Italia. Progetto nazionale per il congelamento degli ovociti
Con 11 centri in tutta Italia e tre unita' di ricerca decolla il progetto nazionale sul congelamento degli ovociti, approvato dall'Istituto Superiore di Sanita'. Il progetto, coordinato da uno dei pionieri in questo settore, il ginecologo Carlo Flamigni, e' stato presentato il 27 marzo a Bologna. Almeno tre gli obiettivi: innanzitutto il progetto vuole offrire una possibilita' alternativa al congelamento degli embrioni. "Ci sono poi altri due aspetti non trascurabili -ha detto Flamigni- che riguardano da un lato la conservazione della fertilita' nelle donne che la perdono perche' devono sottoporsi a cure aggressive, e dall'altro il destino degli ovociti congelati sovrannumerari, che si presume ci saranno in ogni centro".
Secondo gli esperti, molti tra i maggiori dilemmi etici posti dal congelamento degli embrioni in soprannumero potrebbero risolversi con il congelamento degli ovociti. "I rappresentanti dei centri si sono gia' incontrati -ha aggiunto Flamigni- ed e' stato approvato un protocollo nel quale si stabiliscono le metodologie ottimali per il congelamento e lo scongelamento. Sono stati fatti anche corsi di aggiornamento per i tecnici". "Umberto Veronesi, quando era ministro della Sanita', e l'attuale ministro Girolamo Sirchia, hanno mostrato un forte interesse nei confronti di questa sperimentazione, incoraggiandomi e sostenendomi", ha detto Flamigni. Il progetto, che durera' due anni, potra' quindi essere, secondo l'esperto, "la via per conciliare gli strumenti della scienza con le questioni sollevate dalla religione e i diritti delle donne".
Coordinati dalla Tecnobios Procreazione di Bologna, gli altri 10 centri clinici, pubblici e privati, sono attivi in 6 regioni: Emilia Romagna (ospedale generale di Rimini), Lombardia (Biogenesi di Monza, Humanitas di Rozzano, San Raffaele di Milano), Puglia (ospedale di Castellana Grotte), Sicilia (Centro di medicina della riproduzione di Palermo, Policlinico di Catania, Hera di Catania), Lazio (European Hospital di Roma), Liguria (San Martino di Genova). Le tre unita' di ricerca sono il dipartimento di Scienze e tecnologie biomediche e il Dipartimento di Medicina sperimentale dell'universita' de L'Aquila, il dipartimento di Ginecologia dell'universita' britannica del Galles a Cardiff. Queste unita' di ricerca, ha detto Flamigni, hanno il compito di studiare le modificazioni indotte negli ovociti dai processi di congelamento e scongelamento, allo scopo di definire la metodologia ottimale per garantire il successo della conservazione.
I centri clinici cominceranno invece a congelare ovociti sulla base del protocollo appena approvato. "Molte coppie -ha osservato ancora- chiedono gia' ai centri di poter congelare gli ovociti". Nel caso in cui la legge sulla fecondazione assistita dovesse essere approvata, secondo Flamigni, "e' prevedibile un ampliamento cospicuo dell'interesse da parte di centri che accetteranno di fare esperienza nel congelamento degli ovociti". L'interesse al programma e' comunque gia' molto forte sia da parte dei centri che per scelta non congelano embrioni, che avranno cosi' a disposizione una tecnica alternativa, sia da parte dei centri che da tempo hanno avviato programmi di congelamento degli embrioni, che potranno offrire alle coppie una possibilita' alternativa.
Il programma nazionale permettera' di ampliare cosi' notevolmente i numeri della sperimentazione e di consolidare una tecnica sicuramente complessa e nella quale l'Italia e' leader internazionale, con l'ospedale Sant'Orsola di Bologna e la Tecnobios. Proprio a Bologna nel 1997 e' nato il primo bambino da un ovocita congelato. Le gravidanze ottenute con questa tecnica, nel mondo, non sono piu' di 100. Di queste, 80 sono state ottenute in Italia e hanno portato alla nascita di 50 bambini sani.
Secondo gli esperti, molti tra i maggiori dilemmi etici posti dal congelamento degli embrioni in soprannumero potrebbero risolversi con il congelamento degli ovociti. "I rappresentanti dei centri si sono gia' incontrati -ha aggiunto Flamigni- ed e' stato approvato un protocollo nel quale si stabiliscono le metodologie ottimali per il congelamento e lo scongelamento. Sono stati fatti anche corsi di aggiornamento per i tecnici". "Umberto Veronesi, quando era ministro della Sanita', e l'attuale ministro Girolamo Sirchia, hanno mostrato un forte interesse nei confronti di questa sperimentazione, incoraggiandomi e sostenendomi", ha detto Flamigni. Il progetto, che durera' due anni, potra' quindi essere, secondo l'esperto, "la via per conciliare gli strumenti della scienza con le questioni sollevate dalla religione e i diritti delle donne".
Coordinati dalla Tecnobios Procreazione di Bologna, gli altri 10 centri clinici, pubblici e privati, sono attivi in 6 regioni: Emilia Romagna (ospedale generale di Rimini), Lombardia (Biogenesi di Monza, Humanitas di Rozzano, San Raffaele di Milano), Puglia (ospedale di Castellana Grotte), Sicilia (Centro di medicina della riproduzione di Palermo, Policlinico di Catania, Hera di Catania), Lazio (European Hospital di Roma), Liguria (San Martino di Genova). Le tre unita' di ricerca sono il dipartimento di Scienze e tecnologie biomediche e il Dipartimento di Medicina sperimentale dell'universita' de L'Aquila, il dipartimento di Ginecologia dell'universita' britannica del Galles a Cardiff. Queste unita' di ricerca, ha detto Flamigni, hanno il compito di studiare le modificazioni indotte negli ovociti dai processi di congelamento e scongelamento, allo scopo di definire la metodologia ottimale per garantire il successo della conservazione.
I centri clinici cominceranno invece a congelare ovociti sulla base del protocollo appena approvato. "Molte coppie -ha osservato ancora- chiedono gia' ai centri di poter congelare gli ovociti". Nel caso in cui la legge sulla fecondazione assistita dovesse essere approvata, secondo Flamigni, "e' prevedibile un ampliamento cospicuo dell'interesse da parte di centri che accetteranno di fare esperienza nel congelamento degli ovociti". L'interesse al programma e' comunque gia' molto forte sia da parte dei centri che per scelta non congelano embrioni, che avranno cosi' a disposizione una tecnica alternativa, sia da parte dei centri che da tempo hanno avviato programmi di congelamento degli embrioni, che potranno offrire alle coppie una possibilita' alternativa.
Il programma nazionale permettera' di ampliare cosi' notevolmente i numeri della sperimentazione e di consolidare una tecnica sicuramente complessa e nella quale l'Italia e' leader internazionale, con l'ospedale Sant'Orsola di Bologna e la Tecnobios. Proprio a Bologna nel 1997 e' nato il primo bambino da un ovocita congelato. Le gravidanze ottenute con questa tecnica, nel mondo, non sono piu' di 100. Di queste, 80 sono state ottenute in Italia e hanno portato alla nascita di 50 bambini sani.
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