Italia. La "Cell Factory" veneta, il punto dell'assessore
Iniziera' ad operare in Veneto entro il 2003 il primo Laboratorio Regionale italiano per la Raccolta, Conservazione e Manipolazione delle Cellule Staminali, istituito dalla Regione a fine dicembre con un finanziamento di 4,5 milioni di Euro. Lo ha annunciato a Treviso l'assessore veneto alla Sanita' Fabio Gava.
La "Cell Factory" veneta e' basata su due sedi: Padova per le cellule staminali in genere, e Venezia per quelle dedicate agli occhi. "A prescindere dalle sedi -ha sottolineato Gava intervenendo al convegno 'Cellule Staminali tra Presente e Futuro' organizzato dal Lions Club con il patrocinio del Ministero della Salute, della Regione, della Provincia e del Comune di Treviso, dell'Universita' di Padova del 12 aprile- tutte le eccellenze regionali in questo campo sono coinvolte a pieno titolo, e tutti gli ospedali veneti usufruiranno con pari possibilita' di accesso dell'attivita' di questo centro, che e' una vera e propria zona di frontiera nell'applicazione terapeutica abbinata alla ricerca applicata". Gava ha poi posto l'accento sul rilievo che ha la sanita' trevigiana, e l'Uls 9 in particolare, in questo nuovo sistema.
"Treviso -ha ricordato l'assessore- e' sede della piu' importante Banca regionale dei Cordoni ombelicali, da quali si possono estrarre importanti quantita' di cellule staminali preziose, ad esempio, per il trapianto di midollo; ed e' partner delle facolta' di medicina e farmacia dell'Universita' di Padova in un importante gruppo di ricerca che, nell'ambito della Cell Factory, sta lavorando nel settore della ricostruzione muscolare con cellule staminali (terapia) e della loro differenziazione (ricerca)".
Oggi le cellule staminali sono gia' in grado in Veneto di ridare la vista a circa 600 pazienti l'anno affetti da gravi patologie della cornea ma, in un futuro non troppo lontano, potrebbero "rigenerare" organi malati di pazienti per i quali non esiste alternativa al trapianto di organo. L'applicazione terapeutica e' gia' molto avanzata anche nell'utilizzo per la ricostruzione della cute. Buone prospettive di applicazione si presentano inoltre su altri svariati fronti: le cellule del sistema nervoso possono intervenire per il trattamento dell'infarto cerebrale, del Parkinson, dell'Alzheimer, della sclerosi multipla e delle lesioni midollari; quelle del cuore per l'infarto al miocardio; quelle pancreatiche per il diabete; quelle cartilaginee per le malattie degenerative delle superfici osteoarticolari; quelle ematiche per il trattamento delle immunodeficienze; quelle del muscolo scheletrico per la distrofia muscolare; quelle del tessuto osseo per il trattamento dei traumi dell'osso e dell'osteoporosi.
La "Cell Factory" veneta e' basata su due sedi: Padova per le cellule staminali in genere, e Venezia per quelle dedicate agli occhi. "A prescindere dalle sedi -ha sottolineato Gava intervenendo al convegno 'Cellule Staminali tra Presente e Futuro' organizzato dal Lions Club con il patrocinio del Ministero della Salute, della Regione, della Provincia e del Comune di Treviso, dell'Universita' di Padova del 12 aprile- tutte le eccellenze regionali in questo campo sono coinvolte a pieno titolo, e tutti gli ospedali veneti usufruiranno con pari possibilita' di accesso dell'attivita' di questo centro, che e' una vera e propria zona di frontiera nell'applicazione terapeutica abbinata alla ricerca applicata". Gava ha poi posto l'accento sul rilievo che ha la sanita' trevigiana, e l'Uls 9 in particolare, in questo nuovo sistema.
"Treviso -ha ricordato l'assessore- e' sede della piu' importante Banca regionale dei Cordoni ombelicali, da quali si possono estrarre importanti quantita' di cellule staminali preziose, ad esempio, per il trapianto di midollo; ed e' partner delle facolta' di medicina e farmacia dell'Universita' di Padova in un importante gruppo di ricerca che, nell'ambito della Cell Factory, sta lavorando nel settore della ricostruzione muscolare con cellule staminali (terapia) e della loro differenziazione (ricerca)".
Oggi le cellule staminali sono gia' in grado in Veneto di ridare la vista a circa 600 pazienti l'anno affetti da gravi patologie della cornea ma, in un futuro non troppo lontano, potrebbero "rigenerare" organi malati di pazienti per i quali non esiste alternativa al trapianto di organo. L'applicazione terapeutica e' gia' molto avanzata anche nell'utilizzo per la ricostruzione della cute. Buone prospettive di applicazione si presentano inoltre su altri svariati fronti: le cellule del sistema nervoso possono intervenire per il trattamento dell'infarto cerebrale, del Parkinson, dell'Alzheimer, della sclerosi multipla e delle lesioni midollari; quelle del cuore per l'infarto al miocardio; quelle pancreatiche per il diabete; quelle cartilaginee per le malattie degenerative delle superfici osteoarticolari; quelle ematiche per il trattamento delle immunodeficienze; quelle del muscolo scheletrico per la distrofia muscolare; quelle del tessuto osseo per il trattamento dei traumi dell'osso e dell'osteoporosi.
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