Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Scoperta proteina che blocca glioblastoma

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Una proteina per bloccare il glioblastoma multiforme, una delle piu' aggressive e piu' frequenti forme di cancro al cervello.
Una patologia che rappresenta circa il 30% di tutti i tumori cerebrali ed e' attualmente incurabile. La scoperta e' di un gruppo di ricercatori italiani e e' stata pubblicata il 7 dicembre sulla rivista scientifica internazionale 'Nature', che ha dedicato anche un editoriale di commento alla ricerca 'made in Italy'.
Lo studio, che porta la firma dell'Istituto scientifico universitario San Raffaele e dell'universita' degli studi Milano-Bicocca, coordinato da Angelo Vescovi e realizzato in collaborazione con l'Istituto neurologico Besta, e' stato presentato a Milano il 6 dicembre. I risultati ottenuti dai ricercatori italiani su un modello animale aprono nuovi scenari: esiste un meccanismo in grado di bloccare lo sviluppo delle cellule del glioblastoma multiforme.
Di questo tumore si muore in meno di quindici mesi -hanno spiegato gli esperti in una conferenza stampa all'Irccs San Raffaele- da oltre 30 anni l'efficacia delle terapie non ha fatto passi avanti.
Oggi lo studio dei ricercatori italiani -finanziato dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, Plurigenes Eec, Brain Tumours Funders' Collaborative, Neurothon Onlus e da Bmw Italia- riaccende le speranze per possibili applicazioni future.
Al centro della scoperta alcune proteine chiamate BMPs, proteine morfogenetiche ossee, che, spiega Vescovi, 'agiscono come una chiave. Inserite in una toppa, innescano tutta una serie di cambiamenti molecolari e, come risultato ultimo, hanno anche quello di bloccare la crescita delle cellule e di portarle allo stadio meno pericoloso della maturazione'.
Si tratta di un primo passo, ottenuto ricreando il tumore nel cervello di un roditore. Le cellule staminali tumorali umane, trattate con le proteine e iniettate in un modello animale, hanno cessato di moltiplicarsi. In pratica le proteine hanno bloccato la crescita dei glioblastomi umani in fase di piena espansione presenti nel cervello dei topi, aumentando il loro tempo di sopravvivenza.
Ma la strada per arrivare a un trattamento sull'uomo e' ancora lunga. 'Servono almeno altri due anni  per avviare una sperimentazione clinica'. Due anni di studi per dimostrare che la proteina utilizzata dai ricercatori per bloccare il tumore nel cervello dei roditori e' effettivamente efficace. Due anni anche per poter solo pensare di trasferire il trattamento sull'uomo. 'Sia chiaro: lo studio e' stato realizzato su cellule staminali tumorali umane iniettate nel cervello di un roditore, ma ancora non sappiamo cosa succederebbe se il contesto fosse quello del cervello umano'.
La ricerca che la rivista britannica Nature pubblichera' domani e' frutto di un lungo lavoro.
'Indaghiamo sui tumori da oltre tre anni e mezzo, ma la svolta e' arrivata nel 2004. Con la scoperta che anche i tumori piu' aggressivi, come il glioblastoma, contengono cellule staminali del tumore. Sono loro che generano miliardi di tumori e deriverebbero da cellule staminali del cervello adulto impazzite'.
E' dal 2004 in poi che i ricercatori hanno cominciato a riprodurre perfettamente il tumore umano negli animali. Dallo studio sulle cellule staminali che generano il glioblastoma e' arrivata la scoperta piu' importante: queste cellule hanno lo stesso meccanismo di controllo della moltiplicazione cellulare, presente nelle staminali cerebrali normali.
'I cosiddetti recettori di membrana   funzionano come interruttori attivabili da chiavi specifiche: le proteine Bmps. Che bloccano la moltiplicazione delle cellule e successivamente le portano allo stadio della maturazione in cellule normali del cervello, cioe' neuroni e glia, l'impalcatura del cervello'.
Le implicazioni di una scoperta simile sono numerose. Si potrebbe cominciare a pensare ad una terapia innovativa per il glioblastoma umano: non mirare piu' a colpire in modo generico tutte le cellule tumorali, ma attaccare solo quelle che sono la vera causa del glioblastoma, le cellule staminali del tumore.
'Certo i tempi sono lunghi, ma adesso e' possibile identificare nuovi bersagli molecolari e genetici fino ad oggi insospettati da colpire, nel tentativo di fermare questo cancro.
Un tumore che fa paura perche' difficile da raggiungere e resistente alle combinazioni di chemio e radioterapia. I risultati dello studio lasciano ben sperare'.
Il prossimo passo sara' capire come potrebbe funzionare questo trattamento nel contesto del cervello umano, dove esistono anche altre proteine. 'E' quello che vogliamo scoprire', conclude Vescovi.
'Speriamo diventi l'argomento del prossimo numero di Nature'.
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