Italia. Si potra' clonare con cellule liofilizzate?
Potrebbe nascere una Dolly made in Italy grazie a una tecnica innovativa di clonazione in sperimentazione all'Universita' di Teramo, partendo da cellule non piu' vitali. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista americana Biology of Reproduction, e' coordinato dal biotecnologo Pasqualino Loi che collabora con un gruppo di colleghi israeliani del Vulcan Institute di Tel Aviv per un progetto di clonazione animale che ha l'obiettivo di preservare le specie in via di estinzione. L'iniziativa allo studio del ricercatore che ora lavora all'istituto di biotecnologie dell'Universita' di Teramo, prevede la possibilita' di utilizzare cellule liofilizzate, cioe' private dell'acqua e dunque non piu' vitali. Nella ricerca, spiegano gli studiosi, e' stato dapprima dimostrato che stressando le cellule con temperature elevate, fino ad arrivare a 75 gradi, avviene una modificazione della struttura del Dna che ne consente una migliore riprogrammazione; in tal modo si riesce a eliminare quella memoria che la cellula ha avuto durante lo sviluppo fetale. A questo punto, con i colleghi israeliani, i ricercatori di Teramo hanno pensato di verificare se le cellule liofilizzate potevano essere usate per la clonazione per superare il processo di mantenimento in azoto liquido (196 gradi sotto zero) dei materiali biologici che oggi costa una fortuna. Senza le tecniche di riproduzione assistita, tra cui la clonazione, non sarebbe infatti possibile far continuare a vivere esemplari quali il cervo sardo, il camoscio appenninico, l'orso marsicano (nella foto).
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti