Legge 40. Record europeo di viaggi all'estero per la fecondazione. Roccella: colpa dell'opposizione
Medaglia d'oro all'Italia per il 'turismo della provetta'. Parola di esperti, il nostro Paese detiene il primato europeo degli aspiranti genitori che 'emigrano' per sottoporsi a interventi di fecondazione assistita: 10 mila coppie all'anno, almeno prima che la sentenza della Corte Costituzionale mettesse in discussione alcuni 'paletti' imposti dalla legge 40. Secondo uno studio condotto dall'European Society of Human Reproduction and Embryology (Eshre), in collaborazione con la Societa' italiana di studi di medicina della riproduzione (Sismer), arriva dalla Penisola una coppia su tre 'in trasferta' per avere un bambino.
La ricerca e' stata presentata ad Amsterdam al congresso Eshre.
Gli autori si sono basati sui questionari anonimi consegnati alle coppie straniere in 44 centri dei 6 Paesi piu' 'gettonati' (Spagna, Svizzera, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca e Danimarca), riferisce una nota. In un mese (il periodo di studio) sono state trattate 1.230 coppie. Proiettando il dato sull'intero anno, e considerando che i centri partecipanti rappresentano circa il 50% delle strutture 'meta' di coppie straniere, si puo' stimare che a livello europeo il turismo della provetta verso le nazioni considerate coinvolga 20-25 mila coppie all'anno. Ma l'entita' del fenomeno e' superiore, sono convinti gli specialisti, perche' anche altri Paesi ricevono coppie straniere (ad esempio Grecia, Russia e Ucraina).
"Non ci sorprende, ma ci deprime - spiega Anna Pia Ferraretti, direttore scientifico Sismer e membro della task force creata dall'Eshre per indagare sul cosiddetto turismo riproduttivo - avere la conferma che, delle 1.230 coppie che si sono recate all'estero, quelle italiane sono le maggiormente rappresentate: 392, pari al 32%. Del resto, la legge italiana fino allo scorso aprile era la piu' restrittiva d'Europa", riflette l'esperta. Dietro l'Italia c'e' la Germania (14% sul totale coppie 'in fuga'). "Possiamo dire che sono almeno 10 mila le coppie italiane che ogni anno emigrano", calcola Ferraretti.
Ma qual e' l'identikit delle coppie italiane che per avere un bimbo in provetta fanno la valigia?
"Sono tutte coppie eterosessuali, sposate nella stragrande maggioranza (82%) o stabilmente conviventi (18%) - riporta Ferraretti - L'eta' media delle donne e' di 37 anni e mezzo. Il 27% ha meno di 35 anni, il 41% tra 35 e 40 anni, il 25% tra 40 e 44, e solo il 7% tra 45 e 50".
Gli aspiranti genitori lasciano la Penisola "non certo per cercare trattamenti 'estremi' - precisa il direttore scientifico Sismer - ma solo per cercare di avere un figlio all'interno di rapporto di una coppia normale ed in normale eta' riproduttiva. Il 60% circa delle coppie voleva eseguire trattamenti illegali in Italia (donazione di seme, donazione di ovociti e, in minore misura, diagnosi genetica pre-impianto)". Tuttavia, "circa il 40% si e' rivolto all'estero per eseguire trattamenti leciti in Italia, ma che credono essere piu' efficaci in Paesi dove esiste una legge piu' liberale. In quasi il 50% dei casi entrambi i partner della coppia erano laureati, a conferma del fatto che la necessita' di emigrare crea una discriminazione a livello culturale-economico", evidenzia l'esperta.
"L'Italia e' il Paese europeo dove il fenomeno della migrazione per problemi riproduttivi e' di gran lunga piu' frequente - conclude la specialista - I dati raccolti confermano che la legge 40 e' stata la maggiore responsabile di questo fenomeno, esponendo le coppie italiane a maggiori costi, rischi e discriminazioni rispetto agli altri cittadini europei. Ma lo studio e' stato condotto prima della sentenza della Corte Costituzionale, che ha rimosso molti dei limiti prima presenti all'applicazione in Italia delle tecniche Pma. Grazie a questo nuovo contesto legislativo, possiamo affermare che molte coppie non dovranno piu' recarsi all'estero".
'Sono i frutti di una propaganda negativa contro una legge confermata da referendum', dice Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, commentando con l'Ansa una statistica che vede circa 10 mila coppie italiane andare all'estero per tentare una fecondazione assistita.
'Premesso che sono dati statisticamente incerti, a partire da un campione poco rappresentativo - spiega il sottosegretario - mi sembra fondamentale quello che ne esce: il 40% degli italiani va all'estero per fare cose che potrebbe fare benissimo in Italia, dove abbiamo centri di ottima qualita'. Questo conferma che c'e' stata un'azione di propaganda negativa contro la legge, che ha prodotto disinformazione con danni alle coppie.
Vanno all'estero inutilmente, spendendo per risultati presumibilmente paragonabili a quelli ottenibili in Italia'.
'Una propaganda negativa, da parte di forze politiche che hanno appoggiato il referendum, o spinta da alcuni operatori del settore con politica autolesionista', aggiunge la Roccella.
'Il resto delle coppie italiane, il 60%, vanno all'estero per pratiche che da noi sono illegali', spiega, sottolineando come in tutti i paesi ci siano delle regole che regolano trattamenti di questo genere e come si ricorra a viaggi nei paesi piu' poveri per la deregulation spinta e il minor costo che vi si puo' trovare.
'Donazione di ovociti e fecondazione eterologa... - stigmatizza il sottosegretario - ma non si deve parlare di donazione di ovociti. Non c'e' mai donazione, ma vendita da parte di donne molto giovani, in qualche caso appena delle ragazze, che lo fanno per motivi economici. Sono cose che sollevano problemi sociali, oltre che etici'.
La ricerca e' stata presentata ad Amsterdam al congresso Eshre.
Gli autori si sono basati sui questionari anonimi consegnati alle coppie straniere in 44 centri dei 6 Paesi piu' 'gettonati' (Spagna, Svizzera, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca e Danimarca), riferisce una nota. In un mese (il periodo di studio) sono state trattate 1.230 coppie. Proiettando il dato sull'intero anno, e considerando che i centri partecipanti rappresentano circa il 50% delle strutture 'meta' di coppie straniere, si puo' stimare che a livello europeo il turismo della provetta verso le nazioni considerate coinvolga 20-25 mila coppie all'anno. Ma l'entita' del fenomeno e' superiore, sono convinti gli specialisti, perche' anche altri Paesi ricevono coppie straniere (ad esempio Grecia, Russia e Ucraina).
"Non ci sorprende, ma ci deprime - spiega Anna Pia Ferraretti, direttore scientifico Sismer e membro della task force creata dall'Eshre per indagare sul cosiddetto turismo riproduttivo - avere la conferma che, delle 1.230 coppie che si sono recate all'estero, quelle italiane sono le maggiormente rappresentate: 392, pari al 32%. Del resto, la legge italiana fino allo scorso aprile era la piu' restrittiva d'Europa", riflette l'esperta. Dietro l'Italia c'e' la Germania (14% sul totale coppie 'in fuga'). "Possiamo dire che sono almeno 10 mila le coppie italiane che ogni anno emigrano", calcola Ferraretti.
Ma qual e' l'identikit delle coppie italiane che per avere un bimbo in provetta fanno la valigia?
"Sono tutte coppie eterosessuali, sposate nella stragrande maggioranza (82%) o stabilmente conviventi (18%) - riporta Ferraretti - L'eta' media delle donne e' di 37 anni e mezzo. Il 27% ha meno di 35 anni, il 41% tra 35 e 40 anni, il 25% tra 40 e 44, e solo il 7% tra 45 e 50".
Gli aspiranti genitori lasciano la Penisola "non certo per cercare trattamenti 'estremi' - precisa il direttore scientifico Sismer - ma solo per cercare di avere un figlio all'interno di rapporto di una coppia normale ed in normale eta' riproduttiva. Il 60% circa delle coppie voleva eseguire trattamenti illegali in Italia (donazione di seme, donazione di ovociti e, in minore misura, diagnosi genetica pre-impianto)". Tuttavia, "circa il 40% si e' rivolto all'estero per eseguire trattamenti leciti in Italia, ma che credono essere piu' efficaci in Paesi dove esiste una legge piu' liberale. In quasi il 50% dei casi entrambi i partner della coppia erano laureati, a conferma del fatto che la necessita' di emigrare crea una discriminazione a livello culturale-economico", evidenzia l'esperta.
"L'Italia e' il Paese europeo dove il fenomeno della migrazione per problemi riproduttivi e' di gran lunga piu' frequente - conclude la specialista - I dati raccolti confermano che la legge 40 e' stata la maggiore responsabile di questo fenomeno, esponendo le coppie italiane a maggiori costi, rischi e discriminazioni rispetto agli altri cittadini europei. Ma lo studio e' stato condotto prima della sentenza della Corte Costituzionale, che ha rimosso molti dei limiti prima presenti all'applicazione in Italia delle tecniche Pma. Grazie a questo nuovo contesto legislativo, possiamo affermare che molte coppie non dovranno piu' recarsi all'estero".
'Sono i frutti di una propaganda negativa contro una legge confermata da referendum', dice Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, commentando con l'Ansa una statistica che vede circa 10 mila coppie italiane andare all'estero per tentare una fecondazione assistita.
'Premesso che sono dati statisticamente incerti, a partire da un campione poco rappresentativo - spiega il sottosegretario - mi sembra fondamentale quello che ne esce: il 40% degli italiani va all'estero per fare cose che potrebbe fare benissimo in Italia, dove abbiamo centri di ottima qualita'. Questo conferma che c'e' stata un'azione di propaganda negativa contro la legge, che ha prodotto disinformazione con danni alle coppie.
Vanno all'estero inutilmente, spendendo per risultati presumibilmente paragonabili a quelli ottenibili in Italia'.
'Una propaganda negativa, da parte di forze politiche che hanno appoggiato il referendum, o spinta da alcuni operatori del settore con politica autolesionista', aggiunge la Roccella.
'Il resto delle coppie italiane, il 60%, vanno all'estero per pratiche che da noi sono illegali', spiega, sottolineando come in tutti i paesi ci siano delle regole che regolano trattamenti di questo genere e come si ricorra a viaggi nei paesi piu' poveri per la deregulation spinta e il minor costo che vi si puo' trovare.
'Donazione di ovociti e fecondazione eterologa... - stigmatizza il sottosegretario - ma non si deve parlare di donazione di ovociti. Non c'e' mai donazione, ma vendita da parte di donne molto giovani, in qualche caso appena delle ragazze, che lo fanno per motivi economici. Sono cose che sollevano problemi sociali, oltre che etici'.
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