Martedì 9 giugno 2026
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Manifesto contro dominanza linguistica dell'inglese

U.E.
Notizia ·
L'Unione europea non può tollerare "una situazione 'de facto' in cui una sola lingua, l'inglese, diventa dominante nel funzionamento delle istituzioni europee, in cui due o tre altre lingue riescano più o meno a mantenere le loro posizioni per qualche tempo, mentre la vasta maggioranza delle nostre lingue acquistano un valore simbolico". E' quanto affermano 10 intellettuali europei guidati dallo scrittore franco-libanese Amin Maalouf, in un Manifesto in cui raccomandano all'Ue di promuovere il concetto una 'lingua adottiva personale' da far imparare a tutti gli europei in aggiunta alla lingua materna.

"Da come la vediamo noi, la 'lingua adottiva personale' non sarebbe in alcun modo una seconda lingua straniera, ma piuttosto una sorta di seconda madre lingua", spiega Maalouf nel Manifesto, a cui ha contribuito anche la scrittrice italiana Simonetta Agnello-Hornby. Per alcuni europei, come quelli vissuti in ambienti bilingue per ragioni familiari o a seguito del trasferimento in un altro Paese, tale concetto è già una realtà.
Per gli altri, l'apprendimento "intensivo" della 'seconda lingua materna' dovrebbe diventare "parte integrante del curriculum scolastico e universitario di ogni cittadino europeo". Per facilitare questo obiettivo, gli autori del rapporto propongono la creazione di "organizzazioni bilaterali e bilingue in ogni coppia di Paesi" europei, che promuovano l'insegnamento delle rispettive lingue nel Paese partner.

Il rapporto degli intellettuali dedica la sua attenzione anche la problema dell'integrazione linguistica degli immigrati: per loro "la lingua adottiva personale dovrebbe corrispondere, in linea generale, con quella del Paese dove hanno scelto di stabilirsi", si legge nel rapporto. "I migranti - ha affermato il commissario Orban in conferenza stampa - dovrebbero conoscere allo stesso modo la loro lingua materna e quella del Paese che li ospita". Al tempo stesso, suggerisce il rapporto Ue, gli europei "dovrebbero essere incoraggiati ad imparare" le lingue degli immigrati.

Il rapporto non fa alcun riferimento al finanziamento di queste proposte. Se ne parlerà - eventualmente - quando Orban presenterà il documento ai ministri europei della Cultura in occasione della riunione prevista il 15 febbraio a Bruxelles.
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