Italia. Turco: contro mutilazioni genitali non bastano le leggi
"Il contrasto alle mutilazioni genitali femminili va oltre i diritti fissati dalle leggi.
E' anche una questione di cultura, di assistenza e di mentalita'.
Bisogna spingere le madri a salvaguardare l'integrita' delle figlie e le figlie a fare altrettanto". Lo ha detto il ministro della Salute, Livia Turco, intervenendo al convegno 'Oltre le Mgf: una questione di diritti' organizzato a Roma in occasione della Giornata internazionale per il contrasto alle mutilazioni genitali femminili, che si celebra oggi.
"Salvaguardare il benessere della donna - ha continuato il ministro Turco - significa anche prevenire i tumori al seno e al collo dell'utero, nonche' la nascite premature. Tutti obiettivi fissati nell'ampio progetto che abbiamo in cantiere e mira a difendere prima di tutto la salute materno-infantile. Non servono altre leggi, perche' i diritti in questo senso gia' esistono: basta precisarli e renderli fruibili anche per la popolazione immigrata. Spero che la revisione della legge Bossi-Fini possa servire proprio a questo scopo'. Turco ha ricordato inoltre che 'il 7 marzo abbiamo in programma a Napoli una conferenza sulla salute della donna e che e' in via di completamento l'istituzione del Centro nazionale per la salute degli immigrati e contro le malattie della poverta'. Sono felice del fatto che, incontrando ieri a Ginevra il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanita' Margaret Chan, che ha reso noto il suo impegno a favore della donna e dell'Africa - ha concluso Turco - l'Italia abbia potuto dimostrare che questi temi sono anche nostre priorita'".
E' anche una questione di cultura, di assistenza e di mentalita'.
Bisogna spingere le madri a salvaguardare l'integrita' delle figlie e le figlie a fare altrettanto". Lo ha detto il ministro della Salute, Livia Turco, intervenendo al convegno 'Oltre le Mgf: una questione di diritti' organizzato a Roma in occasione della Giornata internazionale per il contrasto alle mutilazioni genitali femminili, che si celebra oggi.
"Salvaguardare il benessere della donna - ha continuato il ministro Turco - significa anche prevenire i tumori al seno e al collo dell'utero, nonche' la nascite premature. Tutti obiettivi fissati nell'ampio progetto che abbiamo in cantiere e mira a difendere prima di tutto la salute materno-infantile. Non servono altre leggi, perche' i diritti in questo senso gia' esistono: basta precisarli e renderli fruibili anche per la popolazione immigrata. Spero che la revisione della legge Bossi-Fini possa servire proprio a questo scopo'. Turco ha ricordato inoltre che 'il 7 marzo abbiamo in programma a Napoli una conferenza sulla salute della donna e che e' in via di completamento l'istituzione del Centro nazionale per la salute degli immigrati e contro le malattie della poverta'. Sono felice del fatto che, incontrando ieri a Ginevra il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanita' Margaret Chan, che ha reso noto il suo impegno a favore della donna e dell'Africa - ha concluso Turco - l'Italia abbia potuto dimostrare che questi temi sono anche nostre priorita'".
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