesa alle tecniche di Pma.
Proprio l'11, peraltro, la commissione Sanita' del Senato doveva iniziare le votazioni sui circa 400 emendamenti presentanti al testo uscito da Montecitorio tra le ormai consuete polemiche. Un testo che, secondo Monica Soldano, giurista e presidente di Madre Provetta, contiene "troppi dettagli tecnici dettati non da necessita' delle coppie, ma da principi etici". Secondo Soldano, percio', il testo all'esame del Senato, dovrebbe essere modificato innanzitutto per eliminare i divieti previsti per la crioconservazione e la donazione dei gameti nonche' il limite dei 3 embrioni producibili per l'impianto. Un numero, questo, che non permetterebbe neppure di effettuare le analisi genetiche preimpianto per evitare malattie (come nel caso, appunto, Manuela) e per le quali, come ha ricordato Francesca Torricelli, direttore dell'unita' operativa di citogenetica e genetica del Careggi di Firenze, sono necessari almeno 9 embrioni.
La necessita' di profonde modifiche al testo in esame e' stata affermata anche da Vittoria Franco (Ds), senatrice firmataria di un disegno di legge sulla materia, secondo la quale il testo non solo imporrebbe una morale cattolica anche a chi cattolico non e', ma conterrebbe talmente tanti divieti da risultare inapplicabile. Fortemente critica anche Cinzia Caporale, componente del comitato nazionale di bioetica, la quale (intervenendo a titolo personale, ha precisato) ha tra l'altro proposto la costituzione di un'Authority per la bioetica che dovrebbe integrare il CNB. Quello di Manuela, ha quindi sostenuto Caporale, e' il "caso tipico in cui 'naturale e' male' e 'artificiale e' bene"'. Caporale ha percio' invitato a uscire dalla logica "dell'etica condivisa" per, invece, "condividere le regole". Oltretutto, la prossima costituzione europea verosimilmente vanifichera' la legge oggi delineata e gli stessi legislatori rischiano di fare "una brutta figura" perche' potranno essere smentiti da una Corte Europea alla quale potranno fare ricorso coloro che si sentiranno discriminati da questa legge. Da parte sua il senatore Antonio del Pennino (Misto-Pri), componente della commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, ha sostenuto che l'articolato approvato dalla Camera presenta profili di illegittimita' costituzionale in quanto il diritto del concepito "va contemperato con quello della tutela della salute della madre e con quello della liberta' di ricerca". Si spiegano cosi', ha aggiunto, la presentazione di 66 emendamenti da parte sua e di altri senatori della maggioranza "che non condividono questo testo" nonostante le "forti pressioni per farla approvare" cosi' come e'. Ma "fra questa legge e nessuna legge -ha concluso Del Pennino senza esitazioni- e' meglio nessuna legge".
Una ricerca svolta a Reggio Emilia su 396 coppie ha fatto il punto sulla relazione tra fede religiosa e procreazione medicalmente assistita (Pma). Il 92% delle donne e l'88% degli uomini si professa di fede cattolica, ma per la stragrande maggioranza di loro (87% le donne e il 94% degli uomini) l'educazione religiosa non ha influito sulla scelta di sottoporsi alla Pma, ne' sono d'accordo (58% delle donne e 49% degli uomini) con l'opposizione della Chiesa alle tecniche di Pma.
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