Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Magistratura Democratica contro la legge sulla fecondazione assistita

U.E. - ITALIA
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"Una legge che criminalizza la sterilita' vista non come una condizione da curare ma come un deficit da punire". E' netto il commento sul testo di legge in materia di procreazione assistita che arriva nel panorama giudiziario dalla corrente di Magistratura Democratica. In un documento pubblicato sul sito omonimo (clicca qui), passa al setaccio i punti centrali del disegno di legge sulla procreazione assistita gia' approvato da Camera e Senato.
Cinque argomenti cruciali sono cosi' riassunti in cinque punti a mo' di 'commi': dal limite della facolta' di accesso alle coppie eterosessuali al divieto di ricorso alla fecondazione eterologa dove, si legge nel documento, "l'intervento di un donatore esterno viene escluso in base a una suggestiva equiparazione all'ipotesi di adulterio, contraria alla morale di coppia che il legislatore pretende di sancire". Citato anche il limite del numero di embrioni da impiantare e il divieto di ripensamento della donna prima dell'impianto, "una forma di coercizione normativa che di fatto costringe al ricorso all'aborto, ben piu' traumatico e penoso". Non ultimo per ordine di importanza, secondo Magistratura democratica, il divieto di indagini pre-impianto sull'embrione considerato dall'associazione "del tutto incongruente e contraddittorio rispetto all'analoga possibilita' sul feto e alla ricorso all'aborto". "Un complesso di limiti, divieti e sanzioni che segnano innanzitutto la diffidenza, la volonta' di discriminazione e anzi, di criminalizzazione della sterilita', vista non come una condizione da curare ma come un deficit da punire ma soprattutto che affermano la pretesa dello stato di dettare la propria morale di stampo oscurantista e repressivo anche nella sfera piu' intima dell'individuo". Un'ultima nota e' dedicata alla relazione tra il principio di eguaglianza espresso dall'articolo tre della Costituzione e l'aspetto economico delle tecniche di fecondazione per le quali "nessuna copertura alle spese sostenute dalle coppie, verra' fornita dal Servizio sanitario nazionale". "Un'ulteriore strappo a quel principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione e a cui vorremmo che il legislatore guardasse come a una guida ideale capace di orientare e determinare le sue scelte".
"Md si impegna a promuovere ed a partecipare ad occasioni di confronto pubblico, con esponenti della politica e con la società civile, per sollecitare una riflessione che, pur nel dovuto rispetto ad un provvedimento che sta per diventare legge dello Stato, deve partire dalla constatazione della inaccettabilita' dei principi che in essa sono affermati", e' la conclusione del documento.
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