Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Sentenza nega il congelamento degli ovociti, nessuna differenza rispetto agli embrioni

U.E. - ITALIA
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Nessuna sostanziale differenza tra gli ovociti e l'embrione e quindi no al congelamento, cosi' come previsto dalla legge: e' questa in sintesi la motivazione con cui il giudice della I Sezione civile del Tribunale di Roma, Angela Salvio, ha respinto un'istanza di una coppia di coniugi che aveva presentato un ricorso 'ex art. 700' per poter accedere al congelamento di ovociti, propedeutico ad una tecnica di fecondazione assistita. Ma a far parlare e a riaprire le polemiche non e' solo la decisione sul congelamento negato quanto le critiche che il giudice Salvio, riserva alla legge.
"Appare auspicabile un ripensamento del legislatore, in quanto la valutazione complessiva della disciplina contenuta nella legge non si presenta in armonia con altri principi egualmente recepiti dall'ordinamento stesso e facenti parte del patrimonio culturale, scientifico e della buona pratica medica del Paese".
Immediata la risposta del ginecologo Severino Antinori che critica la decisione di respingere la richiesta della coppia ma plaude alla critiche. "L'ovocita non e' geneticamente un embrione e su questo sono d'accordo anche gli scienziati cattolici", ma "prendo atto con piacere delle critiche mosse dal giudice all'impianto della legge critiche che confermano ancora una volta che si tratta di una normativa cervellotica, assurda".
Un altro 'tecnico' il genetista Bruno Dalla Piccola, esprime un parere differente. Il giudice ha rispetto solo per la legge, ha spiegato, precisando che "un ovulo penetrato e' considerato a tutti gli effetti un embrione" respingendo la differenza teorica, sostenuta da alcuni studiosi, fra embrione ed embrione a due pronuclei (cioe' una sorta di prembrione nel quale ancora i due bagagli genetici dei genitori non si sono uniti). "Perfino il comitato nazionale di bioetica sta dibattendo su questo aspetto ma la legge stabilisce le cose in questo modo". Ma superati i dettagli scientifici, resta la polemica politica.
La smentita di questa tesi arriva dal ginecologo e ricercatore dell'Universita' di Tor Vergata Claudio Manna. I pronuclei contengono la parte femminile e maschile non ancora fuse in un embrione. "Per tale motivo il pronucleo non si puo' assolutamente definire un embrione". Nella casistica di Manna, prima dell'entrata in vigore della legge 40 sulla fecondazione assistita, la percentuale di gravidanze con l'uso della tecnica dei pronuclei nella fecondazione in vitro era del 25,1%, mentre con il loro scongelamento del 21,8%, la piu' alta registrata nel settore in Italia. Manna si dice quindi fortemente contrario all'esito della sentenza che ritiene gli ovociti degli embrioni.
"Il ricorso non poteva che essere respinto. Ci mancava solo che un giudice si arrogasse il potere di stabilire da quale momento in poi si puo' parlare di embrione", commenta invece il senatore Riccardo Pedrizzi, presidente della consulta etico-religiosa di An e responsabile nazionale del partito per le politiche della famiglia.
"E' desolante assistere all'assalto contro i giudici anche quando applicano la legge ed esprimono giudizi di buon senso", dice Luana Zanella (Verdi). "Mi pare che il magistrato del tribunale civile di Roma ha solo espresso considerazioni sostenute anche da gran parte del mondo scientifico e non e' venuta meno ai suoi doveri".
E il provvedimento del tribunale civile di Roma, secondo Lanfranco Turci (Ds) tesoriere del Comitato promotore dei referendum sulla legge 40, spiega con chiarezza perche' occorre cambiare le norme. "Le storie e i casi concreti di chi ricorre alla procreazione assistita ed e' costretto a scontrarsi con gli ostacoli posti dalla legge 40 valgono piu' di mille parole e di mille dibattiti ideologici", afferma il senatore.
Il ministero della Salute emanera' a breve una circolare esplicativa delle linee guida sulla legge sulla procreazione assistita. "Faremo dei chiarimenti per quanto riguarda la volonta' della donna nel dover subire l' inserimento degli embrioni. E' ovvio che non si potra' costringere la donna a subire l' impianto. Oltre a questo punto, su cui c' erano ancora dei dubbi dopo la pubblicazione delle linee guida, lavoreremo anche per spiegare e chiarire altre parti oscure di questa legge, che altrimenti apparirebbe troppo limitativa", spiega il ministro Girolamo Sirchia.
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