Italia. In Sicilia un abitante su dieci e' stranieto
Gli immigrati extracomunitari in Sicilia sono circa 500 mila, su una popolazione di oltre cinque milioni di residenti. Le presenze si concentrano in particolare a Palermo e Catania, nel porto di Mazara del Vallo per il settore della pesca, seguono la provincia di Ragusa per l'attivita' nelle serre e poi Messina.
Sono questi alcuni dati resi noti dall'assessorato regionale al Lavoro nel corso di un convegno che si e' tenuto ieri a Palermo.
'Il fenomeno migratorio in Sicilia e' stato caratterizzato - analizza uno studio - in origine soprattutto da cittadini nordafricani, sviluppatosi in maniera spontanea attraverso il transito via mare da Tunisi a Trapani e viceversa, con la conseguenza che negli anni, il Canale di Sicilia e' divenuto un corridoio privilegiato di ingresso e di smistamento di lavoratori nordafricani verso le attivita' agricole e ittiche (soprattutto nel Trapanese)'.
Attualmente il 67% della popolazione straniera soggiornante in Sicilia proviene da due soli continenti: Africa e Asia.
Tuttavia, dai dati del 2005 emerge che l'Africa resta il continente con il maggior numero di presenze con i tunisini che sono il 79% del totale e marocchini il 18,5%, concentrati per lo piu' nelle province di Ragusa, Trapani e Palermo.
Sempre dagli ultimi rilievi fatti nel 2005 l'iscrizione degli immigrati nelle liste di collocamento in Sicilia, mostra un incremento del 25%. 'Il forte inserimento di lavoratori stranieri nel comparto agricolo - spiega l'assessore Santi Formica - e' dovuto alla alta richiesta di manodopera e anche se ancora oggi la gran parte e' occupata con mansioni di operaio (circa l'85%), negli ultimi anni, in Sicilia, sono germogliate numerose attivita' economiche gestite da titolari provenienti prevalentemente dall'Europa dell'Est, dal nord Africa e dalla Cina'.
Inoltre ben il 43% degli imprenditori extracomunitari si concentra nel settore del commercio, in particolare quello al dettaglio (circa il 35% del totale), il 12% nell'agricoltura, e poco piu' del 10% nelle costruzioni.
L'eta' media si aggira intorno ai 40 anni, con un lieve incremento della fascia al di sotto dei 30 anni e un decremento della fascia relativa agli over 50. Le principali aree territoriali di provenienza degli imprenditori extracomunitari sono l'Africa settentrionale e gli altri paesi europei. Di particolare rilievo, soprattutto nel Palermitano, e' l'incremento di imprenditori cinesi e dello Sri Lanka.
La distribuzione territoriale dell'imprenditoria extracomunitaria e' rappresentata per il 45,5% da nordafricani, per il 27,3% da paesi europei, per l'11% da sudamericani, per il 7,4% da cinesi, per il 9,1% da tutti gli altri paesi. 'Stiamo lavorando per dare norme che ci permettano di coniugare insieme integrazione e sicurezza il sottosegretario alla solidarieta' sociale con la delega all'immigrazione Cristina De Luca - con varie forme controllate di ingresso per ricerca di lavoro con sponsor istituzionali e collettivi. La legge Bossi-Fini ha provocato una situazione di irregolarita' molto forte. Bisogna lavorare per riuscire ad accettare questo fenomeno strutturale uscendo dall'emergenza'.
Sono questi alcuni dati resi noti dall'assessorato regionale al Lavoro nel corso di un convegno che si e' tenuto ieri a Palermo.
'Il fenomeno migratorio in Sicilia e' stato caratterizzato - analizza uno studio - in origine soprattutto da cittadini nordafricani, sviluppatosi in maniera spontanea attraverso il transito via mare da Tunisi a Trapani e viceversa, con la conseguenza che negli anni, il Canale di Sicilia e' divenuto un corridoio privilegiato di ingresso e di smistamento di lavoratori nordafricani verso le attivita' agricole e ittiche (soprattutto nel Trapanese)'.
Attualmente il 67% della popolazione straniera soggiornante in Sicilia proviene da due soli continenti: Africa e Asia.
Tuttavia, dai dati del 2005 emerge che l'Africa resta il continente con il maggior numero di presenze con i tunisini che sono il 79% del totale e marocchini il 18,5%, concentrati per lo piu' nelle province di Ragusa, Trapani e Palermo.
Sempre dagli ultimi rilievi fatti nel 2005 l'iscrizione degli immigrati nelle liste di collocamento in Sicilia, mostra un incremento del 25%. 'Il forte inserimento di lavoratori stranieri nel comparto agricolo - spiega l'assessore Santi Formica - e' dovuto alla alta richiesta di manodopera e anche se ancora oggi la gran parte e' occupata con mansioni di operaio (circa l'85%), negli ultimi anni, in Sicilia, sono germogliate numerose attivita' economiche gestite da titolari provenienti prevalentemente dall'Europa dell'Est, dal nord Africa e dalla Cina'.
Inoltre ben il 43% degli imprenditori extracomunitari si concentra nel settore del commercio, in particolare quello al dettaglio (circa il 35% del totale), il 12% nell'agricoltura, e poco piu' del 10% nelle costruzioni.
L'eta' media si aggira intorno ai 40 anni, con un lieve incremento della fascia al di sotto dei 30 anni e un decremento della fascia relativa agli over 50. Le principali aree territoriali di provenienza degli imprenditori extracomunitari sono l'Africa settentrionale e gli altri paesi europei. Di particolare rilievo, soprattutto nel Palermitano, e' l'incremento di imprenditori cinesi e dello Sri Lanka.
La distribuzione territoriale dell'imprenditoria extracomunitaria e' rappresentata per il 45,5% da nordafricani, per il 27,3% da paesi europei, per l'11% da sudamericani, per il 7,4% da cinesi, per il 9,1% da tutti gli altri paesi. 'Stiamo lavorando per dare norme che ci permettano di coniugare insieme integrazione e sicurezza il sottosegretario alla solidarieta' sociale con la delega all'immigrazione Cristina De Luca - con varie forme controllate di ingresso per ricerca di lavoro con sponsor istituzionali e collettivi. La legge Bossi-Fini ha provocato una situazione di irregolarita' molto forte. Bisogna lavorare per riuscire ad accettare questo fenomeno strutturale uscendo dall'emergenza'.
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