Italia. Roma. Veltroni: perche' negare voto amministrativo agli immigrati?
IMMIGRATI: VELTRONI, PERCHE' NEGARE LORO VOTO AMMINISTRATIVE? =
(AGI) - Roma, 7 feb. - Un citta' pronta ad accogliere le persone in fuga dalle guerre e dalla miseria, ma che chiede, minima contropartita, il rispetto dei diritti individuali, delle regole della democrazia e del vivere civile. Questa e' Roma, per il sindaco Walter Veltroni. Questo il rapporto della citta' con i flussi migratori al suo interno.
Veltroni ne ha parlato ieri al policlinico Gemelli, davanti un uditorio di medici, professori e studenti. Una lectio incentrata sui temi dell'accoglienza e dell'ospitalita': "Roma e' una citta' estremamente accogliente - ha detto il sindaco - ma e' anche una citta' che chiede il riconoscimento dei diritti. In questo senso noi dell'amministrazione facciamo da anni un grande lavoro che si e' realizzato in provvedimenti come l'istituzione dei consiglieri aggiunti" eletti tra gli immigrati all'interno delle rispettive comunita'. "Mi chiedo - aggiunge il sindaco - perche' negare a queste persone, molte delle quali sono in Italia ormai da anni, il diritto di votare alle amministrative".
L'accoglienza come dovere, dunque, ancora piu' stringente per un popolo, gli italiani, che a sua volta ha conosciuto i drammi e le opportunita' dell'emigrazione, divenendo lo stesso nuovi cittadini di paesi e continenti lontani: "non abbiamo portato solo lavoro e risorse. Abbiamo portato anche problemi - spiega Walter Veltroni - e non dimentichiamo che un personaggio come Al Capone era italiano. Gian Antonio Stella, uno dei piu' grandi giornalisti italiani, nel libro 'L'orda' descrive i toni utilizzati dalla stampa americana di inizio secolo nel descrivere gli italiani e i loro comportamenti. Sono gli stessi toni, le stesse parole, utilizzati spesso anche sui nostri giornali quando ci si riferisce agli immigrati".
All'accoglienza e all'ospitalita', per il sindaco di Roma, non ce' alternativa: "qui si vive 80 anni, in Mozambico solo 40. Se voi foste dei ragazzi africani, che cosa fareste? L'Italia - ha aggiunto il sindaco - e' stata aiutata a rinascere, dopo la seconda guerra mondiale, dagli alleati con il Piano Marshall. O aiutiamo i paesi poveri come gli americani hanno fatto con noi o non possiamo lamentarci se gli immigrati, affrontando viaggi lunghi e pericolosi, vengono in Italia".
(AGI) - Roma, 7 feb. - Un citta' pronta ad accogliere le persone in fuga dalle guerre e dalla miseria, ma che chiede, minima contropartita, il rispetto dei diritti individuali, delle regole della democrazia e del vivere civile. Questa e' Roma, per il sindaco Walter Veltroni. Questo il rapporto della citta' con i flussi migratori al suo interno.
Veltroni ne ha parlato ieri al policlinico Gemelli, davanti un uditorio di medici, professori e studenti. Una lectio incentrata sui temi dell'accoglienza e dell'ospitalita': "Roma e' una citta' estremamente accogliente - ha detto il sindaco - ma e' anche una citta' che chiede il riconoscimento dei diritti. In questo senso noi dell'amministrazione facciamo da anni un grande lavoro che si e' realizzato in provvedimenti come l'istituzione dei consiglieri aggiunti" eletti tra gli immigrati all'interno delle rispettive comunita'. "Mi chiedo - aggiunge il sindaco - perche' negare a queste persone, molte delle quali sono in Italia ormai da anni, il diritto di votare alle amministrative".
L'accoglienza come dovere, dunque, ancora piu' stringente per un popolo, gli italiani, che a sua volta ha conosciuto i drammi e le opportunita' dell'emigrazione, divenendo lo stesso nuovi cittadini di paesi e continenti lontani: "non abbiamo portato solo lavoro e risorse. Abbiamo portato anche problemi - spiega Walter Veltroni - e non dimentichiamo che un personaggio come Al Capone era italiano. Gian Antonio Stella, uno dei piu' grandi giornalisti italiani, nel libro 'L'orda' descrive i toni utilizzati dalla stampa americana di inizio secolo nel descrivere gli italiani e i loro comportamenti. Sono gli stessi toni, le stesse parole, utilizzati spesso anche sui nostri giornali quando ci si riferisce agli immigrati".
All'accoglienza e all'ospitalita', per il sindaco di Roma, non ce' alternativa: "qui si vive 80 anni, in Mozambico solo 40. Se voi foste dei ragazzi africani, che cosa fareste? L'Italia - ha aggiunto il sindaco - e' stata aiutata a rinascere, dopo la seconda guerra mondiale, dagli alleati con il Piano Marshall. O aiutiamo i paesi poveri come gli americani hanno fatto con noi o non possiamo lamentarci se gli immigrati, affrontando viaggi lunghi e pericolosi, vengono in Italia".
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