Manovra economica, allarme associazioni Aids e tumori
Ritirare subito la norma contenuta nella manovra economica, all'esame della Commissione Bilancio del Senato, che prevede il passaggio di alcuni farmaci attualmente d'uso ospedaliero in farmacia, per un importo pari a 600 milioni di euro. A chiedere la modifica sono associazioni di malati di Aids e tumori, i piu' colpiti dalla nuova norma, che hanno voluto manifestare il loro dissenso in una conferenza organizzata questa mattina a Roma.
Il Network persone sieropositive (Nps) Italia Onlus e la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) hanno manifestato i loro dubbi in un documento scritto, inviato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ai ministri della Salute e dell'Economia Ferruccio Fazio e Giulio Tremonti, all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e a tutti i responsabili di partito affinche' si faccia marcia indietro sulla norma. "Dobbiamo incontrarci e ragionarci insieme - propone Rosaria Iardino, presidente di Nps - perche' forse cosi' potremo tranquillizzare tutti i nostri utenti, preoccupati dalle nuove misure".
Le associazioni, infatti, temono il rischio di un minor controllo dell'aderenza al farmaco e del rispetto della terapia, la possibile indisponibilita' del prodotto a livello di farmacia territoriale, il mancato rispetto della privacy e l'incentivazione all'utilizzo di generici di imminente introduzione, con la possibilita' che nel tempo la gratuita' riguardi solo il generico e che per avere il medicinale cui si e' abituati si debba integrare il costo. Per Elisabetta Iannelli, segretario della Favo, "il vero pericolo e' quello del 'fai da te'. Acquistare prodotti in farmacia potrebbe essere rischioso, meglio continuare con la distribuzione in ospedale, come e' sempre stato. Ci aspettiamo una risposta dalle Istituzioni - conclude - perche' qui stiamo parlando di farmaci 'salvavita' ed e' vietato prendere sotto gamba il problema".
Il Network persone sieropositive (Nps) Italia Onlus e la Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) hanno manifestato i loro dubbi in un documento scritto, inviato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ai ministri della Salute e dell'Economia Ferruccio Fazio e Giulio Tremonti, all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e a tutti i responsabili di partito affinche' si faccia marcia indietro sulla norma. "Dobbiamo incontrarci e ragionarci insieme - propone Rosaria Iardino, presidente di Nps - perche' forse cosi' potremo tranquillizzare tutti i nostri utenti, preoccupati dalle nuove misure".
Le associazioni, infatti, temono il rischio di un minor controllo dell'aderenza al farmaco e del rispetto della terapia, la possibile indisponibilita' del prodotto a livello di farmacia territoriale, il mancato rispetto della privacy e l'incentivazione all'utilizzo di generici di imminente introduzione, con la possibilita' che nel tempo la gratuita' riguardi solo il generico e che per avere il medicinale cui si e' abituati si debba integrare il costo. Per Elisabetta Iannelli, segretario della Favo, "il vero pericolo e' quello del 'fai da te'. Acquistare prodotti in farmacia potrebbe essere rischioso, meglio continuare con la distribuzione in ospedale, come e' sempre stato. Ci aspettiamo una risposta dalle Istituzioni - conclude - perche' qui stiamo parlando di farmaci 'salvavita' ed e' vietato prendere sotto gamba il problema".
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