Italia. Medici cattolici: leciti i trapianti da aborti spontanei, ma…
I medici cattolici continuano, in un documento intitolato "L'embrione come paziente", ribadiscono il proprio no ai vari usi commerciali dell'embrione, ma affermano "l'accettabilita' etica dell'uso per trapianti di aborti spontanei". Il documento, presentato il 13 marzo in una conferenza stampa alla Radio Vaticana dal prof. Adriano Bompiani, direttore del centro internazionale Paolo VI-UCSC, e' una difesa etica e giuridica del neoconcepito inteso come "realta' biologica definita con una identita' non solo genetica". Spiega Bompiani che si tratta di un "genoma singolare, irripetibile nel tempo, che dialoga con l'ambiente che in un primo momento e' quello materno". Il documento richiama i principi etici contro "l'uso industriale delle cellule staminali" e ribadisce il "protagonismo biologico" dell'embrione dotato di soggettivita' giuridica.
Bompiani ha tra l'altro spiegato l'accettabilita' etica dell'uso per trapianti di aborti spontanei. "Se l'individuo e' morto, ma biologicamente vitale, non c'e' alcuna difficolta' a considerarlo come prelievo da cadavere". L'importante e' -precisa- che ci sia l'esplicito consenso della madre alla donazione. Il trapianto e' comunque effettuabile purche' l'aborto avvenga prima del compimento del terzo mese. "Dopo questo limite temporale si andrebbe incontro al rigetto".
Bompiani ha tra l'altro spiegato l'accettabilita' etica dell'uso per trapianti di aborti spontanei. "Se l'individuo e' morto, ma biologicamente vitale, non c'e' alcuna difficolta' a considerarlo come prelievo da cadavere". L'importante e' -precisa- che ci sia l'esplicito consenso della madre alla donazione. Il trapianto e' comunque effettuabile purche' l'aborto avvenga prima del compimento del terzo mese. "Dopo questo limite temporale si andrebbe incontro al rigetto".
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