Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Rapporto Anci-Censis: oltre 9 mila domande di asilo nel 2005

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sono 20.675 i rifugiati in Italia.
Nel 2005 sono state presentate 9.350 domande di asilo e gli accolti provengono soprattutto dall'Eritrea (20,5% del totale dei beneficiari), dalla Somalia (8,8%), dall'Etiopia (8,3%), dalla Turchia (5,9%) e dal Sudan (5,4%). Questi i dati del primo Rapporto sul sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, curato dal Censis su incarico dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e presentato oggi a Roma. Un lavoro teso a fotografare il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che coinvolte il ministero dell'Interno, il Servizio centrale, i Comuni e l'Anci.

Il sistema di protezione nel 2005 ha visto impegnati 81 enti locali, titolari di 81 progetti territoriali, per un totale di 4.654 persone accolte, con il coinvolgimento di 55 province. Tra i servizi erogati soprattutto quelli a sfondo sociale, sanitario, di mediazione culturale ed educativi. I beneficiari nel 2005 sono stati per il 52,9% richiedenti asilo, per il 15,6% rifugiati mentre il 3,5% ha ricevuto protezione umanitaria.
Dal rapporto emerge che sono oltre 13 mila gli stranieri accolti nel sistema di protezione dal 2001. Si tratta soprattutto di maschi (72%), di persone di eta' compresa tra i 26 e i 30 anni (24%) e con una forte componente di minori di 18 anni (18%). A fine 2005 erano all'incirca 1,5 mln i rifugiati richiedenti asilo nella Ue, con un decremento dell'11,4% rispetto al 2004. E se a fine 2005 sono soprattutto Germania, Regno Unito e Francia ad occogliere il maggior numero di rifugiati, negli ultimi anni si e' assistito ad una drastica riduzione di domanda verso quei Paesi, a favore dell'area del Mediterraneo, come Cipro (dove le richieste sono aumentate del 339%, Malta (+875%) e Grecia (65%).

'La situazione in Italia -ha sottolineato il vicedirettore del Censis Carla Collicelli- non desta allarme, quello dei rifugiati e' un fenomeno governabile e gestibile al di fuori della logica dell'emergenza'. Come ha spiegato la Collicelli il sistema di protezione e' un 'modello italiano' che ha punti di forza la volontarieta' dell'adesione, la qualita' delle prestazioni, la capacita' di sfruttare fondi europei e nazionali, la capacita' di creare una rete sul territorio e la preparazione del personale. Al contrario, tra le maggiori criticita', l'insufficienza di posti rispetto alle domande, l'insufficienza di risorse, il ritardo nell'accreditamento dei fondi, le diverse modalita' di lavoro delle Questure e i tempi lunghi per l'evasione delle pratiche.
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