Italia Trapianti: Aumentano le donazioni di organi.
L?Italia passa da 17 donatori effettivi nel 2001 a 17.6 per milione d?abitanti ad agosto del 2002. In testa Lombardia ed Emilia-Romagna, in coda Basilicata e Campania. Continua il trend positivo: il nostro Paese e' ora al sesto posto in Europa, mentre nel 1995 era in penultima posizione. Cosa resta ancora da fare? La consulenza telematica deve essere il prossimo obiettivo secondo Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti. "Il chirurgo che esegue il trapianto, assieme al coordinatore regionale della rete, se ritengono di avere qualche dubbio sulla sicurezza dell'organo non devono sentirsi soli al momento di prendere una decisione", sostiene Costa, per il quale "il progetto e' pronto, il pool di esperti gia' e' al lavoro, ma poter vedere sullo schermo l'organo da impiantare e il dialogo in diretta sono essenziali per ridurre al minimo i rischi, mentre oggi il delicato lavoro di valutazione, che comporta tempi strettissimi, si fa attraverso il telefono e il fax". Una scelta quasi obbligata, dopo la lieve flessione delle donazioni registrata nei mesi di luglio e agosto 2001, provocata dal caso della donna di Napoli alla quale era trapiantato il fegato e che poi e' morta. Un caso che ha fatto scandalo, anche se poi sono stati resi noti i risultati delle indagini istologiche in base alle quali e' stata esclusa la provenienza delle cellule tumorali (geneticamente femminili) dal donatore (maschio). Secondo gli esperti del mondo dei trapianti, il leggero calo delle donazioni puo' essere dipeso anche da fattori psicologici: i chirurghi, dopo l'inchiesta giudiziaria aperta nei confronti dei loro colleghi di Modena, hanno timore di finire nei guai, quindi sono meno propensi ad affrontare il delicato momento del contatto con i familiari della persona deceduta, per convincerli ad autorizzare il prelievo. Verificare l'assenza di cellule neoplastiche negli organi del donatore non e' impresa facile, e la fretta di trasportare l'organo da trapiantare a destinazione complica le cose. Il Centro nazionale Trapianti ha oggi messo in piedi il primo Registro nazionale donatori neoplastici. Ecco i risultati: sono stati esaminati 2.682 donatori, 78 di questi hanno evidenziato problemi neoplastici. Trentasette sono stati identificati prima del prelievo, 20 dopo l?intervento di espianto, e ventuno dopo il trapianto. Quasi il 60% dei donatori sono deceduti per lesioni vascolari, il 34% in seguito ad eventi traumatici. Il 27% dei donatori aveva un'eta' tra i 45 e 59 anni, mentre il 26% aveva 60-75 anni.
Nonostante la soddisfazione per i risultati raggiunti, resta il grave problema delle liste d'attesa che, come riconosce lo stesso Nanni Costa, oggi contano 10 mila pazienti.
Nonostante la soddisfazione per i risultati raggiunti, resta il grave problema delle liste d'attesa che, come riconosce lo stesso Nanni Costa, oggi contano 10 mila pazienti.
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