Italia. Sindacati criticano ddl caporalato: non protegge lavoratori
Per come e' stato modificato, il disegno di legge antisfruttamento approvato dal Senato, non tutela i lavoratori. E' quanto afferma Morena Piccinini segretaria confederale della Cgil Nazionale.
'Pene molto severe - e' detto in una nota - sono previste nel testo di legge approvato al Senato per chi impiega lavoratori immigrati senza permesso di soggiorno. Come sindacato dovremmo quindi essere soddisfatti, visto che il tema dello sfruttamento l'abbiamo posto noi con manifestazioni e sollecitazioni varie a governo e parlamento. Ma non e' assolutamente cosi': quel testo e' allo stesso tempo troppo e troppo poco'.
'Le modifiche prodotte nelle commissioni parlamentari, in larga misura imposte dall'opposizione per condizionare ad esse il voto favorevole, hanno snaturato - secondo Piccinini - il testo originale arrivando poi al paradosso per cui il testo cosi' modificato alla fine e' stato votato dalla sola maggioranza. E, intanto, la frutta e la verdura stanno maturando ed e' ricominciato lo sfruttamento nelle campagne del nostro paese, per noi parlare dello sfruttamento senza stagionalita' nell'edilizia o in altri settori'.
La Cgil si rivolge di 'nuovo al governo e alla Camera dei Deputati perche' nel prosieguo della discussione parlamentare, che sollecitiamo, si ritorni al vecchio testo di legge'.
'E' troppo ricondurre tutta la materia al solo diritto penale e al carcere perch, automaticamente cio' comporta che solo i casi di estrema gravita' come la riduzione in schiavitu', vengono ricondotti alla accezione di punibilita', lasciando impunite le tantissime e variegate situazioni di intimidazione, sfruttamento e limitazione della liberta' della persona e le tante modalita' di coercizione con le quali si presenta il caporalato. Allo stesso tempo - e' detto - e' troppo ristretto l'ambito delle situazioni contemplate, soprattutto perche' non viene valutata la vasta gamma di sfruttamento che avviene attraverso il mancato rispetto delle norme contrattuali, delle norme sulla sicurezza nel luogo di lavoro, delle norme in materia di orario di lavoro e di riposi settimanali'.
'Ma, cosa ancora piu' grave - conclude - scompare completamente la possibilita' di tutela ai lavoratori soggetti allo sfruttamento che continueranno a rischiare, nella prevalenza dei casi, l'espulsione dal nostro paese anziche' ottenere un permesso di soggiorno'.
'Pene molto severe - e' detto in una nota - sono previste nel testo di legge approvato al Senato per chi impiega lavoratori immigrati senza permesso di soggiorno. Come sindacato dovremmo quindi essere soddisfatti, visto che il tema dello sfruttamento l'abbiamo posto noi con manifestazioni e sollecitazioni varie a governo e parlamento. Ma non e' assolutamente cosi': quel testo e' allo stesso tempo troppo e troppo poco'.
'Le modifiche prodotte nelle commissioni parlamentari, in larga misura imposte dall'opposizione per condizionare ad esse il voto favorevole, hanno snaturato - secondo Piccinini - il testo originale arrivando poi al paradosso per cui il testo cosi' modificato alla fine e' stato votato dalla sola maggioranza. E, intanto, la frutta e la verdura stanno maturando ed e' ricominciato lo sfruttamento nelle campagne del nostro paese, per noi parlare dello sfruttamento senza stagionalita' nell'edilizia o in altri settori'.
La Cgil si rivolge di 'nuovo al governo e alla Camera dei Deputati perche' nel prosieguo della discussione parlamentare, che sollecitiamo, si ritorni al vecchio testo di legge'.
'E' troppo ricondurre tutta la materia al solo diritto penale e al carcere perch, automaticamente cio' comporta che solo i casi di estrema gravita' come la riduzione in schiavitu', vengono ricondotti alla accezione di punibilita', lasciando impunite le tantissime e variegate situazioni di intimidazione, sfruttamento e limitazione della liberta' della persona e le tante modalita' di coercizione con le quali si presenta il caporalato. Allo stesso tempo - e' detto - e' troppo ristretto l'ambito delle situazioni contemplate, soprattutto perche' non viene valutata la vasta gamma di sfruttamento che avviene attraverso il mancato rispetto delle norme contrattuali, delle norme sulla sicurezza nel luogo di lavoro, delle norme in materia di orario di lavoro e di riposi settimanali'.
'Ma, cosa ancora piu' grave - conclude - scompare completamente la possibilita' di tutela ai lavoratori soggetti allo sfruttamento che continueranno a rischiare, nella prevalenza dei casi, l'espulsione dal nostro paese anziche' ottenere un permesso di soggiorno'.
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