Italia. Un passo avanti per capire l’architettura della retina
La retina dei vertebrati ha un'architettura estremamente complessa, che prevede la disposizione delle cellule secondo monostrati paralleli che, a loro volta, si dispongono in modo da formare colonne allineate. La corretta spaziatura delle cellule che rispondono agli impulsi luminosi e' alla base della capacita' della retina di discriminare dettagli visivi molto fini. Nello stesso tempo, il mantenimento dell'organizzazione spaziale in tutte le stazioni di trasmissione dell'impulso, permette al cervello di ricomporre l'immagine. Capire la costruzione ed i meccanismi che regolano lo sviluppo di questi circuiti nella retina e' percio' un requisito essenziale per qualsiasi ipotesi di terapia ricostruttiva. Un importante passo in questa direzione viene da uno studio italiano, condotto dai ricercatori dell'Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa e pubblicato sulla rivista Development. Secondo Lucia Galli-Resta (nella foto), principale autrice dello studio, durante lo sviluppo i neuroni retinici si dispongono in monostrati in cui la distanza finale tra i singoli neuroni e' finemente regolata attraverso una serie di contatti meccanici tra i prolungamenti dendritici delle cellule vicine.
Lavorando su retine isolate dai ratti, i ricercatori hanno osservato che se aggiungevano un farmaco, che blocca l'organizzazione dei prolungamenti dendritici, le cellule della retina formavano una struttura disordinata, simile ad una rete da pesca aggrovigliata. Tuttavia quando il farmaco veniva rimosso, i neuroni retinici riorganizzavano spontaneamente la rete, ridisponendosi secondo l'architettura iniziale. Secondo Galli-Resta e' possibile che un meccanismo analogo operi durante lo sviluppo embrionale, i neuroni si disporrebbero inizialmente in larghe bande, formando l'intelaiatura della rete che, lentamente, grazie alla capacita' delle cellule che la compongono di discriminare variazioni nella tensione meccanica risultante dall'interazione con le cellule che via via si formano, garantirebbe il mantenimento di una struttura ordinata secondo il piano iniziale.
Lavorando su retine isolate dai ratti, i ricercatori hanno osservato che se aggiungevano un farmaco, che blocca l'organizzazione dei prolungamenti dendritici, le cellule della retina formavano una struttura disordinata, simile ad una rete da pesca aggrovigliata. Tuttavia quando il farmaco veniva rimosso, i neuroni retinici riorganizzavano spontaneamente la rete, ridisponendosi secondo l'architettura iniziale. Secondo Galli-Resta e' possibile che un meccanismo analogo operi durante lo sviluppo embrionale, i neuroni si disporrebbero inizialmente in larghe bande, formando l'intelaiatura della rete che, lentamente, grazie alla capacita' delle cellule che la compongono di discriminare variazioni nella tensione meccanica risultante dall'interazione con le cellule che via via si formano, garantirebbe il mantenimento di una struttura ordinata secondo il piano iniziale.
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